Presentazione

Il gioco di squadra organizzato è una delle esperienze privilegiate del cortile dell'oratorio. Questa tipologia di gioco, proprio per il fatto di essere strutturato e animato, permette a tutti i ragazzi, più o meno abili, di provarsi in un contesto protetto. A questo punto, quando tra i ragazzi si sono consolidate la conoscenza e il rispetto delle regole dei giochi ma anche le relazioni e l'affiatamento comune, è possibile proporre loro di confrontarsi con il ruolo del capitano. Tale ruolo, presente negli sport, può essere rivestito dai ragazzi per imparare a mettere le proprie capacità di gioco e relazionali a servizio della squadra. E' dunque una occasione, per il ragazzo, di conoscersi e provarsi, e per la squadra di riconoscere e rapportarsi con un ruolo formale rivestito da un coetaneo, diverso da quello dell'arbitro e dell'animatore. Titolo ….In cortile con un capitano A cura di: Valentina Data: 17 /04/2017 Descrizione: giornate di cortile sul tema del capitano

Progetto

Obiettivi dell’attività : Riconoscere e sperimentare il ruolo del capitano a servizio della squadra.

Analisi

Destinatari dell’intervento educativo
Numero: da 20 a 40 ragazzi
Età: Preadolescenti
Livello di esperienza del cortile: intermedia

Metodo

Durata 10 ore minimo Animatori richiesti 3

ContenutoIdee ed esperienzeTempo richiesto
I compiti del capitano: far rispettare le regole, coinvolgere tutti, incoraggiare.

Idea: il leader spontaneo nel gioco può essere al servizio di se stesso, il capitano è sempre al servizio della squadra.

Esperienze: Gli animatori propongono ai ragazzi un gioco di squadra ben noto, e due di loro giocano nelle squadre. Faranno in modo di monopolizzare il gioco, escludendo i ragazzi, non si cureranno troppo delle regole ma contesteranno l'arbitro, interpreteranno la partita come una sfida personale uno contro uno.

Dopo la partita si rilegge l'esperienza con i ragazzi: come è andata questa partita? Vi è piaciuta? Vi siete divertiti? Perché? Cosa avete notato che ha reso poco piacevole il gioco? Cosa sarebbe stato necessario perché andasse diversamente? Alla fine emerge l'idea che in una squadra non serve chi è forte e gioca per sé, ma qualcuno che sia a servizio della squadra, del gioco e del divertimento di tutti.

Si prospetta ai ragazzi un periodo in cui provare insieme a sperimentare questo nuovo ruolo.

45 minuti per il gioco, 15 per la rilettura. Si gioca poi nuovamente, questa volta senza che gli animatori “disturbino” il gioco (altri 30 minuti)

 

Idea: i compiti del capitano, attenzioni alla squadra su cui provarsi e verificarsi. Nei successivi incontri, almeno 3, all'inizio del gioco organizzato gli animatori designano pubblicamente i due capitani (meglio se dotati di caratteristiche simili), ai quali affidano in privato una attenzione da tenere viva nel corso del gioco.

Le tre attenzioni da affidare di volta in volta sono: far rispettare le regole, far sì che tutti giochino, incoraggiare tutti.

Dopo ogni gioco la squadra, che ha osservato il proprio capitano, indica qual è stata l'attenzione di cui si è fatto visibilmente carico, e se ne verificano gli esiti.

Tre giornate di almeno 60 minuti tra gioco e verifica. 

 

Nelle successive giornate, via via a tutti i ragazzi viene affidato il ruolo del capitano. Dopo il gioco la squadra compila una piccola scheda di verifica per valutare se il proprio capitano ha saputo gestire i propri compiti.

L'animatore, esaminati i risultati emersi dalle schede di verifica, presenta poi ai ragazzi la valutazione che li riguarda. E'questa una occasione molto concreta per aiutare il ragazzo a prendere coscienza dei propri modi : risorse, limiti, capacità relazionali e tecniche, ma soprattutto delle proprie possibilità.

L'animatore darà infatti delle piccole indicazioni applicabili alla prossima occasione, e che comunque possono essere utilmente seguite nel gioco di squadra anche quando non si riveste il ruolo di capitano. In tal modo verrà fortemente interiorizzato uno stile di gioco che mette al centro lo stare insieme divertendosi, mai senza gli altri o a discapito degli altri. Nota bene: può essere consigliabile temporaneamente non affidare il compito del capitano ai più piccoli o a ragazzi per i quali risulterebbe particolarmente impegnativo e gravoso a causa di loro caratteristiche personali.

E' necessario infatti che il clima di gruppo e la qualità delle relazioni siano già abbastanza stabili e positive per includere senza problemi i ragazzi che si trovano in difficoltà a gestire il ruolo.

Un numero libero di giornate, tale da permettere ai ragazzi di provarsi tutti o quasi nel ruolo del capitano.

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