Quale genitore non  darebbe la vita per i propri figli?  E quale padre, quale madre dormirebbe tranquillo sapendoli in pericolo? E ancora, sono tanti gli sforzi che si fanno per far percepire ai propri figli l’amore tangibile e concreto che si ha per loro: aiuto nei compiti, vigilanza serrata  su compagnie e amicizie, organizzazione minuziosa del tempo libero, servizio taxi per ogni occorrenza e via dicendo. 

Ma si tratta di vero amore o di troppo amore? È  difficile dirlo o trovare una misura  che sia uguale per tutti. Guardare ad un grande educatore quale è stato don Bosco può dare delle indicazioni utili per comprendere i tratti di un amore vero anche se esagerato: quel prete non dormiva la notte, e durante la giornata non aveva altri pensieri e occupazioni se non per l’educazione e la felicità dei suoi ragazzi; le sue giornate non erano meno frenetiche delle nostre, ed il suo voler loro bene era quello di un padre, preoccupato della buona riuscita di ciascuno.

I suoi giovani, a differenza di quello che invece accade ai nostri figli, non percepivano nei suoi modi né ansia né eccesso di preoccupazione o di protezione. Don Bosco non solo combatteva ogni giorno i capricci, i vizi e le fissazioni dei suoi ragazzi, ma aveva a cuore che crescessero come   “buoni cristiani ed onesti cittadini”, confrontandosi con la realtà nella quale vivevano, per provarsi nei propri interessi, abilità e aspirazioni. Egli educava la loro libertà, seguendoli da lontano, senza il timore di essere esigente, evitando di sostituirsi ad essi o di assillarli con la sua presenza. Tutto ciò che faceva per i suoi ragazzi era mirato, perché potessero sperimentare, riconoscere e imparare a scegliere ciò che fa bella, buona e vera la vita, curando la propria interiorità, il gusto per la bellezza e l’apertura agli altri.

Allora, guardiamoci con onestà e chiediamoci che cosa fa bella, buona e vera la vita per noi, e aiutiamo i nostri figli ad esercitarsi nella responsabilità, nello sguardo agli altri e al mondo, sostituendo un po’ dell’astuzia educativa di don Bosco alla nostra “onnipresenza” di genitori ansiosi.

 

Carmen e Bianca

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