Le logiche pressanti del consumo e del marketing suscitano nei genitori di oggi l’ossessione dell’idea “del figlio vincente”, pronto a rispondere efficacemente alle sollecitazioni del nostro tempo e a dare i frutti sperati. Per questo, sin dalla primissima infanzia, i nostri bambini oltre ad essere iper-coccolati e iper-protetti, vengono anche iper-stimolati  in ogni loro  tendenza, o abbozzo di attitudine, molte volte anticipando gli specifici compiti di sviluppo di ogni età e radicando un’immagine di sé egocentrica e narcisistica.

Conseguenze dirette sono una miriade di esperienze e di atteggiamenti educativi  che contribuiscono alla formazione di identità fragili, confuse, desiderose di provare esperienze che fanno sentire “grandi”, che fanno assaporare autonomia e libertà. Iniziano perciò, in età sempre più precoce, negoziati interminabili, spesso fallimentari perché è proprio sull’idea dell’essere ”grandi” che genitori e figli non trovano poi un accordo. Se “le cose da grandi” secondo i ragazzi  sono quelle vincenti, alla moda, in cui guadagnare qualcosa, per i genitori, le cose “da grandi” sono quelle che insegnano la responsabilità.

Abbiamo un suggerimento per tutti i genitori in crisi: perché non spiazzare gli adolescenti con una proposta inaspettata?  Per esempio i Campi di lavoro organizzati dall’Associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti   e da anni impegnata in  attività legate allo sviluppo della legalità tra ragazzi e giovani. La proposta risulterà inaspettata perché sfiderebbe i ragazzi sul campo del “sapersela cavare da soli”, e poi perché li costringerebbe a farsi qualche domanda su che cosa significa realmente essere originali. Una proposta di questo genere richiede prima di tutto a ciascun genitore la disponibilità a superare la paura della lontananza. Non avere la possibilità di tenere sotto controllo i figli può generare ansia, ma è un’esperienza salutare anche per i genitori, che imparano a considerare i figli altro da sé.

I campi di Libera ogni anno raccolgono l’adesione entusiastica di centinaia di ragazzi, dai 15 anni in su, coinvolti in attività manuali e laboratoriali, incontri con testimoni ed escursioni nei luoghi che hanno visto in azione i numerosi “eroi” dell’antimafia. Insomma un’esperienza che affronta temi “da grandi”, che chiede di comportarsi “da grandi” e che permette di diventare “grandi”, cioè di esercitarsi nella riflessione e nella generosità del lavoro  condiviso e fatto per altri.

Le informazioni sono sul sito www.libera.it

Teresa e Maria Pia

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