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XXIII DOMENICA

VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca1,25-33

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro: «Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo».

Commento

Gesù parla alla folla che lo segue e mette le cose in chiaro: chi vuole seguire lui, deve metterlo al di sopra di tutto e di tutti. Detto meglio: i rapporti con le cose e le persone devono essere vissuti alla luce del rapporto con lui, altrimenti non si può essere cristiani.

Quando dice che vuole essere amato più dei parenti, certamente non sta parlando dei sentimenti, riguardo ai quali ci troveremmo in difficoltà, perché Gesù non lo vediamo, mentre i parenti sì. Crescendo nella fede e nella vita spirituale anche i sentimenti trovano il loro vertice nel rapporto con Gesù, (per i santi e i mistici è normale). Tuttavia qui Gesù si riferisce alle scelte mosse dall’amore. In pratica sta dicendo: “se in una scelta vi trovate divisi tra me e i parenti, non c’è alternativa, dovete scegliere me”. Perché? Perché lui è il senso e la salvezza della vita, ci ha dato la vita prima e più dei nostri genitori, ci ama più dei nostri parenti, vuole la nostra salvezza eterna e per questo ha dato la vita sulla croce, è risorto e non ci lascia mai soli.

Il contesto di tutto il vangelo non mette in negativo l'amore per i familiari, ma qui si afferma senza mezzi termini che chi segue Gesù fa una scelta talmente radicale da cambiare la sua vita. A quel punto l'amore verso i familiari riceve forza, senso e modi di esprimersi a partire dall'amore per Cristo e nel momento in cui le relazioni affettive diventano un ostacolo per il vangelo, bisogna tagliare con decisione.

L'amore umano viene così riconosciuto nella sua ricchezza, nel suo senso autentico e anche nei suoi limiti, scoprendo di essere strettamente unito al sacrificio, sofferto per amore. Per questo qui si parla della croce: Gesù l’ha vissuta e portata proprio perché è richiesta dall’amore. Chi vuole amare davvero, si deve preparare a non tirarsi indietro davanti alla sofferenza e perfino davanti alla persecuzione, altrimenti si vedrà che il suo amore era debole o addirittura non vero.

Possono sembrare fuori posto le due parabole sulla costruzione della torre e sulla guerra contro un nemico più numeroso, ma qui Gesù ci sta mettendo in guardia dalla superficialità nelle scelte. Dice semplicemente cosa ci vuole per essere discepoli. Sta a noi fare bene i nostri calcoli, mettendo sul piatto, non solo e non prima, cosa ci chiede, ma cosa ci ha donato, cosa ci offre oggi e cosa ci promette per il futuro in questo mondo e nell’aldilà. Non ci chiede di diventare freddi calcolatori delle possibilità di successo, ma persone decise e coerenti che portano fino in fondo la scelta di seguire lui. La rinuncia a tutti gli averi non è che una semplice conseguenza della scelta di seguirlo, e non significa non possedere niente (è una scelta vocazionale solo di alcuni nella Chiesa) ma diventare liberi da tutto. In tutto il resto del vangelo Luca ci spiega più volte  che non dobbiamo attaccarci ai beni di questo mondo (è facile sostituire il Dio trino, con il dio quattrino), ma ciò che possediamo deve servire per vivere e per aiutare i fratelli più poveri.

Spunti per la meditazione e la preghiera personale

  1. Nella fede il cuore non è secondario, è al centro: crede davvero solo chi ama, ha fede autentica solo chi segue Gesù per amore.
  2. Chi segue Gesù diventa capace di amare fino in fondo, fino a dare la vita per le persone che ama, parenti, amici, sconosciuti e anche nemici
  3. L'amore richiede la rinuncia a tutto ciò che lo ostacola. Quante volte abbiamo dovuto vedere, anche tra i cristiani, tra i preti e i religiosi, la prevalenza dei beni di questo mondo sui fratelli.
  4. Ognuno di noi ha progetti sulla propria vita, sui rapporti con le persone e con le cose. Ognuno trova avversari e ostacoli sulla strada della propria realizzazione umana. Solo Gesù ci offre quel 'successo', che non rimane chiuso in questo mondo, ma va al di là della morte.

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