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“Lavorare stanca” scrisse Cesare Pavese, d’altra parte secondo il poeta Kahlil Gibran “il lavoro è l'amore reso visibile”; “il lavoro nobilita l’uomo”, sentenzia la cultura popolare e la Costituzione recita che “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.
Insomma, sembra proprio che il lavoro sia un’attività che fa parte dell’uomo, del suo essere, nel mondo, costruttore e creatore. Una dimensione che non dovrebbe mancare a nessuno, anche a chi è diversamente abile, a chi sperimenta giorno per giorno, sulla propria pelle la difficoltà di eseguire anche i più semplici compiti.
Il progetto “Part-time” nasce – nella nostra Associazione - dalla convinzione e dalla speranza che un futuro lavorativo è possibile anche per persone con handicap mentale, se si ha la cura di pensare lavori adatti alle loro possibilità, di insegnare loro fin lle più semplici operazioni, di essere al loro fianco con dedizione e pazienza. È un’attività di volontariato, che richiede ai volontari e destinatari di imparare a collaborare, di mettersi alla prova per divenire consapevoli ciascuno delle proprie capacità e dei propri limiti e orgogliosi di essere “attivi”. Senza tralasciare la cura per la qualità del prodotto finito.
Possiamo oggi affermare che “diversamente abile” non è solo un eufemismo, un modo gentile per parlare di un problema, ma una bella scoperta. La scoperta di una ricchezza di vita, di desideri, di umanità che valica la “normalità” e aspetta solo di essere riportata alla luce.
Nel tempo…
Nel 2002 l’associazione di volontariato C.A.Sa. dà vita, a Lecce, grazie all’intuizione, all’impegno, alla creatività di un gruppo di volontari “normodotati”, al progetto “Part-time”, rivolto a persone con handicap mentale. Due ore al giorno, dal martedì al venerdì, per produrre piccoli oggetti artigianali e venderli. Il ricavato, diviso in parti eguali tra i lavoratori diversamente abili, è il compenso, il frutto delle fatiche e dell’ impegno.
Nel primo anno volontari e lavoratori diversamente abili si lanciano dunque nella prima produzione: graziosi sacchetti di lavanda, per profumare la biancheria negli armadi. Un anno importante sotto diversi punti di vista: da un lato, i primi soldi guadagnati e la risposta positiva dei destinatari, il loro entusiasmo nel “timbrare il cartellino”, la presenza costante, incoraggiano e incitano a proseguire nella realizzazione del progetto; dall’altro i volontari, promotori dell’attività, iniziano a misurare i desideri con la realtà e a capire bene cosa i destinatari potevano effettivamente realizzare e cosa invece era troppo complesso per loro. La consapevolezza dei limiti e delle capacità dei lavoratori diviene “faro” nella scelta dei prodotti da realizzare, perché tutti possano prendere parte attiva al lavoro, senza sentirsi da meno. Con il tempo il progetto è cresciuto: ai quattro pionieri delle origini si sono aggiunti nuovi destinatari; sono arrivate le prime commissioni importanti, un primo serio impegno è stato preparare le bomboniere per un matrimonio.
Tra i lavoratori – “abili” tutti – è nata man mano la confidenza, la responsabilità è cresciuta, tutti hanno affinato le proprie capacità e le hanno messe a disposizione per arrivare a realizzare oggetti utili e belli in un clima allegro e concorde.
Per sostenere la crescente complessità del progetto l’équipe dei volontari si è strutturata: c’è chi cura l’organizzazione, chi la formazione educativa e l’attenzione ai ragazzi, chi è responsabile del magazzino, chi si occupa di vendere e chi di creare nuovi prodotti. Tutto pur di dare solidità ad una speranza e sostegno ai passi avanti che i ragazzi diversamente abili continuano a fare.
Per curare meglio il desiderio dei ragazzi di raccontarsi e alimentare in loro il gusto di stare insieme, da qualche anno fa è stata introdotta a metà delle due ore di lavoro la pausa merenda: un’occasione per discutere, chiacchierare, condividere passioni e fatti accaduti, per decidere insieme e per offrire ai propri amici-collaboratori i dolci che, a turno, ciascuno prepara per tutti.
L’obiettivo di oggi è rendere sempre più autonomi nel proprio lavoro i nostri “lavoratori”. E poi, oltre all’aspetto produttivo, oltre a farli sentire a proprio agio, a creare un clima di collaborazione sereno, si mira a favorire lo sviluppo di una rete di relazioni significative, a promuovere una comunicazione vivace e ricca in cui potersi raccontare e sentirsi ascoltati.
Il Part-time è cresciuto nella quantità, nella qualità e nella tipologia dei manufatti realizzati; è cresciuto nel numero delle persone con diverse abilità coinvolte - oggi a nove; dal 2007 ha messo radici anche a Santeramo in Colle (BA), impiegando altri cinque “lavoratori”, finché nel 2008 è sbarcato sul web con uno spazio di e-commerce.
A partire dallo scorso aprile 2009 la crescita continua dell'esperienza ha consentito di allargare il sogno e proiettarsi ancora oltre, in una dimensione cittadina. L'Associazione C.A.Sa. presenta il progetto al Comune di Lecce, che ne riconosce la valenza sociale, ne sposa le finalità e offre un locale nel Centro storico, in Corso Vittorio Emanuele, 36-38.
Inizia a prendere forma una speranza sempre coltivata: che la sperimentazione divenga quotidianità e che un lavoro per persone diversamente abili non sia più un'utopia nella nostra città.
Così ad Ottobre il progetto "Part-time" cambia nome e sostanza: diviene "Div.ergo", un nome che rimanda alla diversità e al lavoro, un laboratorio creativo – full-time – aperto dal lunedì al sabato dalle ore 9.00 alle 13.00 e dal martedì al venerdì dalle 17.30 alle 19.30.

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