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Il senso di una storia

Guarire dal ridere: La speranza che nasce dal sorriso. Una grande storia che continua in piccoli gesti quotidiani.

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Guarire dal ridere

In questo periodo ci siamo abituati a vederli al fianco dei Vigili del Fuoco e della protezione Civile aggirarsi negli accampamenti e nelle tendopoli con la loro divisa abituale: naso rosso e palloncini colorati. Sono lì a recuperare tra i bambini e anche tra i più grandi qualcosa di cui non si può fare a meno, specialmente nei momenti difficili: la speranza e il sorriso. Qualche anno fa immagini di questo tipo viste in TV ci avrebbero sorpreso non poco e avrebbero forse anche scatenato qualche polemica, oggi invece i clown, questi variopinti volontari o angeli del sorriso come alcuni li chiamano, sono ormai diventati una presenza importante per le strade come nelle corsie di ospedale.  Anche se hanno un look decisamente eccentrico, che non passa inosservato, i clown però non hanno acquistato notorietà in TV, ospiti in qualche talk show  o rinchiusi in una casa per 100 giorni, ma, a centinaia svolgono in silenzio (si fa per dire) ogni giorno, gratuitamente,  il loro compito di portare un sorriso a chi ne ha bisogno.

 In fondo i clown nella storia ci sono sempre stati, con aspetti diversi o nomi diversi, dai giullari di corte a Charlie Chaplin, da Pulcinella ai fratelli Colombaioni, sempre pronti a dire ciò che non poteva essere detto, a manifestare ciò che non poteva essere manifestato, battitori liberi della coscienza popolare per ricordare agli uomini che sorriso e libertà sono beni irrinunciabili. Poi negli anni ’70, anche un medico che risponde al nome di Patch Adams sceglie il sorriso, la risata addirittura come terapia in un percorso di riumanizzazione di una scienza medica che seguendo il crinale di una rapida specializzazione e settorializzazione rischiava di vedere nell’uomo malato, solo il paziente o la sua malattia. Patch Adams invece rimette al centro l’uomo tutto intero e scommette che la sofferenza del corpo e della mente, la malattia, può essere combattuta meglio da una persona che sorride alla vita, che attiva la speranza con una risata liberatoria. I risultati più che l’atteggiamento ostile dei suoi detrattori gli danno ragione. Nello stesso tempo e su versanti diversi altri clown si occupano dell’uomo da liberare attraverso il sorriso. Il clown  Miloud lo fa in Romania andando a cercare i tanti bambini orfani che vivono nelle fogne di Bucarest, li aggrega in una scuola di Circo sottraendoli alla colla da sniffare o al mercato degli organi, restituendo loro la dignità e la gioia di vivere. Lo fa in America latina Augusto Boal, con il suo teatro dell’oppresso mettendo in scena sugli autobus e nelle metropolitane una specie di candid camera/situation comedy che chiede agli ignari spettatori di prendere posizione, di schierarsi, di superare l’indifferenza con cui la vita nelle grandi città spinge a rivestirci proteggendoci, ma rendendoci più soli. Lo fanno in Perù e in Africa i Barabba’s clown, ex detenuti del carcere di Arese (Milano) che, pagato il loro debito con la giustizia, hanno deciso di dedicare la loro vita a donare un sorriso ai bambini più poveri del mondo, con spettacoli, missioni e scuole di Circo. Sono nati dopo aver incontrato sulla loro strada e nelle lunghe giornate di sole a scacchi, don Vittorio Chiari, un salesiano Clown, cappellano del carcere che li ha conquistati insegnando loro la difficile arte di sorridere alla vita, nonostante tutto.    

Insomma tante testimonianze nelle diverse latitudini ci dicono che il clown oggi più che mai è una cosa seria, il cui appello a condividere la speranza ed a spezzare la solitudine va diffondendosi sempre di più.  

Ed è quindi sia per festeggiare la loro presenza che per riflettere sul loro ruolo sociale che il 23 maggio è stata indetta la giornata dei CLOWN AL VOLO presso l’ospedale di Copertino, una giornata dedicata ai volontari clown che prestano servizio in ospedale. La manifestazione organizzata dall’associazione CASA (comunità degli animatori salesiani) che svolge questa attività dal 1997, prevede diverse iniziative in città. Presso la piazza del Castello sarà organizzato un pomeriggio di giochi e di spettacoli di clown per tutti i bambini. Presso l’ospedale invece, si terrà, nel cortile, una mostra sui clown in corsia dal titolo Volere volare; presso il reparto pediatria ci sarà una giornata speciale di spettacoli e laboratori per tutti i bambini ricoverati e i loro amici, mentre presso la sala convegni si terrà una tavola rotonda sul tema: bambini in pole position. Percorsi di umanità nelle corsie di ospedale. All’incontro prenderanno parte, oltre al primario di pediatria dott. P. Di Caprio, e Maria Teresa Pati, presidente dell’associazione CASA,  don Gianni Mattia, cappellano-clown dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, il dott. Marco Piccinno e la dott.ssa Alberta Giani dell’Università del Salento. I brevi interventi sul tema forniti dagli ospiti citati saranno un prezioso contributo per la riflessione e il dibattito in assemblea.

Olivier Piazza

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