
È un freddo pomeriggio di inverno, il cielo promette la pioggia ma una tramontana tagliente impegna a smentirlo:
«Abbiamo preso tutto il necessario?»
«Si, il materiale è pronto, ho controllato con Luca»
«Ok, allora possiamo andare!»...
Questo non è l'esordio di un romanzo di avventura, anche se l'avventura ha a che fare con la storia del "Cortile" e dei suoi protagonisti. Il Cortile è una bella avventura per i ragazzi, che si lasciano coinvolgere dall'allegria degli animatori in un'esperienza "giocosa" dì incontro con gli altri, e per gli animatori, che hanno scommesso sulla possibilità di animare i preadolescenti che si incontrano per le strade della città. Proprio da questa scommessa circa cinque anni fa è nata nella nostra associazione l'iniziativa del "Cortile" che si rifà agli "Oratori volanti" di don Bosco. Don Bosco andava in giro per le strade della Torino dell'Ottocento a cercare i ragazzi in difficoltà per offrire loro una risposta ai bisogni di vita e aprirli all'incontro con Dio. E come allora anche oggi gli "animatori volanti"(!) portano l'oratorio nello stile di don Bosco ai ragazzi della città che hanno da i 10 ai 13 anni, con un attenzione particolare a quelli più "svantaggiati".
Fino ad oggi esistono due punti di riferimento del Cortile a Lecce, uno in periferia, presso i campetti di una parrocchia, l'altro nel quartiere S. Rosa, dove c'è un campo di pallacanestro protetto da una tettoia, chiamata per questo "la tettoia". E sia nell'uno che nell'altro gli animatori volanti incontrano molti ragazzi in difficoltà: ragazzi immigrati extracomunitari, ragazzi con famiglie problematiche alle spalle, magari "semplicemente" ragazzi trascurati dai genitori.
A tutti questi e anche a quelli che sì trovano in situazioni più favorevoli, e che pure frequentano il Cortile, gli animatori propongono il gioco come esperienza educativa in grado di promuovere e valorizzare i doni di ciascuno e di favorire la relazione tra pari.
L'équipe (costituita da un animatore formativo responsabile e dalle singole équipe che lavorano nei diversi luoghi della città) inizialmente definisce il progetto educativo che vuole realizzare nel corso dell'anno, quindi si incontra settimanalmente per verificarne l'andamento mentre le singole équipe si incontrano anche più dì una volta la settimana per programmare definire nei particolari le attività. Da queste riunioni di programmazione nascono le giornate di ciascun Cortile: due incontri settimanali e uno domenicale, senza contare i tornei e le giornate di festa.
L'esperienza così strutturata permette ai ragazzi una appartenenza debole ed occasionale anche se una presenza costante è l'obiettivo di molti tra di loro perchè a chi è stato più presente alla fine di ogni hanno viene dato un ambito premio come la mountain bike o la tuta. Per questo motivo esiste la tessera del Cortile che ogni ragazzo custodisce gelosamente per dimostrare la propria partecipazione assidua e di conseguenza la propria posizione in classifica"!
Il Cortile è un luogo creato per tutti i preadolescenti che desiderano farne esperienza e si impegnano a rispettarne le regole, ma è anche parte di una realtà cittadina più vasta con la quale gli animatori sin dall'inizio sono entrati in dialogo ed hanno stabilito forme diverse di collaborazione con le Forze di Polizia, con le parrocchie, con il Comune, con chi gestisce direttamente le strutture dei quartieri, in pratica con tutti gli interlocutori che di volta in volta si è ritenuto di chiamare il causa attivamente per un progetto che in sostanza è a favore di tutta la comunità cittadina.
Infatti anche nel Cortile, come in tutte le attività poste in atto dalla nostra associazione, la scelta di fondo è quella di una azione educativa a carattere preventivo, che come ci ha insegnato don Bosco serve far crescere i ragazzi come buoni cristiani e onesti cittadini».
Ada Lorenzo

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