
È domenica sera.
Un gruppo di animatori dell'associazione C.A.Sa. raccoglie il materiale necessario per la propria attività settimanale con gli adolescenti: un gioco di intelligenza, una scacchiera o un altro gioco, un argomento di attualità, un programma TV o un film su cui discutere.
Così attrettati possono finalmente raggiungere il punto di osservazione che hanno scelto: la piazza, il luogo delle comitive e del passeggio serale.
Sono lì per conoscere e incontrare i giovani, entrare nel loro mondo e cogliere da un piccolo spunto, la possibilità di aprire un dialogo, spingere ad una critica, provocare al confronto.
Hanno deciso di far partire questo progetto sperimentale dopo aver riconosciuto che i giovani non avevano certo bisogno di qualcun altro che proponesse loro un'attività, una cosa nuova da fare, un impegno in più da affiancare agli altri, a cui dare magari solo un po' del proprio tempo, ma poco cuore.
Hanno pensato che volevano incontrare i giovani per conoscerli sul terreno della loro libertà, cioè nel tempo libero, uno dei pochi luoghi non strutturati in cui coltivare le relazioni e lasciare spazio a desideri e creatività.
Un tempo quindi potenzialmente ricco di stimoli e di possibilità, ma anche esposto al rischio del vuoto e del non senso.
Così, tutto ciò che facciamo è essere lì dove stanno loro, apparentemente anche noi a passeggiare e chiacchierare con gli amici, in realtà proprio per incontrarli e stabilire una relazione "animante".
In effetti non sappiamo ancora se questo tipo di attività abbia un significato particolare per la vita dei giovani che incontriamo, ma siamo sicuri che è importante per noi animatori perché ci consente di entrare nella loro vita e di conoscere meglio i loro problemi, le loro attese, i loro desideri.
Olivier Piazza

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