
Dal Vangelo secondo Matteo 9, 9-13
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Carissimo Aldo,
don Filippo ha invitato Valentino a fare l’animatore per l’Estate Ragazzi e tu non digerisci questa cosa perché sai quello che Valentino ha combinato in passato; e sei arrabbiato ancora di più perché sei sicuro che anche il prete sa le stesse cose. Forse anch’io avrei reagito come te, alla tua età, ma cerchiamo di riflettere un po’ su questa situazione a partire da quello che c’è nel vangelo.
Al tempo di Gesù in Palestina i Romani davano in appalto le tasse. Chi prendeva l’appalto era considerato un traditore del popolo e anche ladro. Gesù passa davanti a uno di questi, Matteo, e lo chiama a far parte del gruppo dei discepoli. È un vero mistero per noi il perché e il come Matteo sia arrivato a dire sì al Signore. Il vangelo però ci dice che Matteo dà una festa a cui partecipano i suoi colleghi, pubblicani e peccatori come lui. Scoppia lo scandalo. I farisei, arrabbiatissimi, non osano rivolgere domande a Gesù, ma ai discepoli sì. Probabilmente loro non erano ancora in grado di rispondere a dovere, magari erano rimasti un po’ sconcertati pure loro per questa ‘vocazione’ abbastanza originale. E allora è Gesù stesso che risponde: è venuto per mostrare la misericordia di Dio, e la fa vedere soprattutto nei confronti dei più bisognosi e dei più lontani; è venuto anche per far vedere che i peccatori possono diventare santi e collaboratori suoi nell’annunciare il vangelo. Come puoi vedere, la misericordia di Dio e il cuore dell’uomo sono capaci di fare il miracolo della trasformazione di un peccatore in apostolo.
Con questo non voglio dire che la situazione che tu mi hai presentato vada letta allo stesso modo. Puoi però cercare una strada positiva. Anzitutto potresti andare a parlare con don Filippo e presentare le tue perplessità, così lui può spiegarti i motivi della sua iniziativa. Poi, attraverso una strategia di avvicinamento, puoi offrire a Valentino il tuo aiuto per un reinserimento più veloce nel gruppo degli animatori; ancora puoi essere la persona che può correggerlo, se dovesse andare di nuovo fuori strada; e da subito puoi pregare per lui, perché sia responsabile e coerente. Credo che in questa maniera coltivi dentro di te la misericordia e la speranza, con gli occhi aperti.
Ti auguro una domenica di incontri positivi con i tuoi amici.
Il tuo DonS
Proposta per questa settimana (puoi anche pensarne un’altra più adatta a te): se hai bisogno di un aiuto in oratorio, chiedilo ad una persona a cui di solito non ti rivolgi.

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