
Perché si legge questo passo oggi che è la festa della Trinità? Che vuol dire Giovanni quando parla di “condanna”? Che vuol dire che chi non crede è già stato condannato? Quando è stato condannato? E poi, perché Giovanni ripete tante volte le stesse parole? Come al solito, sembra che si diverta a complicare le cose... Scusa, ma ho anche una curiosità: che significa per te credere in Gesù?
Una delle tue domande mi ha incuriosito e ho contato le parole in questi pochi versetti: 4 volte il verbo credere, 3 volte condannare, Figlio di Dio e mondo, 2 volte Dio e unigenito. Però non credo che Giovanni complichi le cose. Ma andiamo con ordine.
Penso che abbiano scelto questo brano per la festa della Trinità perché dice con chiarezza il progetto del Padre e il ruolo di Gesù per la salvezza dell’umanità. Infatti Gesù presenta il motivo ultimo e semplice di tutto ciò che Dio fa: Dio ama il mondo, cioè l’umanità. Per amore Dio ha progettato la salvezza di tutta l’umanità (cioè diventare figli di Dio e avere la vita eterna) e per realizzare questo progetto il Padre ha mandato sulla terra il Figlio, che è diventato uomo come noi e realizzerà la salvezza di tutta l’umanità salendo sulla croce. Il compito di Gesù quindi è salvare tutti e non condannare nessuno.
Perché allora per 3 volte usa il verbo condannare? Intanto vale di più il verbo credere che è usato 4 volte ed è un verbo molto caro all’evangelista… però è collegato, purtroppo, alla condanna. Come mai?
Se Gesù è venuto per salvare l’umanità, la prima cosa che deve fare è rivelare agli uomini il progetto di Dio e far sapere e capire che Dio è Padre, che ama il mondo, che lo vuole salvare, che lui è il Figlio di Dio ed è venuto per farci diventare figli di Dio e darci la vita eterna… Ora la questione si fa più semplice: chi crede a quello che Gesù dice e fa, viene salvato, chi non ci crede no. Questa è la condanna di cui parla Gesù, condanna che è pronunciata dalla persona stessa che decide di non credere, quindi nello stesso momento del rifiuto. In effetti è una vera e propria autocondanna, che non ha neanche bisogno della ratifica da parte di Gesù, perché uno si autoesclude liberamente e volontariamente dalla salvezza, e quindi rimane fuori. È chiaro però che fino al momento della morte, se la persona si converte e arriva alla fede, si può sempre salvare; ed è proprio quello che vuole il Padre, che Gesù ha realizzato e che lo Spirito Santo mette a disposizione di ogni uomo.
Non mi aspettavo una domanda personale, ma va bene. Provo a risponderti brevemente.
In realtà io non ho un significato mio del credere in Gesù, lo prendo dai vangeli: credere vuol dire anzitutto riconoscere che quello che ha detto Gesù è vero; a questo si collega immediatamente l’apertura a ricevere con gioia e riconoscenza il dono che lui ci ha fatto di diventare figli di Dio; e poi nasce spontaneo l’impegno a vivere quello che lui ha insegnato, specialmente l’amore per gli altri.
Però è anche vero che ho un modo mio di vivere la fede e in questo periodo mi ritrovo spesso a gustare la bellezza dell’Eucaristia, perché è bello sapere che la Trinità abita dentro di me, e poi sento forte l’impegno a manifestare concretamente l’amore per i fratelli, specialmente quelli che hanno più bisogno o sono più difficili. E per ora mi fermo qui.
Ti auguro una bella festa della Trinità

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