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Che vuol dire mangiare il corpo e bere il sangue di Gesù?

Che vuol dire mangiare il corpo e bere il sangue di Gesù? Quando ci penso mi viene in mente il catechismo della prima comunione, con tutte le spiegazioni, però per me rimane un’immagine che mi dà un po’ fastidio.

La risposta a partire dalla Parola della domenica della solennità del Corpus Domini

Pensa un po’ che agli inizi della Chiesa i cristiani furono accusati di mangiare bambini. Evidentemente qualcuno interpretava male qualche frase ascoltata dai cristiani riguardante l’eucaristia.

Provo a collegare quello che ha detto e fatto Gesù col Primo Testamento, per poi capire il significato.

Tu sai bene che l’esperienza religiosa di Israele ha come centro l’esodo con la Pasqua e l’alleanza. La celebrazione della Pasqua avveniva con il sacrificio di un agnello che poi veniva consumato nel pasto; Mosè stipulò l’alleanza con Dio sul Sinai spargendo il sangue degli animali sacrificati metà sull’altare (che rappresentava Dio) e metà sul popolo; il popolo lungo il pellegrinaggio nel deserto verso la terra promessa fu sfamato da Dio con la manna (il pane dal cielo o degli angeli); i profeti hanno rappresentato la salvezza come un banchetto festoso preparato da Dio per il suo popolo.

Quando viene Gesù, tutti questi simboli lasciano il posto alla realtà: Dio vuole comunicare agli uomini non solo dei doni e la benedizione, ma se stesso, la sua stessa vita. Così Gesù nell’ultima cena fa capire agli apostoli che lui vuole donarsi completamente e per sempre, non solo a loro, ma a tutti quelli che crederanno in lui. Per questo ha ‘inventato’ un modo straordinario: non si mangerà più l’agnello pasquale, Gesù stesso lo sostituisce; il pane e il vino, che gli ebrei già usavano nella cena pasquale, per un miracolo invisibile in forza della parola di Gesù, diventano il suo corpo e il suo sangue, per cui essi, mangiando e bevendo, diventano una sola cosa con Gesù, come succede normalmente con il cibo.

Questo gesto è strettamente collegato con quello che succederà poi sulla croce, quando Gesù offrirà, non il sangue di animali, ma il suo corpo e il suo sangue per la salvezza dell’umanità, stipulando così la nuova alleanza di Dio con tutta l’umanità, e non più solo con Israele.

Credo che ora possa essere più facile ascoltare le parole di Gesù e comprendere che l’eucaristia è il sacramento del suo corpo e del suo sangue e questo significa che Gesù ogni volta prende l’iniziativa di offrire a ciascuno di noi davvero la sua vita. Non è solo espressione di solidarietà con la nostra vita, ma il gesto di un Dio che nel pane e nel vino è misteriosamente presente con tutto se stesso per donarsi a noi. E noi nella comunione riceviamo la stessa vita di Gesù.

Perciò, lascia perdere la materialità delle parole e fissa nel cuore e nella mente che Gesù non si tiene niente per sé e si dona totalmente a te e a tutti, per amore nostro si è fatto cibo del nostro spirito.

 

Buona festa del Corpo e del Sangue del Signore Gesù.

 

I brani della liturgia

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