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Io non ho ancora capito che cos'è lo Spirito Santo.

Il mio parroco parla spesso dello Spirito Santo, ma io non ho ancora capito che cos'è? Mi viene di immaginarmelo sempre come quella colomba che scende dal cielo dipinta in alcuni quadri...

E questi Apostoli sono sempre spaventati, non riconoscono Gesù... non so, mi sembra che Gesù sia preoccupato che non abbiano capito niente... e neanche io ci capisco niente, sono disorientata.

Ma che belle parole, però...

La risposta a partire dalla Parola della domenica di Pentecoste

Ecco, a volte le parole di Gesù sono proprio belle, bisognerebbe ripeterle spesso, soprattutto perché oltre che belle sono vere, verissime, e toccano le cose più importanti.

Veniamo alle domande. Iniziamo dai discepoli.

È vero, hanno paura, ma è comprensibile. Il loro maestro è stato ucciso come eretico e bestemmiatore, conoscono i capi e temono che se la prenderanno anche con loro, che per di più sono lontani dalla loro terra e si sentono isolati. Come pure si capisce che di fronte a Gesù che si ripresenta abbiano qualche dubbio. È normale quindi che lui cerchi di rassicurarli, di sciogliere i loro dubbi, facendosi riconoscere nella nuova situazione di risorto, che è assolutamente nuova e poco comprensibile per i suoi amici. L’augurio della pace ricrea la familiarità che si era perduta con la morte in croce e il fatto di riconoscere che è proprio lui fa sbocciare una gioia straordinaria tra di loro. Ma Gesù non si ferma qui. Proprio in questo momento trasferisce a loro la missione che lui aveva ricevuto dal Padre e con questo si ricollega a tutti i discorsi che aveva fatto loro prima della passione e realizza quello che aveva promesso. Così gli apostoli si convincono ancora di più che è proprio lui.

E arriviamo alla realizzazione della promessa più grande: il dono dello Spirito Santo. Tu dici che non ci capisci niente, anche questo è comprensibile, dato che la Chiesa ci ha messo qualche secolo per capire ciò che il vangelo dice sullo Spirito Santo.

Chi è lo Spirito Santo ce lo dice Gesù: è la terza persona della Trinità, Dio come il Padre e il Figlio, uguale a loro riguardo all’essere Dio, ma con compiti diversi nei nostri confronti.

Ci riesce difficile inquadrarlo perché, mentre per il Padre e il Figlio abbiamo un corrispettivo nella nostra esperienza umana, per lo Spirito non abbiamo nessun riferimento, anche per questo il Nuovo Testamento usa delle metafore per presentarcelo: soffio, vento, fuoco, acqua, colomba, avvocato difensore, forza, luce… Tutte queste metafore dicono qualcosa, ma non definiscono, perché la caratteristica dello Spirito Santo è proprio di essere indefinibile.

La Chiesa dei primi secoli lo ha conosciuto attraverso la parola di Gesù e l’opera che egli compie nella Chiesa. È lo Spirito Santo che, senza mostrarsi, guida la Chiesa e i cristiani dall’interno, lasciandoli liberi, ma dando loro ispirazioni interiori, capacità di comprendere, forza per essere testimoni e resistere anche nelle persecuzioni. In una parola lo Spirito ha il compito di metterci in contatto con il Padre e con Gesù e di renderci veri cristiani. Da tutto questo la Chiesa ha capito che all’interno della Trinità lo Spirito Santo è persona come il Padre e il Figlio ed è colui che li unisce, la sua realtà intima  in una parola è questa: lui è l’amore che unisce il Padre e il Figlio.

Naturalmente non pretendo di aver spiegato tutto. Però, questa verità, che Gesù ci ha rivelato e che la Chiesa ha scoperto e sperimentato nella sua storia, non è tanto da capire, quanto da vivere. I santi hanno fatto l’esperienza di essere guidati e rafforzati dallo Spirito Santo. È un’esperienza che possiamo fare anche noi: ogni volta che pensiamo qualcosa di buono, secondo il vangelo, dietro c’è lui e ogni volta che facciamo qualcosa di buono la forza ci viene da lui.

Ti auguro di sentire e sperimentare oggi l’azione dello Spirito Santo. Buona domenica.

 

I brani della liturgia

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