
Ma perché gli Apostoli fanno tanta fatica a credere che Gesù è risorto? Non lo sapevano già, visto che Gesù l’aveva predetto?
La tua è una domanda legittima e in una certa misura ci mette in difficoltà per la nostra fede, dato che noi non abbiamo conosciuto direttamente Gesù come loro. Per di più il fatto della risurrezione è il più importante, anzi assolutamente determinante per la nostra fede in Gesù, figlio di Dio e salvatore del Mondo. Se Gesù non è risorto, tutto crolla. Proviamo ora a metterci dalla parte dei discepoli al mattino di Pasqua.
Erano scoraggiati per tutto quello che era successo e che avevano visto: il maestro che avevano seguito e amato e in cui avevano messo tutte le loro speranze, l’hanno visto arrestato, malmenato, insultato, condannato a morte e crocifisso, senza che avesse mostrato un minimo accenno di reazione e di difesa. Tutto questo li ha portati a domandarsi: Ma era proprio lui il messia? Era questa la fine che doveva fare? E ora? Quello che ci ha insegnato, i miracoli che ha fatto lui e che noi abbiamo fatto in suo nome, ce li ricordiamo bene, ma a cosa possono servire, ora che lui è morto. È vero, ci ha detto che sarebbe tornato, che sarebbe risorto, ma tutti risorgeremo alla fine del mondo, come si farà presente? Avevano troppe domande senza risposta.
Inoltre, avevano paura che i capi dei sacerdoti non si accontentassero di aver fatto fuori Gesù e che ora se la prendessero con loro, per sradicare definitivamente quello che Gesù aveva rappresentato per la gente del popolo che aveva creduto in lui. Lazzaro lo aveva risuscitato Gesù, ma ora lui non c’era e non poteva risuscitare se stesso.
Su questi dubbi, turbamenti, incertezze e paure arriva all’improvviso di prima mattina il grido delle donne: “è risorto… abbiamo visto gli angeli… il corpo non c’è nel sepolcro… abbiamo visto lui e ci ha detto che vi aspetta in Galilea”.
Per gli apostoli era una cosa incredibile, era un fatto mai avvenuto e non erano disposti a credere a tutto quello che dicevano le donne, potevano aver avuto delle allucinazioni. Allora vanno a controllare il sepolcro e vedono che il corpo di Gesù non c’era più. E non sanno cosa pensare. Si affaccia in loro una speranza, ma non basta.
Gesù lo sa molto bene, per questo si presenterà varie volte, parlerà e mangerà con loro. Solo allora essi si renderanno conto di non avere a che fare con un fantasma ma con una persona reale e viva, anche se ormai diversa da come era prima: attraversa i muri, si presenta all’improvviso…
La difficoltà degli apostoli a credere, ce li fa sentire vicini, simili a noi. Ma la cosa più importante per noi è questa: se loro hanno avuto difficoltà all’inizio e quando si sono convinti che il Risorto era il figlio di Dio sono andati per il mondo a predicare e hanno dato la vita per il messaggio che annunciavano, allora anche noi possiamo credere che Gesù è davvero risorto e ci ha salvati.
Così le difficoltà degli apostoli, invece che essere una difficoltà, diventano per noi un motivo in più per credere.
Buona Pasqua.

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