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Gesù e le domande a Pietro

Mi stupisce il fatto che i discepoli non riconoscano subito Gesù. Se è sempre lui, come mai non lo riconoscono? E poi perché Gesù mortifica Pietro con una domanda ripetuta tre volte?

La risposta a partire dalla Parola della III Domenica di Pasqua- Anno C

Quello che stiamo leggendo è un brano tutto particolare del vangelo di Giovanni. Gli studiosi sono concordi nell’affermare che il capitolo 21, cui appartiene questo brano, è stato aggiunto da colui che ha fatto la stesura finale del vangelo dopo la morte di san Giovanni, usando materiali che circolavano nella comunità. La Chiesa comunque l’ha sempre considerato, fin dall’inizio, parte integrante del vangelo. Allora cerchiamo di capire cosa ha voluto comunicare a noi l’autore.

Molto probabilmente con la difficoltà di riconoscere Gesù da parte dei discepoli, che erano stati con lui per tre anni, egli vuol far capire che Gesù risorto si può riconoscere non con le capacità umane ma soltanto con la fede e l’amore, per questo il primo che lo riconosce è il discepolo prediletto e non Pietro, che pure è il primo degli apostoli, però lo aveva rinnegato durante la passione. Tradotto per noi, vuol dire che anche noi possiamo riconoscere Gesù risorto nella Parola di Dio, nell’Eucaristia e nei fratelli bisognosi soltanto con la fede e l’amore. Come vedi si tratta di simboli.

Così anche la pesca è il simbolo del compito che Pietro per primo e poi gli altri apostoli hanno avuto di essere pescatori di uomini, cioè di portare il vangelo a tutti perché credano in Gesù. Ma non prendono niente perché lavorano senza Gesù, al buio, senza la luce del risorto. Invece quando all’alba viene Gesù ed essi obbediscono a lui, allora fanno una pesca miracolosa. E la rete, che rappresenta la Chiesa, non si rompe perché deve contenere tutti gli uomini che si salvano.

Una volta entrato nel linguaggio dei simboli, puoi comprendere facilmente perché l’autore riporta le tre domande di Gesù a Pietro. Mette in parallelo i tre rinnegamenti di Pietro con le tre professioni di amore. In pratica Gesù gli chiede: “Vuoi bene più a me o ai tuoi amici?” Alla risposta di Pietro Gesù già la prima volta gli affida il compito di essere il suo vicario e di governare la Chiesa, non aspetta la terza risposta. Questo vuol dire che Gesù non sta rimproverando Pietro e neanche che non si fida della sua risposta, ma vuole dargli la possibilità di riparare i tre rinnegamenti, in modo tale che non si senta più in colpa e sappia con certezza che Gesù lo ha perdonato e gli chiede soltanto di amarlo davvero fino a dare la sua vita per lui. Per questo il dialogo finisce con l’invito bellissimo: “Seguimi!”, cioè vieni dietro a me, segui le mie orme e non ti preoccupare di nient’altro.

A me piace molto questo brano perché mostra un Gesù vivo, attento, tempestivo, che interviene per sostenere i suoi discepoli e indicare il modo giusto di agire, che prepara per loro il pasto, l’eucaristia, che affida a Pietro, che l’aveva rinnegato, il compito di guidare la Chiesa, chiedendogli solo l’amore e la fedeltà nel seguirlo.

Buona domenica.

 

 

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