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Non temete: vi annuncio una grande gioia!

... Leggere i segni e cambiare strada!

 

A cura di: équipe adolescenti
Data  
Descrizione A confronto con i Magi e l'esperienza del... viaggio!

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: verifica

Ciascuno è invitato a rispondere alla seguente domanda: “Abbiamo rotto il nostro laccio? Con chi abbiamo approfondito la conoscenza di…?”

Esperienza:

Liberamente, ciascuno risponde alla domanda: “Quali sono le strade che stiamo percorrendo più di frequente?” (verso chi andiamo? per fare cosa?)

Parola:

Mt 2,1-12a

Commento:

Diversi sono i personaggi che compaiono in questo brano, ma i protagonisti sono certamente loro: i Magi.

I MAGI: chi sono

Erano certamente degli uomini sapienti, ricchi, forse capi nel loro popolo. Il loro stesso nome “magi” deriva dal latino “magni” ovvero grandi, grandi appunto in scienza e sapienza. Non sappiamo con precisione quanti fossero, dodici secondo una Cronaca orientale antica, in numero maggiore o talvolta minore di tre nelle antiche raffigurazioni di alcune catacombe. La tradizione cristiana ne ha riconosciuti tre a cui corrispondono i nomi di Gasparre " un giovane imberbe", Baldassarre uomo "di carnagione olivastra e con una barba considerevole", e Melchiorre "un vecchio dai capelli bianchi, con una folta barba e lunghe chiome ricciute". Incerta è anche la loro provenienza; venivano dall’Oriente, ma non sappiamo precisamente da quale regione, potrebbe essere stata la Persia o la Caldea piuttosto che l’Arabia o l’India.

Oggi i Magi potrebbero essere persone come noi, di età diversa, adolescenti, giovani e adulti, che hanno studiato e magari continuano ad approfondire le proprie conoscenze attraverso la lettura personale di libri, oppure frequentando all’università o partecipando ad incontri di formazione in parrocchia, in oratorio.

Di numero imprecisato, i Magi sono diversi tra loro come noi, tutti abitanti dello stesso paese/città, ma appartenenti a famiglie diverse, siamo diversi tra noi.

I MAGI: il riconoscimento del segno e la partenza

Di una cosa, invece, possiamo essere certi: i Magi pur essendo sapienti e ricchi, erano alla ricerca di Qualcun altro, di una verità, di qualcosa che desse loro una felicità più piena e profonda. Ed attendevano pazientemente un segno, la stella, che indicasse loro il tempo della nascita del nuovo Re. Proprio per questo, quando la stella è apparsa, essi sono stati capaci di riconoscerla. Fatti i bagagli, sono partiti con i loro doni.

Anche noi siamo persone che hanno una certa istruzione scolastica, possediamo delle cose, abbiamo relazioni parentali, amicali, alcune delle quali belle e significative. Eppure spesso, in diversi momenti, avvertiamo il desiderio di qualcos’altro o di Qualcun altro, avvertiamo che ci manca qualcosa per essere veramente felici, qualcosa per essere più propriamente noi stessi, al di là anche dell’immagine che gli altri ci rimandano ed anche di quella di cui noi stessi ci accontentiamo. Occorre però stare attenti ai segni, alle occasioni che ci vengono offerte per conoscere meglio noi stessi, per conoscere gli altri ed il Signore. Anche a noi, come ai Magi, è chiesto di muoverci, di cogliere queste occasioni al volo, aderire a queste iniziative, dire di sì, al punto in cui ci troviamo.

I MAGI: il viaggio e l’arrivo

Non sappiamo quanto effettivamente sia durato il viaggio dei Magi, alcune fonti dicono tredici giorni, altre due anni. Molto probabilmente non è stato semplice, forse in alcuni momenti sono rimasti a corto di viveri o hanno avuto dei cali di speranza, hanno pensato di girare a vuoto, senza arrivare poi da nessuna parte.

Sicuramente essi hanno fatto il viaggio insieme, in compagnia. Questo ha dato loro la forza per non mollare ed ha offerto loro anche la ricchezza del dialogo e del confronto nel tragitto.

Ad un certo punto hanno dovuto cambiare strada. Se era chiaro quando partire, non lo era altrettanto sapere dove andare. La cosa più logica per trovare un re era quella di andare presso una reggia, ma lì non lo hanno trovato. Ed allora hanno seguito le indicazioni dei sacerdoti. Così sono arrivati e hanno reso omaggio a Gesù offrendo i loro doni.

Anche per noi il tempo della ricerca non è stabilito, forse per alcuni è più breve, per altri più lungo. L’importante è camminare insieme, ricercare insieme. Questo perché con gli altri abbiamo la ricchezza del confronto, del dialogo e della compagnia, sia nei momenti di difficoltà che in quelli belli, di novità. Anche a noi, come ai Magi, è richiesta la disponibilità a cambiare eventualmente strada, e questo è possibile solo se non abbiamo la presunzione di sapere a priori e ciò che ci rende felici ed abbiamo le orecchie aperte ad ascoltare le indicazioni di chi incontriamo nel cammino.

Preghiera e riflessione:

Pista di riflessione per gli adulti

  1. Quali sono i desideri che oggi ci spingono a muoverci?
  2. Quali strade stiamo provando a percorrere per realizzarli? Verifichiamo dove ci stanno portando:
    • in un punto morto, di stallo
    • di fronte ad un bivio per cui dobbiamo fare una scelta
    • al cuore di ciò che stavamo cercando
    • ........................................................................................
  3. Si presenta la necessità di cambiare strada? Come farlo?
  4. C’è qualcuno che può darci un’indicazione?

Pista di riflessione per i più giovani:

  1. Chi sono i tuoi compagni di strada in questo tempo?
  2. Verso cosa state camminando?
  3. Di cosa parlate?
  4. Cosa fate insieme?
  5. Avete desideri comuni?
  6. Vorreste qualcosa di diverso, di nuovo?
  7. Avreste bisogno dell’aiuto di qualcuno che possa suggervi il percorso da seguire?
  8. State rischiando di finire fuori strada?
  9. Cosa state cercando?

Canto:

Kenosis (Pati - Villanova)

Impegno:

Ciascuno cerca un’altra persona che sia capace di orientarsi bene nella vita, per chiedere delle indicazioni su un tragitto da compiere

... Non temete!

 

A cura di: èquipe adolescenti
Data 2009/11/30
Descrizione A confronto con i personaggi del primo annuncio della Natività: I pastori, I'angelo, Dio, ...la paura!

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Esperienza

In un cesto ci sono dei biglietti su cui sono indicate varie forme di paura. Ciascuno ne prende uno a caso e poi lo legge ad alta voce.

L’animatore invita poi i partecipanti a fare un elenco delle proprie paure.

Parola

Lc 2, 9-10

Commento

Nel racconto della nascita di Gesù, l’appello ‘Non temete’ risuona molte volte: (l’angelo a Maria; a Giuseppe; a Zaccaria…). In questo brano l’invito è rivolto ai pastori:

I PASTORI: sono i protagonisti del brano. Sfatiamo l’immagine molto natalizia dei pastorelli buoni e santi del presepe! I pastori del tempo appartenevano ad un’ infima categoria sociale e religiosa. Vivevano lontano dalla città, erano analfabeti, isolati, vivevano con gli animali e conducevano una vita poco umana. Avevano poco a che fare con la Parola di Dio. Eppure proprio a loro l’angelo annuncia la nascita di Gesù.

L’ ANGELO: anche lui è un personaggio del brano. È il messaggero che porta l’annuncio (angeli = messaggeri, coloro che annunciano l’amore, cioè la presenza di Dio nella nostra vita. L’annuncio dell’angelo comincia con ‘Non temete’. I pastori avevano ben ragione di aver paura: ciò che accade è totalmente inaspettato per loro sono i meno adatti a ricevere un annuncio del genere sono gente su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo… quella che provano è la paura di ciò che non si conosce, di ciò che non sembra adeguato alla propria situazione, non sanno se è buono o meno per la loro vita.

PAURA: altro personaggio del brano. L’uomo può avere mille paure. La paura è un’esperienza che fa parte della vita umana, è capace di scuoterla nelle sue più solide certezze. Essa nasce dal sentirsi minacciati: dalla realtà dagli altri (dai nemici, da qualcuno che ci ostacola) da se stessi, da ciò che c’è dentro ciascuno. Di fronte alla paura si può reagire:

  • rimanendo paralizzati
  • negandola, mostrandosi forti, sempre pronti, sicuri di sé…
  • facendo gli indifferenti (come se non ci riguardasse).
  • hanno un primo momento di sgomento
  • poi si incoraggiano l’un Come reagiscono i pastori:l’altro(‘andiamo e vediamo’), si muovono da dove sono, cambiano la loro situazione
  • diventano essi stessi annunciatori

DIO: è colui che risponde alla paura dell’uomo. La sua risposta è il Natale, cioè un Dio che si fa trovare dagli uomini, si presenta a lui come un bambino, un segno che è l’esatto contrario della paura. Da un Dio così non abbiamo nulla da temere, un Dio così vuole essere come noi, per poterci essere accanto e rivelarci di quale grande amore noi, insieme a lui, possiamo essere capaci!

Personale

  • Metto a fuoco una o due tra le paure che mi ritrovo dentro in questo momento della mia vita: Da chi o da cosa mi sento minacciato?
  • Come reagisco? negandole, rimanendo indifferente, restando paralizzato …
  • Di fronte a quale di queste paure sono invitato a non temere?
  • Ci sono persone che nella mia vita fanno la parte dell’Angelo: mi fanno sentire amato?
  • mi parlano con le parole e con la loro presenza dell’amore di Dio per me?da cosa le riconosco?
  • Ci sono altri accanto a me con cui potersi fare reciprocamente coraggio e con cui poter muovere insieme dei passi?
  • Su che cosa di quanto vivo Dio mi invita a non temere? cosa sta facendo Lui per me? cosa ho da dirgli?

Comunicazione

Si comunica la propria riflessione in gruppi omogenei per età

Impegno

Scegliere un compagno di strada per fare insieme questo cammino verso il Signore – sarà colui a cui andare a raccontare, ogni giorno qualcosa della propria preghiera.

Canto

Kenosis (Pati - Villanova)

Dice il saggio: Il cammino è pensato sia per adolescenti che per adulti. Per facilitare la meditazione e la preghiera personale sono state pensate due diverse piste, adatte alle diverse età ed esperienze di vita. Per tradurre in vita concreta la preghiera, alla fine di ogni incontro l’animatore lascerà un impegno da mantenere nel corso della giornata successiva – che andrà verificato insieme il giorno successivo – e un piccolo ‘segno’, un oggetto che servirà a ricordarlo.L’impegno da mantenere, il ‘segno’ da portare con sé aiutano a creare un clima di partecipazione e di condiviso

... Oggi è nato il vostro Salvatore!

 

A cura di: équipe adolescenti
Data  
Descrizione A confronto con la nascita di Gesù, che avviene proprio... oggi!

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: verifica

Liberamente ciascuno dice se ha trovato chi abbia saputo aiutarlo nel tragitto

Esperienza:

Raccontiamo motivi di gioia recente

Parola:

Lc 2, 11

Commento:

‘Oggi’: indica l’aspetto attuale della salvezza portata da Gesù, la quale non può essere revocata, rinviata, dilazionata, ma va colta nella storia attuale. Anche i pastori, una volta ricevuto l’annuncio, si dirigono senza indugio: Maria si dirige in fretta verso la casa di sua cugina Elisabetta perché il progetto divino non può essere rimandato.

‘Oggi’: per noi vuol dire che la ‘nostra salvezza’ ci è donata oggi, non alla fine della nostra vita; nel nostro presente ci saranno nella vita di ciascuno delle ‘occasioni’ in cui la vita ci raggiunge in modo inaspettato, sorprendente. Anche dietro una cosa che ci suscita reazioni di timore e paura ci può essere qualcosa di nuovo e di positivo per la nostra vita. Noi invece siamo abituati a rimandare, a temporeggiare, a lasciar correre, a non prendere al volo le occasioni che ci si presentano e così rischiamo di lasciar cadere nel vuoto la Parola di vita di questo Natale.

Cosa stiamo rimandando? cosa lasciamo perdere perché troppo difficile? siamo per una vita tranquilla e senza novità o speriamo qualcosa di nuovo per l’anno che abbiamo davanti?

Quest’annuncio viene fatto a pochi, scelti non per le loro doti e capacità. Viene affidato a chi poi lo porterà a tanti altri, a chi lo saprà comunicare ai fratelli (c’è per noi l’urgenza di far conoscere ad altri quello che noi scopriamo e viviamo di nuovo? cosa? verso chi?)

La gioia che viene annunciata agli uomini è grande, sarà di tutto il popolo, crea novità nel mondo, cioè non lascia persone e cose uguali a prima. Spinge le persone ad essere attive, a contagiare gli altri, a decidere di muoversi e di dare delle belle sterzate alle situazioni in cui normalmente ci impantaniamo. Una gioia grande che fa vedere le cose da un punto di vista diverso e fa fare cose sorprendenti (come sono le nostre gioie? Riguardano me e pochi altri? le comunico? generano qualcosa negli altri intorno a me?)

La gioia nasce dal sapersi amati da Dio, è Dio che a Natale dichiara il suo amore per l’uomo, per ciascuno di noi.

Preghiera e riflessione:

Chiedere al Signore di venire e nascere per sé in questo Natale perché:

  • possa muovermi da …possa riuscire a…
  • possa andare verso…
  • possa gustare la gioia di…

Canto: 

Kenosis (Pati - Villanova)

Impegno: 

Ciascuno prende da un cesto una piccola sagoma di uomo di cartoncino su cui scriverà: ‘Vieni Gesù nella mia vita e …’ e poi lo colloca nel presepe.

... Rompere con la tradizione!

 

A cura di: équipe adolescenti
Data  
Descrizione La novena è rivolta a giovani e adulti che hanno una certa capacità di riflessione, hanno già fatto esperienza di preghiera, sono impegnati a vari livelli nel servizio di animazione, sono interessati a guardarsi dentro e confrontarsi con il Vangelo

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Cosa stimolare

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: verifica

Ciascuno dice liberamente a chi ha affidato la propria domanda

Esperienza:

Comunicare liberamente un aspetto nuovo o un dono che abbiamo scoperto recentemente in un nostro amico che conosciamo da molto tempo.

Parola:

Lettura a due voci di brani scelti dal primo cap. del libro “In nome della madre” di Erri De Luca e dal Vangelo di Matteo secondo questo modello: Mt 1,18: Lettura dal testo Mt 1,19-21.24a

Commento:

Il protagonista del brano è GIUSEPPE: Si trova in una situazione difficile, che lo mette in crisi: la maternità inattesa di Maria. Giuseppe è un uomo giusto, che conosce bene la legge del suo tempo e le relative conseguenze. Da una parte non può convivere con una donna accusata di adulterio; dall’altra, non ha prova alcuna dell’adulterio di Maria, le vuole molto bene, la ama. Anche se l’accaduto è davvero straordinario ed umanamente incomprensibile, dopo un primo momento di confusione non dubita di lei, non cede alle apparenze ed al disagio di eventuali dicerie, ma si fida di lei e prova a guardarla con occhi amorevoli, con uno sguardo nuovo, libero da pregiudizi ed aperto alla novità. Per questo non vuole esporla al giudizio altrui e probabilmente alla lapidazione e così giunge alla sua soluzione: separarsi da lei in privato.

In sogno a Giuseppe appare un altro personaggio: un ANGELO. Lo abbiamo già incontrato. Come ai pastori ed a Maria, l’angelo dice a Giuseppe: “Non temere”: in questo caso potremmo tradurlo così: “Non cedere alla paura di non capire, di non rispettare la legge, di fare con Maria un’esperienza nuova e diversa da quella che ti aspettavi o sognavi per te, per voi”. Poi impartisce due ordini: accogliere Maria e dare paternità legale al Figlio di Dio. L’atteggiamento di Giuseppe è quello di obbedire = ob audire, cioè ascoltare fino in fondo per rendersi disponibile a far propria una parola, un punto di vista, a cui da solo non sarebbe mai arrivato. Giuseppe non proferisce parola e si rende disponibile, traducendo in azioni concrete quegli ordini. Non dà spazio alle paure, che certamente nutre, ma fa una cosa inconcepibile per un uomo del suo tempo e della sua cultura: rompe con la tradizione e con ciò che sarebbe giusto fare, mette da parte i progetti personali per condividere totalmente quelli di Maria, una donna, una ragazza semplice che però è tutt’uno con Dio.

Lo SPIRITO SANTO è l’altro personaggio del brano: già ha operato in Maria, ora opera anche in Giuseppe, un uomo giusto, cioè disponibile ad ascoltare Dio. Lo Spirito Santo a sua volta è aiutato, nella sua azione, dall’obbedienza di Giuseppe. Giuseppe fa così della sua vita qualcosa che da solo non avrebbe mai saputo pensare: un dono grande, libero, gioioso, a servizio dei piani di Dio insieme alla donna che gli è accanto.

Preghiera e riflessione:

Pista di riflessione per adulti: Spesso ci capita di trovarci nella stessa situazione di Giuseppe, disorientati davanti alle prese di posizione e ai comportamenti di un nostro collega, di un collaboratore in parrocchia o in oratorio, di un nostro amico o partner.

In questi giorni con chi è capitato più di frequente? Come sto reagendo? Giuseppe cerca di andare oltre ciò che vede, che comunque gli fa male, lo disorienta e modifica le sue giornate. Tuttavia egli ascolta ciò che l’angelo gli dice. Siamo disponibili anche noi a rompere con l’immagine che abbiamo dell’altro, con il giudizio che diamo di lui? Col giudizio che in parrocchia/al lavoro/in paese si ha di lui?

Pista di riflessione per i più govani: In che occasione ci è capitato di recente di non capire o di giudicare male un’azione o un comportamento di un nostro amico o compagno di gruppo o di scuola? (cosa ho pensato di lui/cosa gli ho detto?) …………………………

Cosa abbiamo fatto? (mettere una crocetta)

  • Lo abbiamo giudicato
  • Ne abbiamo parlato con altri per confermare la nostra idea
  • Ci siamo allontanati da lui, evitando anche di salutarlo
  • Ci siamo allontanati da lui, mantenendo solo il saluto “di facciata”
  • Ci è dispiaciuto per lui, in fondo è fatto così, la sua situazione familiare è quella,

  • Abbiamo provato a capire con altri amici perché fa così
  • Abbiamo provato ad avvicinarci a lui per capire…

Comunicazione:

COMUNICARE per gruppi omogenei per età Quali pensieri, parole, giudizi dobbiamo censurare?

COMUNICARE per gruppi omogenei per età Chi potrebbe svolgere per noi il ruolo dell’angelo oggi? (oppure: cosa possiamo fare per rompere con questo modo di guardare all’altro, che non è secondo Dio e rivela la logica molto umana del salvare se stessi e lasciar perdere l’altro?)

Impegno:

Fare una domanda ad un collaboratore (x gli adulti) o ad un animatore (x i piccoli e i preanimatori) per conoscere una persona lontana da noi (preferibilmente sceglierne una tra quelle che abbiamo giudicato)

Canto:

Kenosis (Pati - Villanova)

... sei tu?

 

A cura di: équipe adolescenti
Data 2009/12/04
Descrizione A confronto con Giovanni Battista, nel carcere di Erode e... il dubbio!

Progetto

Obiettivi dell'attività

in compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: Verifica

Ciascuno dice con chi ha mantenuto l’impegno

Esperienza

Al centro viene posto un cartellone con la scritta: “Dove sei quando….?” Ciascuno si alza e completa la frase.

Parola

Lc 11,2-3

Commento

GIOVANNI BATTISTA è uno dei protagonisti del brano: si trova in carcere; è stato rinchiuso da Erode nella fortezza di Macheronte ad est del Giordano, dove, a quanto dice il brano, può ricevere visite da parte dei suoi discepoli e per mezzo loro comunicare col mondo esterno. Ha portato a compimento il suo annuncio, cioè la sua missione, (per noi: l’ impegno di servizio, il dovere scolastico, il lavoro, il ruolo in famiglia, in gruppo,…se sono realtà in cui ci mettiamo con la consapevolezza che lì c'è qualcosa da costruire insieme a Dio). Si trova in un momento di difficoltà: le cose non gli vanno proprio bene, sta sperimentando la fatica, la solitudine e la sconfitta; sente venir meno le forze, vede tagliati tutti i suoi legami di amicizia e di collaborazione con gli altri. Viene assalito dal dubbio. Ha annunciato ‘colui che deve venire’, il più forte, il Messia, colui che sarà capace di compiere il giudizio di Dio distruggendo il male. Ma Gesù agisce diversamente, non è come lui se lo aspettava. Il Gesù che ha incontrato al Giordano non aveva i tratti del rivoluzionario, dell’uomo potente, del giudice che giudica col fuoco, si presenta invece come uno qualunque che si fa battezzare.

‘Sei tu?’ Il DUBBIO è l’altro personaggio di questo brano. ‘ho forse sbagliato tutto?’/ ho annunciato agli altri qualcosa o qualcuno che non esiste, che vive solo nella mia immaginazione, o qualcuno che deve ancora venire?’ Ha il coraggio di farsi questa domanda! Poteva pensare che non era Gesù il Messia atteso, e risolvere così il problema. Poteva darsi da solo questa risposta perché la sua condizione di prigioniero e sofferente gliela suggeriva. Poteva pensare ‘ma che dubbio scemo mi è saltato in mente!’ e buttarlo via: sarebbe stato più comodo, più facile. Aveva la possibilità di fidarsi di sé, delle proprie certezze e convinzioni, ma….. lascia che il dubbio che ha dentro si trasformi in una domanda. Ma che differenza c’è tra dubbio e domanda? Il dubbio = può essere solo mio, esistere solo dentro di me la domanda = è espressa, è rivolta ad un altro, è un movimento, è ricerca di una risposta che non può venire da se stessi e può essere diversa da quella che ci si aspetta. Giovanni ha scelto quindi di farsi dire da un altro la verità su chi è Gesù. Con quella domanda ‘sei tu?’ sceglie di far parlare Gesù. Manda gli altri: diventa urgente per Giovanni andare da Gesù. Il dubbio/domanda è l’esperienza della persona onesta interiormente e intellettualmente, è l’esperienza di chi non vuole fare lo ‘struzzo’, non vuole mettere sotto la sabbia la propria testa per non sentire e vedere quello che può essere scomodo. Accade questo anche con Dio. Dio non è come noi ci aspettiamo che sia, non è la risposta ai problemi dell’uomo, non ha poteri magici. Spesso ci costruiamo un Gesù su misura: ci deve aiutare, ci deve ascoltare, ci deve incoraggiare, ci deve fare il miracolo, ci deve sottrarre alle esperienze di sofferenza, di perdita, di dolore, di tradimento…. Andare dal Signore, sperare di incontrarlo quest’anno, significa lasciare che egli si faccia conoscere per come è realmente, significa andare a portargli i nostri dubbi e le nostre domande.

Preghiera

Pista di riflessione per gli adulti:

  1. su quali cose penso di aver ragione, e sono convinto che gli altri hanno torto?
  2. su quali aspetti della mia vita non voglio sentire cosa pensano o vedono di me gli altri, perché ho paura che mi possano dire cose scomode, diverse da quelle che io mi dico?
  3. Quali sono i dubbi di questo tempo, relativi ad eventi della mia vita (familiare, affettiva,…) o ad accadimenti esterni (un’ingiustizia, un incidente, la morte di un conoscente,…) che vorrei trasformare in domande da portare al Signore in questo Natale?
  4. A chi intorno a me posso rivolgere queste domande per ricevere una risposta diversa dalla mia, che mi spinga a fare un passo?

Pista di riflessione per i più giovani:

  1. In quali occasioni penso di aver ragione e che diversamente l'altro abbia torto?
  2. Quali domande mi pongo rispetto:
    • al rapporto coi miei genitori,
    • al rapporto con i miei amici,
    • al gruppo,
    • all’esperienza scolastica,
    • alla mia età
  3. Quali sono le richieste che faccio a Gesù?
  4. A chi intorno a me posso rivolgere queste domande per ricevere una risposta diversa dalla mia?

Canto

Kenosis (Pati - Villanova)

Impegno

Scrivere su un foglietto un dubbio o una domanda da affidare ad un amico.

Verifica

 

Perché in voi si manifesti la gloria di Dio

... nel lavoro!

 

NOVENA: Perché in voi si manifesti la Gloria di Dio...

 

A cura di: équipe scuola superiore
Data 2008-12-2
Descrizione I personaggi evangelici: i diversi tipi di uomini di fronte a Gesù che si incarna, ieri e oggi.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Da un’adesione alla fede secondo forme intimistiche o tradizionali, attraverso la preghiera di gruppo, momenti di riflessione e di conoscenza della figura di Gesu', allo scoprire la possibilità di una relazione personale con Lui pienamente uomo e figlio di Dio.

Cosa stimolare

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per Novena di Natale

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Presentazione:

…nel lavoro dell’uomo

Presentazione

Verifica dell’impegno della giornata precedente

Esperienza

in quali occasioni ho pensato “meno male che sono piccolo…”, “meno male che non sono…”, “meno male che non sono capace…”

Parola

Lc 2,8-16.20

Commento

I pastori: sono i primi a cui arriva la notizia della nascita di Gesù. Vivono una situazione particolare: si trovano ai confini della vita civile e religiosa, non sono persone colte. Sono sul posto di lavoro, di notte e lì li raggiunge la notizia della nascita di un Dio piccolo, bambino.

E’ un annuncio che altri non avrebbero accolto, loro sì perché anche loro sono piccoli, un Dio grande, glorioso non avrebbe significato niente per loro. La gloria di Dio si manifesta in loro perché essi non vegliano per se stessi ma perché sono fedeli a ciò che sono e fanno, sono fedeli al compito che hanno ricevuto,: custodire le pecore perchè non cadano preda delle bestie selvatiche.

I pastori hanno capito meglio di noi, che fin troppe volte ci lasciamo catturare dalle bugie e dalle illusioni e non riusciamo a vedere la verità nascosta dentro le persone e gli avvenimenti piccoli e umili, come un bambino in una mangiatoia, al ritorno lodano come gli angeli, comunicano la loro gioia con la lode

Per noi: Le bugie e le illusioni possono manifestarsi, ad esempio, con le frasi del tipo "c'è tanto tempo per...", "quando diventerò... allora...", lasciandosi andare ai paragoni con gli altri, aspettandando le occasioni grandi e spettacolari per mettersi in gioco.

Riflessione

Lo studio, il lavoro, il servizio, il gruppo possono essere luogo in cui si esprime la gloria di Dio se vissuti con tutto ciò che si è, ricchezze e limiti, nella fedeltà quotidiana. Quali sono le bugie che dico e mi dico e le illusioni che sto inseguendo? Da cosa mi sto tirando indietro nelle esperienze che vivo? Cosa non metto in gioco per paura di non riuscire, di non essere all’altezza o di essere giudicato?

Comunicazione

Comunicazione in gruppetti di tre.

Canto

Kenosis (M.T. Pati -Villanova)

Impegno

Parliamo con un animatore o un amico di ciò che abbiamo scoperto di noi per capire insieme come poter essere piccolo e fedele

Segno

una campanella (una cosa piccola e semplice che ci ricorda i pastori e… noi stessi!)

Dice il saggio: I segni che vengono consegnati ai ragazzi alla fine di ogni incontro hanno lo scopo di far conservare la memoria, nel giorno successivo, del tema trattato e di ricordare l’impegno E’ bene aver predisposto un cartellone con il tema generale cui ogni giorno si aggiunge il tema particolare della preghiera.

Verifica

Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Il materiale (cartellone, segni, penne, fogli) erano stati preparati? Come è andata la riflessione personale? I ragazzi sono stati disponibili alla comunicazione? Hanno mantenuto l’impegno?

... nel silenzio!

NOVENA: Perché in voi si manifesti la Gloria di Dio...

 

A cura di: équipe scuola superiore
Data 2008-12-2
Descrizione I personaggi evangelici: i diversi tipi di uomini di fronte a Gesù che si incarna, ieri e oggi.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Da un’adesione alla fede secondo forme intimistiche o tradizionali, attraverso la preghiera di gruppo, momenti di riflessione e di conoscenza della figura di Gesù, allo scoprire la possibilità di una relazione personale con Lui pienamente uomo e figlio di Dio.

Cosa stimolare

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per Novena di Natale

Metodo

Durata 1 incontro di 3/4 d'ora circa
Animatori richiesti 2

Presentazione

Verifica dell’impegno della giornata precedente

Esperienza

domanda: quando vi capita di stare in silenzio e perché?

Parola

Mc 1,2-8

Commento

Giovanni il Battista è un uomo eccentrico. Negli abiti, nei gusti alimentari... Questi sono segni del fatto che è eccentrico in un altro senso: è un uomo tutto sbilanciato verso il futuro, verso ciò che ancora non è; è talmente evidente che non gli bastano le cose che soddisfano gli altri, che ne fa a meno volontariamente. Per cercare ciò che non è sceglie di andare nel deserto:

  • perché il deserto è il luogo dell’incontro con Dio, il luogo del silenzio (così diverso dalla città) in cui è possibile accogliere la Parola
  • è anche il luogo in cui è possibile incontrare e sentirsi uniti a tanti altri: chi, come noi, è povero, va nel deserto alla ricerca di qualcosa ed ha come unica ricchezza la solidarietà; Giovanni va nel deserto da povero e chiama gli altri;
  • è il luogo nel quale non ci si porta dietro le cose che si possiedono: rischiano di farci smarrire Dio e di dividerci dagli altri. D’altra parte il deserto è il luogo dove non c’è il desiderio di possedere la terra, perché “scotta”, ma di lasciarla; l’unica sicurezza è il futuro.

Giovanni sceglie di abitare nel deserto, prega nel deserto, digiuna, lascia da parte tutto ciò che vorrebbe conquistarsi, si svuota delle apparenze e del passato, spera in qualcuno. Per questo la sua preghiera diventa predicazione; lui predica il Battesimo, che è immergersi, andare fino in fondo, riconoscere il proprio peccato per accogliere la liberazione che Dio ci offre. Giovanni predica e propone un cambio di mentalità: occorre rivolgersi al futuro e per fare questo è necessario guardare oggi all’essenziale, liberarci da ciò che rischia di farci accontentare o addirittura di farci perdere dietro ad un’illusione

Per noi oggi ancor più che al tempo di Giovanni il Battista è difficile vivere il silenzio, avere uno spazio, un luogo privilegiato in cui rimanere soli con noi stessi, soli per far decantare tutto ciò che riempie le nostre giornate ed aprirci ad un’intuizione, ad una voce che viene da Qualcuno fuori di noi. Giovanni è un uomo sbilanciato fuori di sé, eccentrico, che rompe con gli equilibri raggiunti ed è proteso verso il futuro.

Riflessione

  • Come vivo i momenti di silenzio?
  • Sono in cammino, in ricerca di qualcosa di più, o decisamente mi sta bene ciò che ho e che sono?
  • Cosa di ciò che oggi ho (cose materiali, amicizie, affetti, impegni, incarichi al Centro giovanile…) mi impedisce di aprirmi alla novità e magari, invece di farmi incontrare gli altri, mi allontana da loro?

Comunicazione

Comunicazione in gruppetti

Preghiera

 

Impegno

domani … un quarto d’ora per abitare il silenzio!

Segno

due tappi per le orecchie

Canto

Kenosis (M.T. Pati -Villanova)

Dice il saggio: I segni che vengono consegnati ai ragazzi alla fine di ogni incontro hanno lo scopo di far conservare la memoria, nel giorno successivo, del tema trattato e di ricordare l’impegno E’ bene aver predisposto un cartellone con il tema generale cui ogni giorno si aggiunge il tema particolare della preghiera.

Verifica

Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Il materiale (cartellone, segni, penne, fogli) erano stati preparati? Come è andata la riflessione personale? I ragazzi sono stati disponibili alla comunicazione? Hanno mantenuto l’impegno?
 

... nell'intelligenza!

 

NOVENA: Perché in voi si manifesti la Gloria di Dio...

 

A cura di: équipe scuola superiore
Data 2008-12-2
Descrizione I personaggi evangelici: i diversi tipi di uomini di fronte a Gesù che si incarna, ieri e oggi.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Da un’adesione alla fede secondo forme intimistiche o tradizionali, attraverso la preghiera di gruppo, momenti di riflessione e di conoscenza della figura di Gesù, allo scoprire la possibilità di una relazione personale con Lui pienamente uomo e figlio di Dio.

Cosa stimolare

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per Novena di Natale

Metodo

Durata 45 minuti.
Animatori richiesti 2

Presentazione:

…nell’intelligenza dell’uomo

Esperienza

raccontare brevemente di una persona che stimiamo per la sua intelligenza

Parola

Mt 2,1-12

Commento

I magi: sono degli scienziati, studiosi che avevano dedicato il tempo della loro vita all’approfondimento degli scritti orientali. Dai loro studi avevano capito che il Messia sarebbe nato quando si fosse manifestata una stella. Sono condotti da una grande curiosità scientifica, sono il segno di tutti quegli uomini che sanno di non avere la felicità e si mettono in cammino per cercarla, si muovono. Sono dei re guidati dall’intelligenza, cercano sinceramente la verità, mettono tutto il resto in secondo piano e partono, escono da se stessi, per incontrare Colui che è la luce del mondo. Nel loro cammino hanno avuto un ruolo fondamentale le stelle e i libri. Nel sapere di questi uomini si è manifestata la gloria di Dio. Lo Spirito Santo ha agito, l’intelligenza e il sapere sono stati il luogo in cui ha potuto farlo e così ha trasformato la loro vita, li ha aperti al nuovo e li ha spinti a muoversi. I Magi non tornano a casa a mani vuote, hanno il loro dono: nel bambino davanti al quale, dopo la loro faticosa ricerca, si sono prostrati hanno visto brillare la luce di Dio, che illumina non solo Israele ma tutti i popoli, perché tutti gli uomini sono figli di Dio, ed essi ora sanno che la salvezza è a disposizione di tutti quelli che cercano sinceramente Dio.

Commento

Per noi: la nostra intelligenza può essere il luogo dove si manifesta la gloria di Dio se è curata, coltivata con letture, pensieri, discorsi che allargano il nostro sguardo, ci mettono di fronte ai nostri desideri più veri, ci spingono a riflettere su di noi, sulla nostra vita, ci aprono la mente e si spingono fuori dai ripiegamenti su di noi stessi e su ciò che ci fa sentire sicuri. Questo è possibile se permettiamo alla nostra intelligenza di avere uno spazio in cui esprimersi, non “costretta” a barcamenarsi nelle mille attività che facciamo senza pensare, meccanicamente.

Riflessione

Come uso la mia intelligenza? La coltivo con letture, pensieri che ci fanno allargare lo sguardo? Mi fermo a riflettere di fronte ad un evento che mi colpisce?

Comunicazione

Comunicazione in gruppetti

Preghiera

Preghiera corale: Padre nostro

Canto

Kenosis (M.T. Pati -Villanova)

Impegno

dedicare 10 m. alla lettura

Segno

Segno: una lente d’ingrandimento

Dice il saggio: I segni che vengono consegnati ai ragazzi alla fine di ogni incontro hanno lo scopo di far conservare la memoria, nel giorno successivo, del tema trattato e di ricordare l’impegno E’ bene aver predisposto un cartellone con il tema generale cui ogni giorno si aggiunge il tema particolare della preghiera.

Verifica

Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Il materiale (cartellone, segni, penne, fogli) erano stati preparati? Come è andata la riflessione personale? I ragazzi sono stati disponibili alla comunicazione? Hanno mantenuto l’impegno?

... nell'obbedienza!

 


NOVENA: Perché in voi si manifesti la Gloria di Dio...

 

A cura di: équipe scuola superiore
Data 2008-12-2
Descrizione I personaggi evangelici: i diversi tipi di uomini di fronte a Gesù che si incarna, ieri e oggi.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Da un’adesione alla fede secondo forme intimistiche o tradizionali, attraverso la preghiera di gruppo, momenti di riflessione e di conoscenza della figura di Gesù, allo scoprire la possibilità di una relazione personale con Lui pienamente uomo e figlio di Dio.

Cosa stimolare

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per Novena di Natale

Metodo

Durata 45 minuti.
Animatori richiesti 2

Presentazione

Verifica dell’impegno della giornata precedente

Esperienza

raccontiamo un’esperienza in cui abbiamo ricevuto un ordine e come abbiamo reagito.

Parola

Mt 1,18-25

Commento

Giuseppe:

  • si trova in una situazione difficile, che lo mette in crisi: la maternità inattesa di Maria. Giuseppe è un uomo giusto, pertanto se da una parte non può convivere con una donna accusata di adulterio, dall’altra, non avendo prova dell’adulterio di Maria, non vuole esporla. E così giunge alla sua soluzione: separarsi da lei in privato.
  • ma ecco che in sogno Giuseppe riceve due ordini: accogliere Maria e dare paternità legale al Figlio di Dio. L’atteggiamento di Giuseppe è quello di obbedire = ob audire , cioè ascoltare fino in fondo, rendersi disponibile a far propria una parola, un punto di vista, a cui da solo non sarebbe mai arrivato.
  • Giuseppe non proferisce parola e si rende disponibile, traducendo in azioni concrete quegli ordini. Non dà spazio alle paure, che certamente nutre, ma fa una cosa inconcepibile per un uomo del suo tempo e della sua cultura: mette da parte i suoi progetti personali per condividere totalmente quelli di Maria, una donna, una semplice ragazza che però è tutt’uno con Dio.
  • Lo Spirito opera su di lui, che comunque è un uomo giusto, cioè disponibile ad ascoltare Dio, ed a sua volta è aiutato nella sua azione dall’obbedienza di Giuseppe. Giuseppe fa così della sua vita qualcosa che da solo non avrebbe mai saputo pensare:un dono grande, libero, gioioso, a servizio dei piani di Dio insieme alla donna che gli è accanto

Per noi: la nostra intelligenza può essere il luogo dove si manifesta la gloria di Dio se è curata, coltivata con letture, pensieri, discorsi che allargano il nostro sguardo, ci mettono di fronte ai nostri desideri più veri, ci spingono a riflettere su di noi, sulla nostra vita, ci aprono la mente e si spingono fuori dai ripiegamenti su di noi stessi e su ciò che ci fa sentire sicuri. Questo è possibile se permettiamo alla nostra intelligenza di avere uno spazio in cui esprimersi, non “costretta” a barcamenarsi nelle mille attività che facciamo senza pensare, meccanicamente.

Riflessione

  • Anche noi come Giuseppe ci troviamo talvolta in situazioni più o meno difficili che ci mettono in crisi. Quando ci è capitato di recente? Oppure:
  • Viviamo oggi una situazione difficile, che ci crea tensione, che vorremmo affidare allo Spirito Santo? Quale?

Comunicazione

Comunicazione in gruppetti

Preghiera

 

Canto

Kenosis (M.T. Pati -Villanova)

Impegno

diciamo grazie a chi ci ha offerto uno sguardo diverso in una situazione difficile o chiediamo aiuto a qualcuno per una situazione che oggi ci mette in crisi.

Segno

uno smile

Dice il saggio: I segni che vengono consegnati ai ragazzi alla fine di ogni incontro hanno lo scopo di far conservare la memoria, nel giorno successivo, del tema trattato e di ricordare l’impegno E’ bene aver predisposto un cartellone con il tema generale cui ogni giorno si aggiunge il tema particolare della preghiera.

Verifica

Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Il materiale (cartellone, segni, penne, fogli) erano stati preparati? Come è andata la riflessione personale? I ragazzi sono stati disponibili alla comunicazione? Hanno mantenuto l’impegno?

... nell'uomo che si mette a servizio degli altri!

 


NOVENA: Perché in voi si manifesti la Gloria di Dio...

 

A cura di: équipe scuola superiore
Data 2008-12-2
Descrizione I personaggi evangelici: i diversi tipi di uomini di fronte a Gesù che si incarna, ieri e oggi.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Da un’adesione alla fede secondo forme intimistiche o tradizionali, attraverso la preghiera di gruppo, momenti di riflessione e di conoscenza della figura di Gesù, allo scoprire la possibilità di una relazione personale con Lui pienamente uomo e figlio di Dio.

Cosa stimolare

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per Novena di Natale

Metodo

Durata 45 minuti.
Animatori richiesti 2

Presentazione

Verifica dell’impegno della giornata precedente

Esperienza

raccontare di dono inatteso che abbiamo ricevuto

Parola

Lc 1, 39-56

Commento

La gloria di Dio si manifesta a Maria in casa d’altri. Maria ha creduto alla promessa che il Signore le ha fatto e come risposta a questa accoglienza si reca subito dalla cugina per premura e slancio d’amicizia. Non appena arriva a casa di Elisabetta riceve un segno: la cugina riconosce la sua maternità.

Nel canto Maria esprime la sua gratitudine a Dio; lei non fa di Dio un idolo né lo ridimensiona per farselo su misura per sé. Per lei Dio è un amante generoso, è Colui che da la vita, l’elargitore di ogni bene. Il suo Dio non è geloso né egoista, ma Colui che le ha dato tutto e lei, anche se è piccola, non ha difficoltà a riconoscere questo, anzi gioisce per tutti i gioielli che il suo amato le dona. E la sua gioia diventa contagiosa. La sua gioia e la sua accoglienza si trasformano in attenzione ed amore per chi le è attorno, si traducono nel mettere gli altri davanti a sé e nel servirli (così come fa con Elisabetta).

Riflessione

Anche a noi il Signore ha fatto tanti doni, innanzitutto la vita e la presenza di persone care. Ogni giorno il Signore continua ad elargirci doni: ne siamo consapevoli? Quali sono? Sono per noi motivo di ringraziamento a lui ed a chi ci è accanto oppure non riescono a strapparci che un misero sorriso, presi come siamo da pensieri, preoccupazioni e cose che non vanno come vorremmo?

Comunicazione

Comunicazione in gruppetti

Preghiera

 

Canto

Kenosis (M.T. Pati -Villanova)

Impegno

diciamo grazie a chi ci ha offerto uno sguardo diverso in una situazione difficile o chiediamo aiuto a qualcuno per una situazione che oggi ci mette in crisi.

Segno

una scheggia di legno, da donare a chi ci ha aiutato o a chi chiediamo aiuto.

Dice il saggio: I segni che vengono consegnati ai ragazzi alla fine di ogni incontro hanno lo scopo di far conservare la memoria, nel giorno successivo, del tema trattato e di ricordare l’impegno E’ bene aver predisposto un cartellone con il tema generale cui ogni giorno si aggiunge il tema particolare della preghiera.

Verifica

Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Nel commento si è riusciti a tenere viva l’attenzione dei ragazzi? Il materiale (cartellone, segni, penne, fogli) erano stati preparati? Come è andata la riflessione personale? I ragazzi sono stati disponibili alla comunicazione? Hanno mantenuto l’impegno?

 

Da ragazzi si può... dare per molti

... dare per molti

 

 

Da ragazzi si può... dare per molti 

 

A cura di: Equipe scuola media
Data 2004-11-05
Descrizione C'e' qui un ragazzo che ha cinque pagnotte d'orzo e due pesci arrostiti. Ma non e' nulla per tanta gente! (Gv 6,9)

Progetto

Obiettivi dell'attività

Avviare la consapevolezza che essere in relazione con altri, anche lontani, apre la propria vita ad una ricchezza maggiore di esperienze, di comprensione di sé, degli altri e del mondo e permette di essere in dialogo anche con Gesù.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Itinerario indicato per Preadolescenti (10-14 anni) Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
    Preadolescenti      
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 30 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: Verifica dell'impegno

 

Esperienza iniziale:

Viene presentata la situazione di alcuni ragazzi poveri (che siano conosciuti e raggiungibili) e si chiede ai ragazzi di scegliere tra le cose che hanno con sè in quel momento la più bella da regalare ad uno di loro.

Lettura della Parola:

Gv 6,1-13

Commento alla Parola:

Chi all'inizio ha donato qualcosa dice cosa ha provato; anche oggi, come allora, molti hanno detto di no; l'opera di Gesù parte da cose piccole e arriva a grandi risultati (qualcosa da mangiare per la folla/non sentirsi diversi o esclusi, ma uguali); il miracolo continua non dove ci sono adulti intermediari, ma dove ci sono piccoli disponibili a donare; se i piccoli diventassero egoisti, non si compirebbe più il miracolo.

Riflessione personale:

Intorno a te ci sono altri esclusi o emarginati, come ti comporti con loro?

  • Quando hai compiuto un atto di generosità, quali sono state le conseguenze? E' diventato un miracolo?
  • Che cosa di quello che hai non daresti mai?

Canto finale:

"Dove troveremo"

Proposta di impegno:

Essere generosi trovando i modi di farlo.

... essere scelti

  

Da ragazzi si può... essere scelti

 

A cura di: Equipe scuola media
Data 2004-11-03
Descrizione L'incontro con Davide.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Avviare la consapevolezza che essere in relazione con altri, anche lontani, apre la propria vita ad una ricchezza maggiore di esperienze, di comprensione di sé, degli altri e del mondo e permette di essere in dialogo anche con Gesù.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Itinerario indicato per Preadolescenti (10-14 anni) Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
    Preadolescenti      
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 30 minuti
Animatori richiesti 2

Esperienza iniziale:

Tre animatori fanno un regalo a tre ragazzi (al meno abile, al più appartato e silenzioso, a quello che ha dato più fastidio).

Lettura della Parola:

1 Sam 16, 1.6-13

Commento alla Parola:

Davide è il più piccolo di sette fratelli, possiamo pensarlo come il più viziato (per la nostra esperienza forse è così), ma ai suoi tempi era il più insignificante, quello che poteva anche non essere considerato. Le sue qualità ancora non emergono e non sono riconosciute dagli altri, neppure da suo padre. L'unica cosa che si vede di lui è la bellezza fisica.
Dio ha un suo progetto e ha mandato a chiamare un collaboratore, non guarda alle capacità, perché Lui sa vedere che cosa ognuno è, cioé che cosa si porta dentro anche di invisibile ad uno sguardo umano; quando sceglie manda un suo messaggero perché a chi è scelto arrivi la notizia, in questo caso manda un profeta.
Il Profeta non fa un proclama tipo "Dio ti vuole come collaboratore", ma si presenta con un atteggiamento di fiducia, prende il ragazzo così come è, sarà lui ad aiutarlo a tirare fuori quello che può fare ed a correggersi, anche noi possiamo trovarne uno intorno a noi, perché Dio che vuole parlare ad ognuno, anche se piccolo, cerca altri tramite cui farlo.

Riflessione personale:

Ho fatto esperienza di essere scelto da qualcuno per qualcosa? Quali qualità di me non emergono o non sono riconosciute dagli altri? In cosa o da chi non mi sento considerato? C'é qualcuno che mi accetta per come sono? Il profeta mandato da Dio a Davide lo ha aiutato a riconoscere le sue qualità, c'é qualcuno che ha fatto o lo fa anche con me?

Canto finale:

"Cristo non ha mani"

Proposta di impegno:

Dire si quando ti viene chiesto qualcosa e annotarlo (simbolo: 1 scatolino con dentro un biglietto con scritta la seguente frase: "Si a ...")

... rialzarsi

 

 

Da ragazzi si può... rialzarsi

 

A cura di: Equipe scuola media
Data 2004-11-05
Descrizione L'incontro di Gesu' con il ragazzo di Nain.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Avviare la consapevolezza che essere in relazione con altri, anche lontani, apre la propria vita ad una ricchezza maggiore di esperienze, di comprensione di sé, degli altri e del mondo e permette di essere in dialogo anche con Gesù.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Itinerario indicato per Preadolescenti (10-14 anni) Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
    Preadolescenti      
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 30 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: Verifica dell'impegno

 

Esperienza iniziale:

Proporre ai ragazzi di firmare liberamente alcune frasi che riconoscono come proprie:

  • "i miei genitori hanno pianto per me"
  • "i miei genitori per chiedere aiuto hanno parlato di me con ..."
  • "ci sono delle cose che non faccio, pur sapendo di doverle fare"
  • "ci sono delle situazioni che mi buttano tanto giù da non riuscire a far miente per reagire"

Lettura della Parola:

Lc 7,11-17

Commento alla Parola:

Parallelo tra le situazioni presentate all'inizio con i cartelli e i personaggi del brano; Gesù si sente sollecitato da quello che vede intorno; Gesù non è solo consolatore, dà un ordine, un imperativo , un comando; nelle esperienze di morte dobbiamo trovare chi al tempo stesso è capace di consolare e comandare.

Riflessione e preghiera personale:

C'è stata una situazione in cui ti sei sentito schiacciato?

  • Come ne sei uscito?
  • Hai ricevuto mai un ordine a cui hai obbedito anche se non ne eri convinto?
  • C'è una situazione in cui non sai come regolarti e avresti bisogno di un ordine?
  • C'è un motivo per cui oggi piangi o vorresti piangere?
  • C'è qualcuno che per te oggi piange e perché?

Canto finale:

"Quando cammino per il mondo"

Proposta di Impegno:

Cercare un animatore con cui parlare di una delle situazioni di morte riconosciute.

 

Pròvati/Provàti con gli amici

Quando l'amicizia "rompe"

 

 

Quando l'amicizia "rompe"

 

A cura di: Equipe scuola superiore
Data 2004-11-03
Descrizione Il confronto con Pietro amico di Gesu'

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazaret che rivela "L'amore più grande" e i modi concreti per viverlo.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 10 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata un'ora e trenta
Animatori richiesti 2

Esperienza iniziale:

Chi sono qui i vostri amici? Dite una cosa che uno dei vostri amici presenti vi ha chiesto di fare e voi non volevate fare ma avete fatto o vi sembrava sbagliata e non avete detto niente.

Lettura della Parola:

Mc 8,31-33

Commento alla Parola:

lI gruppo e Gesù stanno andando a Gerusalemme. Sono per strada e come accade quando si viaggia insieme si chiacchiera, si arriva a fare discorsi che in altri momenti rimangono sommersi, difficili da fare. I 12 ormai sono abbastanza convinti che Gesù sia un tipo speciale, anche se ancora non in modo del tutto chiaro. Alla domanda di Gesù:" E voi chi dite che io sia? " Pietro è il primo a rispondere per l' immediatezza del suo carttere, per la libertà che vive nel rapporto con Gesù, per il grande affetto che ha per il Signore e lo fa con la schiettezza di chi non usa frasi convenienti. Pietro dice a Gesù parole impegnative, le dice riuscendo a formulare quello che anche i suoi amici avevano dentro e non riuscivano a dire:

  • Sei la persona che ci aspettavamo di incontrare
  • sei quello che ci permetterà di raggiungere quanto abbiamo a lungo sperato
  • Sei proprio colui che desideravamo incontrare e tanti prima di noi avrebbero voluto incontrare
  • con te possiamo vivere i desideri più generosi che abbiamo nel cuore, i progetti più belli, quelli che abbiamo ripulito dall'egoismo e quindi sono i più veri.

Gesù allora si apre proprio a loro, fa vedere cosa sta vivendo veramente:

  • dice ai suoi amici che sta affrontando una situazione che sente dentro- e si fa - sempre più difficile perchè la gente lo fraintende e anche loro non comprendono bene
  • addirittura si spinge a confidare loro che questa situazione lo porterà alla morte, proprio perchè la gente non capendolo, lo rifiuterà
  • dice che è davvaro solo, sempre più solo, anche se intorno a lui c'è tanta gente e ci sono loro; lui è un fallito, ma questo non lo fa tirare indietro, non gli fa decidere di rinunciare, di proporsi obiettivi più facili e di successo.

Pietro, allora ha una risposta irruente nei confronti di Gesù:

  • lo tira indietro, lo toglie dal posto che aveva davanti a tutti, mentre camminavano
  • lo rimprovera, gli dice che non è modo di parlare...
  • ...forse gli ha detto che era il caso di finirla, che quel giorno era troppo nero e stava dicendo fesserie, che forse si sentiva solo, ma non era così
  • ...forse gli ha detto di non fare il catastrofico, che non era il momento di perlare di fallimenti e di morte, che stava rovinabdo il clima...

Gesù vuole bene a Pietro e sa che Pietro gli vuole bene. Ma questo non è motivo per accettare quello che gli dice per accontentarlo. Gesù, al suo amico che non comprende bene la sua situazione non lascia il compito di tirarlo su, non gli permette di distoglierlo da quello che ha capito e che vuole fare per realizzare il suo desiderio anche se la cosa che lo aspetta è dura. Per questo Gesù rompe con Pietro. lo allontana, lo rimette al suo posto. Si allontana fisicamente da lui e ritorna davanti al gruppo: se Pietro vuole rimanere suo amico deve seguirlo, non bloccarlo e tirarlo indietro, deve aprirsi a capire le cose andando oltre quello che sembra bello o bruppo, deludente o difficile al momento. Gesù continua a volergli bne, ma non cede alle sue parole che lo portano fuori strada.

Preghiera personale:

Signore,
ho da confidarmi con Te e con Pietro;
ho da riflettere su quello che di nuovo mi dici sul mio modo di essere amico degli altri
e sul modo in cui gli altri, quelli che si dicono amici miei o io chiamo così, si comportano con me.
Guardo a Pietro e ... (completare)
Penso che, come Te ... (completare)
E poi sull'esperienza di "rompere" con un amico ... (completare)
Allora ti prego ... (competare)

Proposta di impegno per la settimana:

Fare la stessa cosa che è stata proposta all'inizio della preghiera con altre tre persone. (Simbolo: tre laccetti di colore diverso legati al polso per ricordare.)

Schema della preghiera personale

Preghiera.pdf

Lo schema da proporre ai ragazzi per la preghiera, già impostato per la stampa e la fotocopia in formato A4. Lo schema viene offerto ai ragazzi come aiuto per pregare; se qualcuno desidera formulare liberamente la sua preghiera, ciò va ovviamente consentito.

26 K

Quando l'amicizia frena

 

 

Quando l'amicizia frena

 

A cura di: Equipe scuola superiore
Data 2004-11-03
Descrizione L'epilogo della vita del gruppo degli apostoli

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazaret che rivela "L'amore più grande" e i modi concreti per viverlo.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 10 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata un'ora e trenta
Animatori richiesti 2

Esperienza iniziale

Quando ho visto un amico fare una cosa non buona per sè o per altri e non gli ho detto niente? Perchè?

Lettura della Parola:

Gv 18, 8-11

Commento alla Parola

Siamo all'epilogo della vita del gruppo degli apostoli. Dopo tre anni passati insieme, nell'avventura appassionante dell'annuncio di Gesù, arriva lo scontro con il potere che Gesù aveva preannunciato molte volte. Già tante altre volte lo stile di questo gruppo e del suo animatore aveva suscitato scandalo tra coloro che si sentivano i depositari della verità, i farisei. Ma questa volta c'è l'intenzione seria di fare fuori Gesù e di distruggere il suo gruppo. L'attacco all'opera di Gesù e al gruppo arriva dall'esterno e dall'interno:

  • farisei coinvolgono il potere militare rappresentato da Roma e così "armano" il proprio proposito di uccidere Gesù;
  • Giuda, evidentemente deluso nelle sue aspettative in riferimento a Gesù, vende il suo amico e se stesso alle mani del potere.

Una notte, dopo aver fatto festa insieme, Gesù e i dodici escono e fanno una passeggiata in collina, sul monte degli ulivi. Lì Gesù si ferma a parlare con suo Padre: i suoi amici più cari non riescono a stargli vicino in questo momento difficilissimo di Gesù, ma questa è un'altra storia. D'improvviso arrivano i legionari romani, guidati dai farisei e da Giuda.La sua prima preoccupazione di Gesù è quella relativa agli altri. Non si nasconde, non tenta di fuggire. Sa che è lui quello che cercano e sa anche che quello che gli sta per capitare, in un modo misterioso, è occasione unica e definitiva per amare gli uomini così come lui era stato amato dal Padre: dando effettivamente tutto, non proteggendosi con la sua forza nè con la sua verità, quelle che il Padre gli aveva dato. Così arriva a dare tutta la vita. Gesù, quindi è spaventato, ha paura, non ama la croce: lui ama la vita, aveva fatto di tutto, con tutti, proprio per liberare la vita di ognuno dalla morte. E anche qui non vuole fuggire quell'evento necessario, importantissimo che può esprimere tutto il suo amore per il Padre e per gli altri uomini. Pietro da parte sua, è sorpreso e, come al solito, reagisce d'istinto. Nonostante Gesù glielo avesse detto tante volte lui non ha ancora capito che quanto Gesù è venuto a compiere nel mondo, non coincide con i suoi desideri ma con quelli del Padre. Nonostante sia molto legato a Gesù, Pietro non riesce ancora a condividere i desideri di Gesù, a farsi l'amico che li custodisce e collabora perchè si possano realizzare, non riesce ad assergli amico per ciò che desidera fino in fondo, nonostante questo costi fatica e sofferenza e chieda di morire (a qualcosa). Appena le guardie si distraggono, tira fuori un pugnale e tenta l'atto eroico. Probabilmente era solo un piccolo pugnaletto; con quello non aveva speranza contro un esercito di militari professionisti. Ma lui è un uomo passionale: taglia l'orecchio a uno che probabilmente non c'entra niente, un servo di uno di quelli che avevano deciso di mettere a morte Gesù. Pietro vuole contrastare a tutti i costi coloro che vogliono eliminare il suo maestro, ma contrasta, di fatto, la missione di Gesù: Gesù è venuto per far conoscere a tutti qual è e come è l'amore del Padre e per consegnare la sua vita, donarla con tutto ciò che è. Ora, non è chiaro come sia avvenuto il ferimento, ma, se Pietro non è mancino, è probabile che possa avere colpito di schiena il servo. L'atto con cui Pietro tenta di fermare gli avversari di Gesù potrebbe essere anche stato un atto vile, alle spalle, per niente nobile.
Anche noi a volte siamo così:

  • siamo legati con l'affetto ad alcune persone; li chiamiamo nostri amici, ma di loro ci piace soprattutto ciò che li lega a noi, li fa simili a noi: gli interessi comuni, i tempi insieme, i desideri che si incontrano con i nostri;
  • quando ci accorgiamo che i loro desideri, ciò che per loro è importante non lo è altrettanto per noi, cominciano le difficoltà;
  • diventiamo amici che frenano le possibilità dell'altro, mettiamo alcuni bastoni (consigli, musi lunghi, ricatti affettivi, presa in giro) alle ruote dei desideri e delle cose importanti per gli altri;
  • a volte questi atti sono anche vili, fatti di nascosto, alle spalle, senza esporsi in prima persona. L'altro trova ostacoli nella realizzazione di ciò che è importante per lui e non sa neanche perchè.

Gesù ha le idee chiare: non è che avesse saputo che doveva morire, ma ad un certo punto vedendo ciò che succedeva intorno, pregando, riflettendo, aveva capito che andando avanti con la sua Missione sarebbe arrivato a dover dare tutto, pure la vita. Siccome per lui fare la volontà del Padre è il suo desiderio più grande, quello per cui si è mosso, non considera la morte un elemento decisivo per tirarsi indietro. Anche lui frena Pietro, perchè seppure amico non ha capito ancora fino in fondo ciò che Gesù desidera. Ancora una volta non ha paura di segnare la distanza che li divide. Sa che se Pietro riuscirà a frenare le sue passioni e a trovare realmente cosa desidera Gesù, potrà rendersi conto di ciò che stava facendo. Questo avverà dopo la Risurrezione: lì Pietro si rende conto di tutti gli ostacoli che ha frapposto alla missione di Gesù e di tutte le volte che Gesù lo ha frenato, lo ha messo a posto.

Spunti per la riflessione Personale:

Domande per la riflessione personale: Noi abbiamo amici che ci frenano? Che ci dicono con chiarezza - guarda, per me questa cosa è importante, non riuscirai a farmi cambiare proposito - senza paura di perderci? Siamo capaci di riconoscere quando un altro ci frena sui nostri desideri più importanti? Oppure, perchè capita anche così, siccome è troppo difficile frenarci, ci fanno accelerare su un'altra strada che ci porta lontano rispetto a dove vogliamo andare?

Preghiera personale:

Signore,
anche io voglio molto bene ai miei amici, come Tu volevi bene a Pietro e come lui ne voleva a Te. Anch'io per ... (completare) sarei pronto a fare qualunque cosa, sarei pronto a difenderli da tutti. Però devo dirti onestamente che trovo il tuo modo di fare con Pietro difficile: eh sì, perchè è difficile dire a qualcuno che sta sbagliando, che si sta comportando da complice e non da amico, che la sua vicinanza invece di farmi diventare una persona migliore mi fa rimanere incatenato ai miei difetti e alla mia pigrizia; e poi è complicato riflettere, giudicare, decidere cosa è giusto da ciò che viene in mente di fare istintivamente, usando anche la violenza, la prepotenza, la forza, l'inganno, proprio come ha fatto Pietro. Ed io tante volte mi sono comportato come Pietro o, davanti ad amici che si comportavano come lui, non ho saputo fare come Te:
quando ho visto ... (nome) fare ... (completare) e non ho detto niente;
quando ho lasciato che ... (nome) mi convincesse a comportarmi ... (completare) anche se sapevo che non era la cosa giusta con me;
quando ho usato violenza ... (completare) ed è anche colpa mia se ... (completare) ha fatto la stupidagine di ... (completare).
Signore, il tuo modo di essere amico è difficile, è vero, però è anche affascinante:
è bello vedere quello che è diventato Pietro grazie alla tua amicizia e alla capacità che hai avuto di farlo diventare migliore di quello che era prima. Chissà perchè, poi, io ho sempre pensato che un vero amico non critica e non rimprovera mai, qualsiasi cosa l'altro faccia.
Adesso non voglio più essere amico così, anch'io, come Te, voglio sperimentare un'amicizia che fa crescere e che fa diventare, insieme, diversi da come si è. Per questo devo allenarmi a riconoscere prima di tutto le fesserie che faccio io, tutti i giorni, per poi diventare capace di riconoscere e correggere quelle degli altri.
Ti prego, Signore, fammi incontrare degli amici che mi sappiano guardare con gli stessi occhi con cui Tu hai guardato Pietro. Ti prego Signore perchè ... (completare).

Proposta di impegno per la settimana:

Chiedere ad un animatore:"che cosa di sciocco, banale, dannoso sto facendo in questo periodo?"

Quando l'amicizia ha il profumo di futuro

 

 

Quando l'amicizia ha il profumo di futuro

 

A cura di: Equipe scuola superiore
Data 2004-11-03
Descrizione ... continua il confronto con Pietro amico di Gesu'

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazaret che rivela "L'amore più grande" e i modi concreti per viverlo.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 10 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata un'ora e trenta
Animatori richiesti 2

Esperienza iniziale:

Dire il nome di un amico e poi una capacità che ha ma che, in questo momento, non vive.

Lettura della Parola:

Mc16,13-19

Commento alla Parola:

Il passato:
Pietro da tempo conosce Gesù, ha iniziato il rapporto con lui incontrandolo grazie a suo fratello, poi ha preso a frequentarlo spesso, ad invitarlo a casa sua, ora, ormai, vive insieme a lui ogni giorno.
Gesù ha visto da subito in Pietro una persona speciale, probabilmente nel suo incontro con lui c'è stata quell'intesa immediata, quel riconoscimento fulmineo di un altro con cui ci si intende al volo. Probabilmente è entrato presto e facilmente in dialogo con lui, favorito certamente anche dal carattere di Pietro, piuttosto estroverso, aperto e dalla parola facile.
Qui:
Pietro lo troviamo in viaggio con il gruppo e con Gesù, quando Gesù chiede che cosa pensano di lui, come capita facilmente fra amici, Pietro risponde subito le parole gli vengono fuori una dietro l'altra senza difficoltà, dice cose su cui non aveva mai riflettuto prima. Tradotto nel nostro linguaggio gli dice pressappoco così: tu sei quello capace di realizzare ogni promessa di Dio e ogni desiderio che ci può essere sulla terra, sei quella persona mai prima incontrata che è capace di compromettersi cioè prendere a cuore e portare avanti fino alla fine le promesse che fa, qualunque sia il prezzo, dovesse pure rimetterci tutto. Gli dice: uno come te non si era mai visto prima, e ogni uomo desidera incontrare un amico come te, sei uno che per come vuole bene mostra di essere davvero speciale. Sei il Figlio di Dio, capace di amare la vita davvero e di crearla dove crei dei rapporti con gli uomini. Pietro dice queste cose così, di getto: ha avuto per un attimo uno sguardo sul suo amico Gesù che non era solo frutto delle cose che gli aveva visto fare, ha avuto un'intuizione, diremmo noi, è stato capace di vedere oltre il visibile, cioè ha guardato Gesù non solo pensando al passato che hanno condiviso, ma al futuro. Lo ha guardato con occhi diversi , con gli occhi del cuore, non inteso come romanticherie e sentimenti sdolcinati, altrimenti avrebbe detto: Tu sei l'amico più caro del mondo, ti stimo, hai delle belle idee, con te mi sento al settimo cielo. Lo ha guardato con gli occhi che vedono in profondità e riconoscono che nell'altro c'è un mistero che può essere appena sfiorato e al quale ci si può legare profondamente perchè è il mistero della sua persona.
Gesù, dopo aver ascoltato Pietro, gli dice parole che mai nessuno gli aveva detto. Gesù comincia a parlare di lui, dipinge con poche parole tutto quello che vede della bellezza della sua persona, gli riporta un'immagine dinanzi alla quale Pietro sarà rimasto stupefatto. Gesù conosce Pietro, e pure Pietro si conosce: le sue fragilità, i suoi difetti, i suoi errori... qui però Gesù parla del suo futuro come mai e poi mai Pietro lo avrebbe immaginato, perchè gli parla di come sarà proprio grazie a quello che Pietro è stato capace di vedere in lui. La loro amicizia, la loro unità, quella fedeltà che Gesù garantisce e che Pietro imparerà qui, si fa indistruttibile e capace di proiettarsi nel futuro, di anticiparlo e costruirlo.

Preghiera personale per il biennio:

Signore,
forse nella mia vita senti odore di muffa. Mi sento fregare un po', ma lo devo ammettere: io il futuro non sono proprio capace di abitarlo, se riesco un po' a pensarci lo faccio in un modo poco concreto, mi immagino cose che durano poco nella mia memoria o sono completamente irreali. Altre volte ho pensato un futuro lontano, ma non ho saputo andare più in là di una settimana.
Per onestà e per provare ad essere un po' più sincero e meno superficiale con me stesso, devo dirmi e devo dirti che le mie amicizie sono tutte al presente. Dei miei amici ... (inserire nomi) - e mi fermo a questi fra le decine di persone a cui do' questo nome - non riesco a vedere il futuro.
Forse sono cieco.
O non sono amico? O non li conosco?
O quando sto con loro e penso a loro o dico che sono amico loro non faccio altro che pensare solo a me, a quello che mi piace, a quello che da loro voglio, mi serve, mi fa sentire bene?
Se mi penso così mi faccio un po' schifo.
Io, un amico che fa così, so che alla fine ti lascia solo o non riesce a vederti cambiare. Un amico così ti fa ammuffire, ti rende uno zombiee, incapace di vivere e tirare fuori le cose migliori che hai dentro.
Io, un amico che fa così, so che non è capace neppure di mettersi con una ragazza: riuscirebbe solo a godersela per qualche tempo e poi, quando ci si stanca, si molla. Forse si molla una persona che ha dentro un mistero? Il fatto è che io il mistero non so vederlo e vedo solo quello che le emozioni mi fanno vedere.
Ho fatto così con ... (nome) e l'ho mollato/a quando ... (completare)
Ho fatto così con ... (nome) e l'ho mollato/a quando ... (completare)
Ho fatto così con ... (nome) e l'ho mollato/a quando ... (completare)
Ora ci provo, Signore, a sentire il profumo di futuro nei miei amici, perchè a loro voglio bene davvero e anche noi dovremmo realizzare insieme cose belle, grandi.
Di ... (nome) vedo ... (completare);
Di ... (nome) vedo ... (completare);
Di ... (nome) vedo ... (completare);
e io per loro potrei ... (completare) altrimenti che amico sono?

Preghiera personale per il triennio:


Forse qui è la chiave per cogliere più a fondo quel profumo di stantio che avvolge alcune amicizie. E anche per trovare una strada capace di inebriarmi rispetto ad altre.
Penso a ... (completare)
Penso a ... (completare)
Signore, insegnami ... (completare)
Mostrami ancora ... (completare)
Non farmi strare tranquillo quando ... (completare)
Perchè davvero ... (completare)

Proposta di impegno per la settimana:

Dire il nome di una persona che vogliamo guardare con gli occhiali del futuro, trovando un elemento che sia visibile nell'oggi. (simbolo un paio di occhiali disegnati).

 

Scendi subito! Oggi devo fermarmi a casa tua

1. Maggiorenne e libero

---

2. Lasciato solo nella società

 

 

"2. Lasciato solo nella società"

 

A cura di: Scuola superiore
Data 2004-05-11
Descrizione L'incontro con Gesù che libera l'uomo dalla schiavitù: Gesù guarisce un cieco.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazareth che rivela "l'amore più grande" ed i modi concreti per viverlo.

Cosa stimolare

 

 

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 1 ora
Animatori richiesti 2

Comunicazione

Verifica dell'impegno della settimana precedente.

Esperienza iniziale:

Raccontare di una situazione in cui siamo rimasti soli, ma avremmo voluto i nostri genitori o qualcuno di significativo accanto a noi.

Lettura della Parola:

Gv. 9,1-3.17-21

Riflessione: Domanda introduttiva

Cosa vorremmo chiedere, raccontare a Gesù che viene a fermarsi a casa nostra?

Commento alla Parola:

Il cieco: ha un handicap dalla nascita, fisico (non vede) e sociale (è considerato un punito per qualche colpa). In questo senso è un povero disgraziato su cui pesa una condanna. la sua famiglia lo ha reso in qualche modo autonomo: chiede l'elemosina, come tutti i malati del tempo che provavano a sopravvivere. E' però rassegnato. Considera la sua condizione immutabile, è logico anche per lui pensare che il suo stato e la sua vita saranno sempre così.
Gesù rifiuta l'atteggiamento fatalistico dinnanzi al male: alle spiegazioni facili risponde reagendo con indignazione, non con la rassegnazione. Per lui dopo essersi indignati occorre agire: fa ciò che può, in questo caso opera il miracolo.
Gli altri: prima erano tranquilli, rassegnati anche loro alla disgrazia. Dopo la guarigione si agitano, diventano curiosi.
I genitori non sono diversi dagli altri: hanno paura dinnanzi a quello che è capitato e non sanno capire. Vengono convocati e interrogati daI sacerdoti: hanno paura che il figlio gli faccia perdere qualcosa (rispettabilità, consenso del gruppo...) e allora lo scaricano; non sappiamo come è andata stando a tu per tu con lui, pubblicamente è come se non lo riconoscessero più. Tengono più alla loro faccia che alla vita e alla gioia del figlio: era meglio da cieco. Il fatto nuovo che è accaduto li costringe a considerarlo una persona diversa. Non lo vogliono, lo rifiutano. Non è più come lo avevano sempre pensato: è come se non fosse più figlio loro.
Anche noi abbiamo i nostri handicap, soprattutto nel carattere o quelli di tipo sociale: certe pigrizie; il dare la parola e non mantenerla, per cui gli altri non sanno se possono contare su di noi; la superficialità nel fare quello che potremmo fare bene, per cui gli altri sulle cose importanti della loro vita ci escludono e ci cercano solo come passatempo; una certa ignoranza che ci fa sapere tutto di cose di poco conto e poco di quello che serve davvero.
Abbiamo certi problemi per come ci hanno educato i nostri genitori: o siamo tutto cuore e niente cervello; o capaci di fare solo quello che ci piace; o pensiamo di valere solo se otteniamo sempre il massimo; o siamo pronti ad accontentarci sempre del minimo.
Anche noi pensiamo che siamo così e, alla fine, va bene così. Anche a noi può capitare la fortuna di incontrare persone che, su di noi, su ciò che siamo, facciamo, pensiamo: non si rasssegnano e cominciamo a farci provare sentimenti diversi, a farci pensare cose che non avevamo mai pensato prima. Queste persone sono, da un lato, la nostra salvezza, dall'altro persone che danno fastidio perchè ci mettono dentro il tarlo che possiamo cambiare, diventare migliori e questo, però, ci costa qualcosa.
Anche intorno a noi ci sono altri che per i nostri cambiamenti possono escluderci. E ci sono i nostri genitori che ci possono ricattare con le loro attese. Ci possono mollare quando iniziano a fare qualcosa che non coincide con quello che hanno pensato giusto e buono per noi. Possono pensare più a loro che a noi: ai loro problemi, ai loro bisogni, ai loro desideri e allora ci scaricano, ci lasciano affrontare le cose da soli, magari dicendo che si fidano. Addirittura possono non aspettarsi niente di buono per noi e allora non ci stimolano neppure a cambiare sui nostri handicap.

Preghiera personale:

Ognuno sottolinea la parte della preghiera che sente propria completando le parti mancanti.

Preghiera:

Signore, io ti so pregare poco
ma se pregare è anche provare a dire in parole
quello che in fondo in fondo, sotto il chiasso delle cose, c'è in me allora provo a pregarti oggi.

Ho i miei handicap. So di averli, anche se cerco di non pensarci, così non ci sto male.
Magari poi ci sono i giorni in cui mi dispero e piango, o sono triste, ma evito di dargli un nome.

Mi rassegno su come sono e mi consolo con le elemosine di questi pensieri:
'crescendo poi cambio', 'mi devo mantenere spensierato per ora', 'ci penserò dopo'.

Anche tu conosci i miei handicap. Mi hanno detto che conosci tutto.
Ma devo confessarti che questo non cambia niente, non risolve nessuno dei miei problemi,
anzi peggiora le colpe, perché mi capita di sentirmi in colpa perché non mi impegno a cambiare.

E mi sento ancora peggio.

Tu intervieni con questo cieco e gli risolvi la vita. Una storia bella, a lieto fine.
Però gli crei pure i problemi; problemi con tutti.

Questo cambiamento potrebbe essere il mio.

Lui era cieco e poi vede.
Io sono ............................................... e potrò essere .......................................................

Ma Tu fai qualcosa per me? Vieni per guarire i miei handicap? O la fatice deve essere tutta mia?
Perdonami, Signore, perchè sono così cieco anch'io da non vedere tutte le cose,
tutti i pensieri degli altri, tutte le esperienze in cui sono aiutato a cambiare.
Perché non voglio vedere chi non si rassegna alle mie fesserie (chi?......................................)
sui miei errori, sui miei difetti. E per non vederli li evito.

Se posso, ti chiedo di non stancarti di me. Sarebbe terribile rimanere
ciechi quando si hanno gli occhi buoni per vedere;
superficiali quando si ha dentro un cuore grande e sensibile;
bandiere al vento del piacere quando si è intelligenti, capaci di ragionare e di agire, di discutere e di aiutare gli altri;
testardi nelle proprie fissazioni quando si può cambiare idea e fare spazio ad un desiderio vero di compaghia e di fedeltà;
incapaci di parlare, di dire quello che si vive, quando dentro si ha tanta voglia di non essere soli.

Mandami persone che non mollano.

Aiuta anche i miei genitori a non mollarmi, ma a lasciarmi andare per davvero, non per finta,
con gli espedienti degli orari e dei divieti,
oppure con le belle idee e i progetti che hanno su di me,
oppure con la facciata del darmi fiducia perché non sanno neppure cosa insegnarmi.

Aiutali a farmi da genitori, gli amici posso cercarmeli altrove.
Aiutali a sopportarmi quando non mi capisco da solo
e a sperare che posso fare qualcosa di buono se mi ci fanno provare
E mi possano aiutare ad essere coerente più che approfittatore
sincero più che opportunista
capace di sperare più che di avere successo
capace di cambiare più che di aggiustarmi comodamente.
Amen

Dice il saggio: Ciascuno legge la parte di preghiera che sente sua.

Proposta di impegno:

Cercare, durante la settimana, quelle persone che non si rassegnano sulla nostra vita per chiedergli come ci vedono e cosa pensano sui nostri handicap.

Canto finale:

Un giorno fra le mie mani.

3. Le mie tradizioni

 

 

"3. Le mie tradizioni"

 

A cura di: Scuola superiore
Data 2004-05-22
Descrizione L'incontro con Gesù che libera l'uomo dalla schiavitù: le condizioni per seguire Gesù.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazareth che rivela "l'amore più grande" ed i modi concreti per viverlo.

Cosa stimolare

 

 

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 1 ora
Animatori richiesti 2

Comunicazione: 

Verifica dell'impegno della settimana precedente.

Esperienza: 

Raccontare una tradizione di famiglia

Lettura della Parola:

Lc 9,59-60

Commento:

Domanda introduttiva:come reagisci a questa Parola di Gesù?
C'è un personaggio senza età e senza origine. E solo una persona in cammino, può essere chiunque, con qualunque carattere, con qualunque storia, un giovane o un adulto, un ragazzo o un vecchio, può essere ognuno di noi.La sua risposata all'invito di Gesù è sensata, giusta, condivisibile: non sta piantando una scusa come può capitare di fare quando qualcosa non ci va.
Gesù qui ci appare un pò strano; non per il suo invito ma per il seguito. La sua risposta sembra durissima, da persona senza affetti, insensibile, senza riconoscenza. Perché parla così? Gesù non accetta che le persone in cui c'é tanto di buono si prendano in giro da sole; sa che questa persona, che non gli dice di "no", "non mi va", "non mi piace", in realtà non vuole andare con lui e non lo dice neppure a se stessa; con quella risposta è come se gli dicesse "tu credi di volermi seguire, ma solo a parole, perché sei legato a tutto il tuo passato, a tutte le cose che fanno la tua vita di oggi e che tu non vuoi cambiare. Non è vero che vuoi seguirmi, non faresti niente per questo.
Seppellire il padre significa ricevere la sua eredità e tutti i legami che aveva lui e continuare a operare come lui.
Seguire Gesù non significa avere un pensiero buono ogni tanto ma superare e vincere le abitudini, i modi di pensare e di fare e impararne dei nuovi (per es. é pensare che il sabato può essere dedicato ad altro, rispetto alla solita abitudine del solito giro, della solita cosa da mangiare, delle solite chiacchiere vuote; è organizzarsi per imparare a fare cose che possono fare felici altri). Seguire Gesù significa lasciare la tendenza a stare per conto proprio a curare i propri interessi, incapaci di vedere che esistono altri e che si vive anche per loro.
Gesù dice tutto questo con quella espressione dura, che non significa "Butta via la tua famiglia e i tuoi affetti", bensì "Apriti, sganciati dai tuoi se ti dicono che devi pensare soprattutto a te, impara a curarti di altri, cambia. Non pensare che l'assoluto sei tu o la tua famiglia o il tuo piacere. Se vuoi vendire con me devi accorgerti che nel mondo c'é dell'altro e che dipende da te".

Riflessione personale:

Per favorire la preghiera personale abbiamo fornito un testo da completare (allegato n. 1)

Preghiera corale:

Ciascuno legge la parte di preghiera che sente propria.

Impegno:

Chiedere a qualcuno che conosce bene Gesù e me, cosa significa oggi per me "Seguirlo".

Canto finale:

Un giorno tra le mie mani.

Allegato1: Testo da completare
Il testo da completare per favorire la preghiera personale

4. Tranquillo e beato?

 

 

"4. Tranquillo e beato?"

 

A cura di: Scuola superiore
Data 2004-06-04
Descrizione L'incontro con Gesù che libera l'uomo dalla schiavitù: Gesù è causa di divisione tra gli uomini.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazareth che rivela "l'amore più grande" ed i modi concreti per viverlo.

Cosa stimolare

 

 

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 1 ora
Animatori richiesti 2

Comunicazione:

Verifica dell'impegno della settimana precedente.

Esperienza:

Raccontare che cosa mi fa sentire tranquillo e al sicuro.

Ascolto della Parola:

Lc. 12,51-53

Commento:

Del rapporto con Gesù possiamo averne un'immagine dolce e intima, come se fosse un fatto privato, del cuore. Possiamo preferire la preghiera personale a quella che ci mette insieme agli altri. Gesù qui dice con chiarezza come si pone e si propone. La Sua pace non è un fatto di tranquillità, ma di verità per questo è posta in contraddizione con il 'fuoco'(Lc 12,49).
Chi incontra Gesù è coinvolto in una relazione non neutra perchè è una relazione con Lui, con gli altri e con il mondo. Porta l'effetto della divisione. In questa divisione la famiglia rappresenta tutto ciò che non ci aiuta ad essere come Lui e non la famiglia propriamente detta.

Riflessione e Preghiera personale:

Signore Gesù, non c'è che dire: la pensi e "la dici" diversamente da me!
Vorrei anche io dire "d'ora innanzi ... (completare). Magari, se possibile, lascerei tutto com'è: i rapporti, lo studio, gli amici, casa mia; mi trovo bene, ci sono molto legato, insomma Gesù non basta pensarla come Te? Non basta dire che sono amico tuo? Lo sai, nel profondo del cuore c'è uno spazio per Te. E poi su ....(compilare) non vorrei proprio cambiare. Tu, invece mi proponi una strada da fare insieme tutti i giorni cambiando le cose della mia vita quotidiana per diventare autonomo:

  • diventare più responsabile in ... (completare)
  • aiutare ... (completare con il nome di un amico o di una persona)
  • fare ... (completare) per ... (completare).

Mi vuoi grande, pronto a prendermi le conseguenze di ciò che dico e faccio. Tu sei così, vuoi che chi ' amico tuo lo mostri e sei pronto ad andare fino in fondo, fino alla fine. Io, invece, faccio di tutto per mantenermi più neutrale possibile. Anche con Te! Infatti dovrei dire a ... (completare) che ... (completare) ma me ne guardo bene! In fondo c'è tempo glielo dirò un'altra volta.
Signore, aiutami a essere grande, ma grande sul serio! Non più grande della mia età, ma grande di ... anni, capace di vivere quello che la mia età mi chiede. Aiutami a dire parole "vere", che corrispondano ad azioni concrete, aiutami ad essere coraggioso per espormi e dire come la penso. Aiutami ad essere coerente e quindi a saper rinunciare, non come un bambino sempre teso a trattenere tutto, più di quello che con le mani riesce ad afferrare. Aiutami ad essere come Te, perchè intuisco che il tuo volere bene rimane mentre il mio spesso svanisce come fumo.
Amen

Preghiera corale:

Ciascuno legge la parte di preghiera che sente propria.

Proposta di Impegno:

Scegliere una delle cose ( indicate nella preghiera personale) in cui crescere e fare ogni giorno una cosa concreta.

Canto finale:

Un giorno tra le mie mani.

5. La mia casa è troppo piccola

 

 

"5. La mia casa è troppo piccola"

 

A cura di: Scuola superiore
Data 2004-10-29
Descrizione L'incontro con Gesù che libera l'uomo dalla schiavitù: Gesù guarisce i malati.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazareth che rivela "l'amore più grande" ed i modi concreti per viverlo.

Cosa stimolare

 

 

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 1 ora
Animatori richiesti 2

Comunicazione:

Verifica dell'impegno della settimana precedente.

Esperienza:

Raccontare di un'occasione in cui avevi progettato qualcosa e ti hanno guastato la festa.

Ascolto della Parola:

Mc 1,29-31

Commento:

Situazione iniziale: E' sabato, giorno importante per gli ebrei, giorno che ricoda la gioia del Signore nel vedere la bellezza della creazione, la bellezza particolare degli uomini. Ogni ebreo che conosce Dio rispetta il sabato, cioé lo vive in modo diverso dagli altri giorni, ne fa un giorno speciale in cui trovare il tempo per riconoscere le cose importanti.
Gesù è stanco, sta cercando un posto per riposarsi, ha vissuto una settimana difficile, non è contentissimo di quello che ha visto intorno: egoismi e interesse. Gli è capitato pure di essere trattato male ed essere mandato via, allontanato come una persona che dà fastidio, disturba.
I primi amici che ha conosciuto lo invitano a passare un po' di tempo insieme, a casa loro, sono Simone e Andrea. Vanno anche altri due, Giacomo e Giovanni.
Gesù appena arrivato, viene accolto, fermato da qualcuno che subito si fa avanti per scusarsi perchè non posssono ospitarlo come vorrebbero perchè lì c'è un'ammalata.
Gesù merita un'ospitalità speciale, è persona amata in quella casa, ma è il sabato sbagliato perchè tutti sono preoccupati per quella donna che ha la febbre, c'è un certo trambusto, non si vive un sabato come gli altri. Come può capitare da noi quando ci ammaliamo proprio di sabato pomeriggio, oppure quando i nostri genitori ci dicono che dobbiamo rimanere a casa perchè loro sono ammalati e hanno bisogno di noi. In quella casa c'era una certa aria di insofferenza per quell'imprevisto, un disagio che prendeva tutti quelli che ci abitavano perchè, come ogni casa, anche in quella erano proprio la relazione fra i membri, gli affetti, i progetti che si intrecciavano, i compiti di ognuno a darne l'identità, non era un albergo.
Gesù entra e non dice niente. Va subito dall'ammalata e le prende la mano, la tocca, si limita a questo gesto. Fa un gesto che è di pura solidarietà, non se ne sta da parte con gli amici. Mostra la sua compassione: lui è capace di sentire su di sè, di fare propria la sofferenza, il bisogno di un altro e di mettere questo prima del suo bisogno di riposarsi e della sua delusione.
La donna si alza e inizia a servire tutti. E' lei che rende ospitale la casa, è lei che accoglie Gesù. Lei, motivo di disagio per tutti, è la persona su cui si regge quella casa. Fosse stata bene, ognuno sarebbe stato per conto proprio, dietro ai propri interessi, perché tutti i pesi erano scaricati su di lei. La sua malattia aveva permesso ad ognuno di rivedere l'utilità della sua presenza per tutti.
Gesù fa vedere come quella donna che era percepita da tutti come motivo di scontento e disagio, in realtà è il fondamento su cui si rompono gli egoismi e si ricompongono relazioni umane, è colei che sa aprire la porta a chiunque e lo sa accogliere senza mettere prima di tutto il suo stato.

Riflessione personale:

Finalmente, Signori, c'è una cosa su cui siamo proprio uguali:
il sabato!
Anche per me il sabato non si tocca. Può succedere di tutto, ma il sabato è sabato e il sabato, succeda quello che vuole succedere, ci sono delle cose sacre, davvero sacre e le cose sacre non si toccano!!! Al massimo, posso posticipare un po' l' orario, per fare ... (completare) ma non i miei impegni non si eliminano.
Forse stai pensando che sono ebreo... Beh, veramente non è che dedichi proprio quel tempo a guardarmi intorno per riconoscere la bellezza dell'uomo e l'amore di Dio... Ma è meglio lasciare questo pensiero, altrimenti finirò col dirti che, alla fine, il sabato per me rischia sempre di diventare il contrario di come lo intendevi Tu.
Mi piace sapere che tu lo passavi a casa di amici. Lì, anche Tu, hai trovato il luogo migliore per venir fuori dalle tue delusioni, dalla tua stanchezza. Chissà quante volte vi siete raccontati le cose vissute insieme, non per raccontarle e basta (le avevate vissute insieme!), ma per tirare fuori quello che ognuno ha provato, imparando insieme a dire quello che tante volte fa blocco dentro e non vuole uscire; provando insieme a dare parole a pensieri che a volte si fanno solo dentro di sè...
Mi sarebbe piaciuto stare con voi qualche volta. E poi la cena insieme, preparata da qualcuno, e voi lì fino a tarda ora. Anch'io sto con gli amici il sabato, insieme a loro ... (completare).
Quel giorno, andando da Simone, hai fatto un'esperienza speciale. Quel disagio letto nella faccia di chi ti ha aperto la porta, il tuo ascoltare e la tua decisione di andare dove c'era una persona in difficoltà. Ma come hai fatto a non pensare "Che settimana! Che giornata! Possibile? Non me ne va una dritta!!!"? Come hai fatto a lasciare da parte tutto quello che ti si era aggrovigliato in settimana, nei pensieri, nel cuore e nello stomaco e a pensare a lei? Quando a me si aggroviglia qualcosa, anche da una sola di quelle tre parti divento ... (completare)
e forse sono proprio come chi ti ha aperto la porta quel sabato.
Sai, Signore, ho davvero bisogno di diventare meno miope per essere più umano. Brutta malattia la miopia: fa vedere un mondo piccolo piccolo quando è grande, fa vedere solo vicino a sè, quando è un po' più in là che c'è forse bisogno di me. Io tante volte, anche a casa ... (completare).
Vivendo così proprio non riesco a capire nè ad imparare che pensare solo ai miei interessi, dare tutto per scontato, credere che i miei diritti non si toccano per niente, mi rende sempre meno umano, sempre più capace di "coccodrillare" e meno di sporcarmi le mani per gli altri. Perdonami Signore.

Preghiera corale:

Ciascuno legge la parte di preghiera che sente propria.

Impegno:

Trovare il tempo, lo spazio ed iniziative per farsi vicino ad una persona che sta male.

Canto finale:

Un giorno tra le mie mani.

 

Vieni, Signore Gesù nel cuore dell'uomo...

... che ha paura

 

 

Vieni, Signore Gesù nel cuore dell'uomo...che ha paura.

Novena per Natale

A cura di: Equipe Animatori Collemeto
Data 2007-04-15
Descrizione Il confronto con i pastori.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Scoprire la possibilità di una relazione personale con Gesù pienamente uomo e figlio di Dio superando un'adesione alla fede secondo forme intimistiche.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Ascolto della Parola:

Lc 2,8-11

Commento:

Note utili:

I pastori hanno paura, sono in una difficoltà di vita; si spaventano, c'é qualcosa che non riescono a dominare. Chi va loro incontro accoglie la loro difficoltà e poi dà l'annuncio. L'annuncio, per i pastori, significa movimento. Diamo voce alla paura dei pastori: Che sta succedendo? Un terremoto, una catastrofe naturale... no, sarà Dio che ci vuole punire per non aver rispettato i comandamenti, per aver bestemmiato...La paura è stata accompagnata dal dubbio e dall'ansia. Tutti e tre questi sentimenti sono propri dell'uomo. Sin da piccoli si fanno i conti con la paura, i bambini la superano con la dipendenza dai genitori. Da grandi essa si manifesta nel modo di mettersi di fronte al mondo. Si manifesta come necessità di difendersi a livello fisico, affettivo, spirituale. Non è facile riconoscere le proprie paure. Come fare?

  • non avere paura di avere paura:bisogna accettare le proprie paure e viverle, cioè parlarne, cercare gli altri, non sfuggire le situazioni
  • rinunciare all'idea che le paure si superano con la forza di volontà ma facendosi aiutare dagli altri.

Un aiuto a riconoscere le nostre paure viene dall'osservazione del nostro modo di fare:

  • quando siamo violenti (fisica e verbale)
  • quando usiamo le bugie
  • quando usiamo le ipocrisie.

Compagno della paura è l'ansia, essa intacca il sistema motorio e neurovegetativo in modo da sospendere l'azione. I pastori superano la paura accettando di muoversi, fidandosi delle parole dell'angelo.

Preghiera personale:

Riconosciamo una nostra paura di questo tempo e parliamone con il Signore.

Preghiera corale:

Signore, non mi piace ammettere di avere paura eppure sono tante le cose che mi spaventano. In questo periodo, in particolare sono bloccato dalla paura di......... Ti prego, Signore, aiutami a superare la tentazione di fuggire di fronte ad essa, domani il coraggio di ammettere la mia paura, senza sentirmi un vigliacco o un debole. Donami la forza di rivolgermi a chi può aiutarmi a superarla e di allontanarmi da chi, invece, mi aiuta a sfuggirla. Aiutami a superare le ansie quotidiane che bloccano i miei slanci e mi lasciano immobile. Accoglimi tutte le volte che avrò il coraggio di rivolgermi a Te. Amen

Proposta di impegno per la giornata:

Chiedere aiuto ad una persona che pensiamo possa aiutarci sulla paura che abbiamo riconosciuto.

... che prova dolore

 

 

Vieni, Signore Gesù nel cuore dell'uomo... che prova dolore.

Novena di Natale

A cura di: Equipe Animatori Collemeto
Data 2007-04-15
Descrizione Il confronto con Maria.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Scoprire la possibilità di una relazione personale con Gesù pienamente uomo e figlio di Dio superando un'adesione alla fede secondo forme intimistiche.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Ascolto della Parola:

Lc 2,4-7

Commento:

Note utili:

L'immagine che abbiamo di Maria, più che di una donna reale, sembra quella di una statua, bella ed immobile. In realtà, di lei il Vangelo non ci dice tanti dettagli che noi le attribuiamo, ad esempio non sappiamo se fosse davvero così bella: evidentemente, per realizzare l'amore, la bellezza non è importante!

Sicuramente, però, come ogni donna, normale, Maria prova affetto, tenerezza, simpatia, ansia, tristezza. Sicuramente è innamorata di Giuseppe e desidera costruire la vita con lui. Inaspettatamente, però, la realizzazione del suo desiderio deve passare attraverso il dolore: le viene chiesto di accogliere una maternità che mette a rischio il suo rapporto con Giuseppe. Dinanzi a questo dolore, Maria sceglie la strada del silenzio: non spiega niente a Giuseppe, lascia che anche lui scopra, nel rapporto col Signore il senso di quanto accade alla sua fidanzata. Questa sua scelta rinnova il loro rapporto, insieme si apriranno ad un progetto nuovo e impensato. La scelta di fare silenzio da' ad entrambi l'opportunità di vivere nel quotidiano passo dopo passo la vita, con le sue difficoltà, le sofferenze e le speranze. Quando, invece, si continua a ruminare sul proprio dolore, non si riesce a tenere fede a quello che si è scelto

Preghiera personale:

Riflessione :

  • c'è in questo periodo qualche motivo di sofferenza di fronte al quale mi agito e mi lamento, che non riesco ad accettare?
  • provo ad immaginare quale novità potrebbe generare il fatto di accogliere in silenzio questa sofferenza.

Proposta di impegno per la giornata:

L'animatore consegna ad ogni ragazzo un seme, con l'invito a piantarlo e attendere che germogli. Sarà il segno di una sofferenza accettata in silenzio che può generare vita..

Canto:

Kénosis

... che prova gelosia

 

 

Vieni, Signore Gesù nel cuore dell'uomo... che prova gelosia

Incontro di preghiera

A cura di: Equipe Animatori Collemeto
Data 2007-04-15
Descrizione Il confronto con Erode.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Scoprire possibile una relazione personale con Gesù pienamente uomo e figlio di Dio e superare un'adesione alla fede secondo forme intimistiche.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Ascolto della Parola:

Mt. 2,1-8

Commento alla Parola:

Note utili:

Erode era tanto turbato da richiama tutto il sinedrio per una riunione (organo preposto all'emanazione delle leggi ed alla gestione della giustizia): sommi sacerdoti, scribi.

Matteo, riprendendo tradizioni antecedenti, costruisce questa narrazione che ha un obiettivo principale, far conoscere Gesù

  • vs 6, citazione del profeta Michea: Gesù non è solo il figlio di Giuseppe e Maria ma è il Messia atteso da Israele che guiderà il popolo
  • Erode stesso nomina questo re sconosciuto come "il Cristo"

Proviamo a dare voce ai probabili pensieri e sentimenti di Erode in questa occasione:
Questi uomini devono essere pazzi! Non esiste da nessuna parte un altro re all'in fuori di me; si saranno sbagliati.
Eppure è strano a crederci, non sono certo straccioni o ubriachi ma uomini nobili; sono costretto ad indagare sulla questione, devo sapere se esiste veramente questo presunto re; solo conoscendo tutto potrò difendermi, potrò tutelare il mio trono.
E se il popolo di Gerusalemme dovesse venire a sapere dell'esistenza di un nuovo re? Potrebbero esserci disordini, insurrezioni contro di me; no, il popolo non deve sapere.

  • Erode è geloso di Gesù: un altro re mette in pericolo il suo ruolo, il suo potere, i suoi possedimenti.
  • La gelosia lo fa turbare molto, la sua insicurezza e paura di perdere tutto ciò che ha, lo fa chiudere ad una novità; a lui non interessa sapere se è una novità bella anche per il popolo (che lui guida), vuole sopprimere questa novità per non turbare lo stato di fatto.

Per noi:

  • la gelosia si esprime con una visione possessiva del mondo, degli altri, delle cose ed è così forte che comunque si rende visibile, deve sempre trovare uno sbocco.
  • E' un residuo infantile che, da piccoli serve per vivere, ma da grandi fa soffrire molto e fa chiudere di fronte ai cambiamenti e alle separazioni senza favorire il dialogo con la realtà

cosa si può fare

  • avere il coraggio di fare un costante esame di coscienza che permette di cogliere l'origine e il significato dei nostri sentimenti
  • accettare la responsabilità delle proprie emozioni e pensare che non si è obbligati ad assecondare sentimenti distruttivi
  • Noi, figli di Dio, abbiamo una grande potenzialità di cambiamento e di crescita; pensare o dire che non riusciamo a cambiare porta a generalizzare il malcontento e ci fa ripiegare su noi stessi.

Preghiera corale:

Signore, non mi piace ammettere di avere paura eppure sono tante le cose che mi spaventano. In questo periodo, in particolare sono bloccato dalla paura di... Ti prego, Signore, aiutami a superare la tentazione di fuggire di fronte ad essa, domani il coraggio di ammettere la mia paura, senza sentirmi un vigliacco o un debole. Donami la forza di rivolgermi a chi può aiutarmi a superarla e di allontanarmi da chi, invece, mi aiuta a sfuggirla. Aiutami a superare le ansie quotidiane che bloccano i miei slanci e mi lasciano immobile. Accoglimi tutte le volte che avrò il coraggio di rivolgermi a Te.

Impegno:

Pensare a due persone di cui siamo gelosi, vediamo per che cosa lo siamo e facciamoci aiutare da un animatore a superare questo sentimento.

Canto:

Kénosis

... che prova invidia

 

 

Vieni, Signore Gesù nel cuore dell'uomo...che prova invidia.

Novena di Natale

A cura di: Equipe Animatori Collemeto
Data 2007-04-15
Descrizione Il confronto con Erode.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Scoprire possibile una relazione personale con Gesù pienamente uomo e figlio di Dio e superare un'adesione alla fede secondo forme intimistiche.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Ascolto della Parola:

Racconto dei versetti Mt. 2,9-15 Lettura del versetto Mt 2,16

Commento alla Parola:

Note utili:

Probabili pensieri e sentimenti di Erode:

  • Erode vedendo che i Magi non sono tornati ha intuito che effettivamente il bambino che è nato è di stirpe regale.
  • Erode è invidioso: questo presunto re, è atteso e cercato addirittura sin dalla nascita, è oggetto di adorazione e di doni preziosi, doni che a lui non sono stati offerti
  • Erode è invidioso a partire dai pensieri che fa sul futuro di questo bambino, di ciò che potrà diventare e del potere che potrà avere, sebbene questo non abbia ancora alcuna consistenza reale.

Per noi:

  • noi possiamo essere invidiosi soprattutto nelle realtà di studio, lavoro, collaborazione, nelle relazioni
  • chi è invidioso non attacca mai apertamente l'altro, ma cerca di minimizzare il bello di ciò che questi fa, di screditarlo, di evidenziare problemi, difetti, cose negative; quando possibile cerca di ignorarlo.

Come superare l'invidia:

  • occorre avere degli obiettivi da perseguire nella propria vita, un cammino da compiere, facile o difficile che sia
  • l'invidia si nasconde dietro le frasi, pronunciate giudicando chi si ha di fronte o se stesso, del tipo "è facile che...", "è difficile che..."

Preghiera:

Prepararsi per andare a fare i complimenti per una cosa bella che riconosciamo in un altro e che noi non abbiamo.

Impegno:

Riconoscere una situazione in cui dico"per me è difficile " e andare a parlare con una persona per cui secondo me quella cosa è facile.

Canto finale:

Kénosis

... che prova simpatia

 

 

Vieni, Signore Gesù nel cuore dell'uomo...che prova simpatia.

Novena di Natale

A cura di: Equipe Animatori Collemeto
Data 2007-04-15
Descrizione Il confronto con i magi.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Scoprire la possibilità di una relazione personale con Gesù pienamente uomo e figlio di Dio superando un'adesione alla fede secondo forme intimistiche.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 5 a 30 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Esperienza iniziale:

L'animatore presenta i Magi, persone che nel loro viaggio verso Betlemme sono state mosse non da calcoli o dalla certezza di quello che avrebbero trovato, ma dalla simpatia, che è un'intuizione del cuore. Forse, di fronte a Gesù, i loro pensieri saranno stati di questo genere: "Cosa ci assicura che questo bambino sia Dio? Cosa ci dice che è proprio quello che cercavamo? Ci siamo fidati di un'intuizione: in un uomo si manifesta la gloria di Dio. Dio dei cieli, abbiamo la tua bellezza in una stella, ora la ritroviamo in un bambino..."

Ascolto della Parola:

Mt 2, 1-2.9b-12

Commento:

Note utili:

  • La simpatia è un'intuizione affettiva che si presenta in modo immediato e spontaneo. Ha radici nei ricordi più lontani della nostra vita: chi ci è simpatico ci parla di bellezze già "assaggiate".
  • La simpatia è un sentimento indispensabile perché nasca un rapporto d'amore o d'amicizia, ma anche per mantenere nel rapporto novità e calore.
  • Nella nostra cultura la simpatia può generare qualche sospetto, sia in chi la prova sia in chi ne è oggetto, per le emozioni che si porta dietro, che non siamo abituati ad esprimere. Inotre se si esprime simpatua ad una persona dell'altro sesso, spesso questa viene interpretata "automaticamente" come anticamera di un desiderio di coppia; invece può diventare un'esperienza molto bella e ricca se apre la strada all'amicizia. Tutti sappiamo renderci in certa misura simpatici; ma la simpatia è un dono che, se non viene coltivato, può scomparire. Alcuni atteggiamenti permettono di coltivarla: la sincerità e semplicità, l'attenzione ad esprimere la propria simpatia per l'altro attraverso il sorriso, lo sguardo, gli atti di gentilezza, l'ascolto attento, senza lasciarsi intimidire dalla sua risposta.

Preghiera personale:

Riflessione:

  • come faccio spazio alle mie simpatie? Come reagisco alla risposta dell'altro? Come le giudico e interpreto?
  • A cosa dovrei fare più attenzione per coltivare positivamente le mie simpatie?

L'animatore può proporre ai ragazzi di condividere la propria riflessione in gruppetti di 3-4

Proposta di impegno per la giornata:

L'animatore consegna ai ragazzi un cioccolatino da offrire ad una persona che ispira loro simpatia, con un sorriso o con un bigliettino di spiegazione.

Canto finale:

Kénosis

 

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