Hai dimenticato la password?

Michele, un campione dell'oratorio

A cura di:Équipe I Media 2000-2001
Data2001-03-03
DescrizioneMichele Magone è un allegro monello tutto da scoprire, che ci aiuterà, in questa unità di percorso, a tessere relazioni autentiche con gli altri.

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontriamo Michele Magone un allegro monello che ci indica la strada per la santità. Per osare come lui, ci smascheriamo nelle relazioni con gli altri e proviamo ad intuire il nostro volto.

Cosa stimolare

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
NumeroDa 10 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni)Bambini (5-10 anni)Itinerario indicato per Preadolescenti (10-14 anni)Adolescenti (14-18 anni)Giovani (18-26 anni)Adulti (26 anni+)
Preadolescenti
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
  • Particolarmente adatto perQualsiasi periodo.

    Metodo

    Durata16 incontri
    Animatori richiesti2
    ContenutoIdee ed esperienze
    1. Incontriamo Michele Magone, un allegro monello
    Tempo richiesto:
    • Incontriamo Michele, ragazzo come noi; la sua parte è quella del forte.

    Gli animatori presentano una parte di un copione in cui si rappresenta una bravata di una certa "Banda della mano nera". Per poter giungere all'interpretazione dei personaggi, li analizziamo insieme(cosa fa, come parla, chi è per glia altri).

    Proviamo con il copione alla mano, mettiamo in scena e riprendiamo con la telecamera.

    Rivediamo insieme le riprese facendoci la "critica".

    Tempo richiesto:
    • Insieme a questa "maschera" altre si alternano sulla scena:il bravo ed il bello.
    • Il forte, il bravo ed il bello, sono tre parti che assicurano l'applauso.
    • Come Michele anche noi indossiamo una maschera.

    Mettiamo in scena e riprendiamo con la telecamera dei monologhi che rappresentano il forte, il bravo, il bello.
    In assemblea abbiniamo le maschere ai monologhi.
    Queste maschere si indossano in teatro per caratterizzare i personaggi.

    Individuiamo il protagonista della parte di copione che abbiamo messo in scena: Michele il "forte".

    Vediamo degli spezzoni di Film in cui agiscono i tre tipi. Associamo i tipi con frasi e comportamenti che li caratterizzano.

    Cosa ottiene ciascun tipo con il proprio modo di fare? Discussione.

    Ci dividiamo in sottogruppi e in base alle caratteristiche del forte, del bravo e del bello, tracciamo la maschera dei componenti di un altro sottogruppo e spieghiamo i motivi della scelta.
    Per esempio: "Osvaldo indossa ogni giorno la maschera del forte, perché dà ordini a tutti.

    Riflessione personale per verificare se ci riconosciamo in quanto detto dagli altri

    Tempo richiesto:
    • Michele, il "forte", incontra un adulto che si prende cura di lui e lo invita a sperimentare la compagnia degli altri in modo nuovo.

    Diapomontaggio sulla storia di Michele Magone: incontro con don Bosco e primi tempi in Oratorio

    Analizziamo il diapomontaggio, guardando le figure di Michele e don Bosco

    Ogni ragazzo scrive un breve racconto dell'incontro con un adulto che si è preso cura di lui.

    Ispirandosi alle singole storie, gli animatori scrivono per ogni ragazzo un breve monologo teatrale.

    Rappresentazione dei monologhi, che vengono ripresi con la videocamera uno per uno.

    Visione comune di tutti i monologhi.

    Tempo richiesto:
    • In Oratorio Michele scopre che l'allegria non va d'accordo con la maschera.

    Radiodramma:Crisi di Michele e dialogo con Beppe suo amico e don Bosco.

    Tempo richiesto:
    • Anche noi, se vogliamo stare in allegria con gli altri e coltivare insieme i l nostro interesse per il teatro, dobbiamo fare la fatica di lasciare la nostra maschera.

    Gioco dei mimi in cui in segreto si dà a qualche ragazzo il mandato di disturbare il gioco. dalla rilettura del gioco possono uscire gli ostacoli che impediscono l'allegria in mezzo agli altri (non rispettare le regole, prendere in giro, mettere il muso, sbuffare e brontolare).

    Riflessione personale per riconoscere i propri modi di fare che ostacolano l'allegria.

    Tempo richiesto:
    • Superando le difficoltà con l'aiuto degli altri, Michele comincia ad intuire per sè una strada.

    Rappresentazione teatrale degli animatori sull'intuizione di Michele.

    Lettura insieme della rappresentazione.

    Tempo richiesto:
    • Scopriamo anche noi la gioia di affidarci a qualcuno.

    Gioco di interazione (percorso guidato in cui i ragazzi sono bendati). Tappa finale del gioco è la cappella in cui viene letto il brano del colloquio tra Michele e don Bosco e ad ogni ragazzo viene affidata un'altra persona da aiutare su una cosa concreta.

    Tempo richiesto:
    • Senza maschera Michele vede dentro sè ed intorno sè cose mai viste prima.

    Direttamente da Torino, registrazione di alcune interviste sugli ultimi mesi di Michele Magone in Oratorio.

    Sintesi/identikit su Michele Magone.

    Tempo richiesto:
    • Percorrendo la sua stessa strada possiamo guardare in maniera nuova noi stessi e gli altri.

    Riflessione personale per riconoscere le proprie doti e ricchezze che perrmettono di stare bene in mezzo agli altri.

    Tempo richiesto:
    • L'esperienza di Michele non può essere solo per noi raccontiamolo ad altri con uno spettacolo teatrale per la feste di don Bosco.

    Preparazione di uno spettacolo da rappresentare per la festa di don Bosco.

    Cfr.: C.M. Guzzetti "MIchele, quel birbante!" "Avventure di un piccolo gangster" L.D.C. Leumann, Torino 1974

    Dramatizzazione

    Personaggi: narratore

    Don Bosco

    Michele

    Banda della Mano nera (una voce)

    Beppe

    Ragazzi dell’oratorio di don Bosco (tre voci)


    Ambientazione: Stazione, un panchina, rumori di treni in partenza e vociare di persone

    Don Bosco è a Carmagnola e aspetta il treno per Torino. Ad un tratto le urla di alcuni ragazzi lo distolgono dai suoi pensieri.

    Banda:entra un gruppo di ragazzi Attenti! Pronti? …arrivano!!! Guai a chi scappa! Infami che non siete altri, noi della banda della Mano Nera ve la faremo pagare.

    Don Bosco si dirige immediatamente verso il luogo da cui provengono le grida. Arrivato sul posto, vede una decina di ragazzini che le suonano di santa ragione a quattro ragazzi, più grandi di loro. Tra tutti uno si nota in modo particolare: dà gli ordini, ad accorrere con prontezza dove occorreva un aiuto.

    Michele: Attento a destra, dai un pugno a quello più grande…

    Vedendo don Bosco che si avvicina, i ragazzi interrompono la loro lotta e i quattro, ormai abbastanza malconci, se la danno a gambe.

    Banda:Andiamo via! Non è giornata per noi, ma ci rivedremo presto.

    Anche gli altri ragazzini, temendo di essere rimproverati, scappano. Rimane solo Michele ben piantato sulle gambe. Guarda don Bosco che si avvicina, con la ferma intenzione di far vedere come il generale della Mano Nera è in grado di tener testa anche ad un prete.

    Michele: Perché vieni a rovinare i nostri giochi?

    Don Bosco: Sono un vostro amico.

    Michele: E, allora, cosa vuoi da noi?

    Don Bosco: Vi sentivo gridare in un modo! Vi stavate picchiando, non è vero?!

    Michele: Ma che picchiarci!!! Stavamo solo scherzando!

    Don Bosco: Allora, posso giocare anche io?! Ma prima, dimmi chi sei.

    Michele: Se ti interessa saperlo, sono Michele Magone.

    Don Bosco: E gli altri?

    Michele: Gli altri sono i miei compagni della Mano Nera e io sono il loro generale.

    Don Bosco: Dunque, mio bravo generale, quanti anni hai?

    Michele: Ho dodici anni, li ho compiuti proprio la settimana scorsa.

    Don Bosco: Frequenti il catechismo?

    Michele: mmh…ma certo che lo frequento! (con tono ironico)

    Don Bosco: Ed hai imparato un mestiere?

    Michele: Certo!! Sono bravissimo… a non fare niente.

    Don Bosco: Questo non è un bel mestiere, non ti porterà lontano! Vai a scuola?

    Michele: Ci sono andato fino in terza elementare, ora non ne ho più voglia.

    Don Bosco: E i tuoi genitori non dicono niente, non ti sgridano?!

    Michele: Il tono di Michele diventa meno polemico e inizia il suo racconto. Mio padre è morto. Mia madre lavora tutto il giorno e sa poco di quello che combino.

    Don Bosco: Ma, almeno, provi ad aiutarla?

    Michele: …la faccio solo disperare…

    Don Bosco: Dimmi, cosa vorresti fare da grande?

    Michele: …bho, non lo so…

    Don Bosco: Un giorno o l’altro dovrai pur decidere di fare qualcosa! Senti Michele, ti piacerebbe venire a Torino con me? Potresti studiare o imparare un mestiere per aiutare tua madre ed i tuoi fratelli!

    Michele: Certo che mi piacerebbe! Sarebbe bello. Due dei miei amici sono già finiti in prigione…e forse, se non sto attento, potrebbe toccare anche a me! Purtroppo non posso farci nulla, perché sono povero.

    Don Bosco: Non ti preoccupare a questo penso io. Prendi questa medaglia e portala dal tuo parroco. Lui saprà riconoscerla. Digli che don Bosco vuole informazioni su di te. Ciao Michele, ti aspetto a Torino!


    Ogni uso di tipo commerciale deve essere autorizzato. Per ulteriori informazioni, contattare puntodialogo@animare.it.