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Dio, il Qualcuno che ha come noi il desiderio di amare - Allegato n.2

Sembra strano dire di Dio “come noi” ma noi abbiamo esperienze piuttosto piccole e facciamo molta fatica ad immaginare persone diverse da noi, per questo Dio non se la prenderà a male se osiamo dire “come noi”.


Dio ha il desiderio grande dell’amore e per questo desiderio, come farebbe ogni uomo che non è semplicemente un illuso romanticone, da sempre si è dato da fare. Dio ha anche parlato e il suo darsi da fare per i desideri che ha è strettamente legato alle parole che ha pronunciato.

Vediamo come parla Dio:

lo fa per creare un’intesa e tessere una relazione

All’inizio questa intesa l’ha cercata con Abramo, un uomo di cui sapeva i desideri grandi e irrealizzabili e verso il quale si è fatto vicino proponendogli di andare in un paese lontano, cioè di abitare un modo di vivere nuovo di lasciare le cose di cui si sentiva sicuro, cioè i modi di fare che aveva imparato da suo padre, dalla sua cultura, per aprirsi a modi nuovi e poter realizzare quindi i suoi desideri. Abramo non capì molto ma i suoi desideri erano più forti delle sue abitudini e delle mode del suo tempo e accettò sulla parola. Con lui Dio si fece amico così intimo da chiedergli di dirsi con chiarezza che erano amici, cioè che si sceglievano, che si impegnavano reciprocamente a darsi fiducia, a collaborare per i desideri e i progetti che si comunicavano.


Questa storia di amicizia Dio la cerca con Abramo, ma poi la tiene viva con tutti gli uomini e nella storia la ripropone continuamente ovunque nasca una vita. E parole che dice in queste amicizie sono soprattutto promesse che lo impegnano direttamente e alle quali non viene meno. Risono però anche parole dure che fanno chiarezza sui tradimenti degli uomini suoi amici, su tutte le infedeltà al patto d’amicizia di chi si lascia attrarre da modi più a buon mercato per realizzare i propri desideri: Dio non ha mai accettato di far finta di niente quando le parole degli amici suoi erano solo parole che poi non diventavano realtà, non impegnavano a far seguire i fatti.


Il nostro Dio che usa così le parole è un Dio difficile da conoscere perché la sue parole potrebbero anche sembrarci i nostri pensieri, le nostre intuizioni, forse i pensieri migliori che riusciamo a fare, ma sempre nostri. Per questa difficoltà a riconoscerlo, a dare fiducia a ciò che è bello ma può sembrarci impossibile Dio ha deciso di far diventare a sua Parola un Uomo.

Così Dio usa la Parola per stare con noi.

Per fare questo solo la sua fantasia e la sua creatività potevano generare quell’avvenimento straordinario, nel senso di non più ripetibile che è l’incarnazione della Parola, del Verbo, come dicevano i latini, del Figlio suo. Dio non si è accontentato degli SMS, voleva uno stare con noi che fosse concreto concreto, di quelli che si toccano. Da questo suo desiderio viene quindi Gesù, quel bambino che nacque a Betlemme per un dovere civile dei suoi genitori che venivano da Nazareth. Gesù è questa Parola di Dio che si fa Uomo, viene sule strade del mondo, si fa vedere e toccare da bambino; poi da grande, sarà lui a farsi avanti con molti, sempre in modo gratuito, sempre per esprimere il suo desiderio di amare l’uomo, sempre come un’offerta, senza imporsi dinanzi a nessuno, senza pretendere di essere corrisposto. Gesù vive le amicizie, la compagni della gente, l’incontro e lo scontro con i suoi avversari, gi affetti per le persone care sempre sbilanciato verso azioni e parole che vanno d’accordo, pronto a cambiare quello che causa una separazione fra le due cose, pronto a denunciare e a compromettersi, cioè ad usare le sue capacità e la sua disponibilità perché le parole diventino per tutti vita vissuta, vita che cambia.

Con questa scelta Dio rinuncia per sempre a legare l’uomo con le parole

E’ troppo importante per lui che l’uomo sia libero, non sa che farsene di un amore obbligato, compiacente per un tempo breve. Per questo Gesù non ha mai nascosto ai suoi amici chi era, le cose per cui lottava e si impegnava, quello che pensava, per questo non si è limitato a parlare, ma ha

anche invitato a stare con lui, a vivere con lui per vedere bene, per capire bene. Solo da questa chiarezza di vitae di parole il suo desiderio di amore lascia liberi gli altri di rispondere.

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