| L’animatore, in cappella, fa passare un cestino dove vi sono dei bigliettini che riportano, ognuno, il nome di un apostolo e invita a prenderne uno. Poi chiede:
- somigli a quell’apostolo?
- Ti senti parte del gruppo di Gesu’?
Invita i partecipanti ad esprimersi e poi legge Mt10, 16-25. Idee per il commento: I discepoli sono paragonati a delle pecore che sono in mezzo ai lupi. Che cosa può succedere loro? Chi le manda sa che vanno incontro all’ostilità, a trame omicide perché lui ha avuto lo stesso trattamento, anzi, secondo Gesù ci sarà una crescita evidente di ostilità. Di fronte a ciò che rischia di mettere in crisi i discepoli, Gesù propone:
- la saggia semplicità = cuore integro sull’esempio del maestro, non l’astuzia insidiosa né l’ingenuità istintiva.
- Coerenza integra e sano realismo.
Il discepolo quindi:
- non va in cerca fanaticamente della persecuzione
- non cede all’istinto morboso della persecuzione
- l’iniziativa della persecuzione viene da altri e l’unica motivazione per cui accettarla deve essere ben chiara: “per causa mia”, “a causa del mio nome”.
Gesù dice pure “fuggite”, l’invito non contrasta con quello di perseverare, rientra in quella logica di sapienza e libertà dei discepoli che non cedono al fanatismo del martirio. Dopo il commento l’animatore propone un momento di silenzio nel quale ognuno possa pensare se ci sono dei luoghi esterni o delle esperienze interiori in cui incontra o prevede di incontrare lupi per la scelta di essere dalla parte di Gesù Cristo secondo lo stile della comunità in cui vive.
Dopo c.ca 15/20 minuti l’animatore chiede di comunicare la riflessione. |