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Animare attraverso il gioco e lo sport si può?

Per rispondere chiediamoci: cosa è il gioco e cosa è lo sport? La domanda non è superflua, stabilire dei significati comuni e formulare una corretta definizione ci permette di riconoscere potenzialità e limiti dell’esperienza dal punto di vista educativo.

Il gioco è un’attività strutturata mirante ad una gratificazione immediata, svincolata da fini di produzione e da necessità di difesa individuale del gruppo o della specie. Il gioco possiede dunque due qualità particolari: la capacità di gratificare chi lo pratica e l’assoluta gratuità.

Se un’attività è gratificante per chi la pratica ma ha un fine particolare non può essere detta gioco: il fine del gioco è null’altro che se stesso.

In base al livello di strutturazione possiamo distinguere tre tipi di gioco: il puro divertimento, il trastullo, il gioco vero e proprio

Il gioco può svolgere alcune importanti e positive funzioni nel sistema sociale:

L’innovazione che consiste nell’esplorare in modo simulato comportamenti nuovi che ampliano le possibilità di relazione della vita quotidiana

La comunicazione che mette in relazione l’individuo con la realtà delle norme sociali consentendo sia la conservazione che l’innovazione

La liberazione della fantasia che consente di andare oltre ciò che è dettato dall’utilità e dalla finalità biologica

La ricerca della felicità che è la funzione centrale. Nel gioco ognuno può sperimentare la possibilità reale della felicità

Il dare stabilità ai sistemi di relazione tra le persone . Il gioco, infatti, fornisce propri schemi di relazione che permettono di interrompere l’accumularsi delle tensioni quotidiane tra le persone prossime.

Tra i giochi veri e propri rientra lo sport autentico che ha alcune caratteristiche particolari: si esplica prevalentemente attraverso la destrezza e lo sforzo fisico all’interno di un elevato livello di competitività.

Lo sport normalmente praticato a vari livelli si allontana, invece, dal mondo del gioco integrandosi con il mondo del lavoro e dell’economia, esso perde in tal modo valenza educativa, libertà, felicità e gratuità.

Attraverso l’attività ludico-sportiva l’animatore può perseguire alcuni importanti obiettivi educativi.

Contribuisce alla crescita della conoscenza di sé permettendo di prendere coscienza delle proprie possibilità e limiti e della integrazione psiche-corpo; favorisce la partecipazione al sociale; consente l’apertura al trascendente all’interno della scoperta del limite e dell’esperienza di scacco e fallimento.

L’attività ludico-sportiva non basta per coprire i tre obiettivi dell’identità, solidarietà e trascendenza ma il suo contributo può essere rilevante se si recupera la gratuità e se ad allenare è un animatore!

Fermiamoci qui! Siamo riusciti (con il fondamentale aiuto di M.Pollo) a comunicarti qualche idea nuova su gioco e sport? Speriamo di sì. Ammettiamo che concretizzare questi contenuti non è facile; per rendere meno ardua l’impresa continua a seguirci.

 

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