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Tempo di crescere

Un giorno Bellezza e Bruttezza s’incontrarono su una spiaggia. “Facciamo il bagno nel mare”, si dissero. Si svestirono e nuotarono nell’acqua del mare. E dopo un poco Bruttezza tornò a riva e si vestì con i vestiti di Bellezza e andò per la sua strada. Anche Bellezza uscì dall’acqua, e non trovando i suoi vestiti, troppo pudica per rimanere nuda, indossò le vesti di Bruttezza. E anche Bellezza andò per la sua strada. (K. Gibran)

 

E ancora oggi si scambia l’una per l’altra: le mode, il desiderio di apparire, di essere accettati, di rientrare in certi canoni di bellezza “annebbiano” la nostra vista e non ci permettono di riconoscerne i veri tratti.

L’esperienza della preadolescenza e i cambiamenti fisici che comporta, la scoperta che il proprio corpo diventa altro e fa diventare diversi, è l’occasione per confrontare le immagini di bellezza che vengono dalle mode e dal mondo dello spettacolo con la bellezza pensata da Dio per ognuno di noi, quella che viene dall’essere a Sua immagine e somiglianza.

Il percorso si articola in 4 incontri: l’1 e il 2 fanno riflettere sulla preadolescenza e riconoscere i cambiamenti fisici in atto; il 3 offre un confronto con i modelli sociali di “bellezza” e di successo; il 4 ci fa incontrare, attraverso Genesi 1-2 riscritto per i ragazzi, con l’uomo e la donna pensati da Dio.

 

Incontro 1

La tecnica introduttiva aiuta i pa a riflettere sulla diversità di tratti e di modi nel confronto fra la loro fanciullezza, e il tempo che vivono.

Il catechista prepara 2 cartelloni-puzzle su cui sono scritte esperienze possibili e desiderabili per i piccoli e per i grandi (Allegato 1a - Allegato 1b) ogni ragazzo ne sceglie alcune, e le inserisce in una griglia (Allegato 1c) che poi leggerà agli altri.

L’elenco può essere adattato ai ragazzi di ogni gruppo.

A questo punto ci si divide in due sottogruppi per sesso, che si sposteranno in sale diverse. Il catechista invita i ragazzi a rappresentare il proprio aspetto fisico in un disegno ( di fronte alla porta della sala si pone uno specchio in cui necessariamente chi entra si rifletta e dove può tornare a guardarsi durante il lavoro). Quindi ognuno mostra il proprio autoritratto agli altri; di volta in volta il catechista pone alcune domande/riflessioni che aiutino a riconoscere come i ragazzi si percepiscono (mancano alcune parti? a quali è stata data più importanza? quali aspetti ti piacciono di più di te e quali no?...)

 

 

Incontro 2

Si presentano i cambiamenti fisici della preadolescenza e si riflette insieme sull’essere maschio e femmina, per riconoscere i segni della differenza. E’ opportuno mantenere la suddivisione nei due sottogruppi della riunione precedente.

Il catechista mostra una sagoma - che presenta i tratti fisici fondamentali - e immagini dell’apparato genitale; insieme ai ragazzi, delinea i cambiamenti fisici dell’età; poi suscita, con opportune domande, una discussione/confronto su sentimenti, sensazioni, vissuti che questi cambiamenti generano. Terminata questa prima parte, il catechista raccoglie le domande che i ragazzi hanno a proposito dell’altro sesso, quindi passa alla presentazione dei cambiamenti fisici e dei tratti fondamentali che lo caratterizzano, con l’aiuto di immagini.

 

 

Incontro 3

In tempi di cambiamenti fisici, ogni ragazzo sente di dover aderire in qualche misura a una o più immagini “di successo” che il mondo circostante gli rilancia.

Per aiutare il membri del gruppo a riconoscere le immagini proposte dal grande “specchio” che è la cultura in cui siamo immersi, il catechista presenta un gioco di interazione. Su un tavolo dispone più immagini maschili e femminili, tratte da giornali, di adolescenti o giovani di successo, ad ognuna è attribuito un prezzo. Ciascun ragazzo ha a disposizione un budget di gettoni per acquistare quelle che ritiene più desiderabili. Può anche barattarle con i compagni.

Al termine della scelta, ciascuno è invitato a guardare alla propria selezione di immagini e a rispondere ad alcune domande fornite su una scheda.

Seguirà la presentazione in cerchio delle immagini scelte e delle risposte alle domande.

Il catechista offre una rilettura dell’esperienza: tutti noi cerchiamo di essere somiglianti a dei modelli perché ci appaiono belli, desiderabili, ci consentono di essere accettati e apprezzati, sembrano facilitare le amicizie e la vita in compagnia. Accanto a questi guadagni, però, c’è anche qualcosa di noi da perdere o da nascondere, perché appare inaccettabile.

 

Incontro 4: IMMAGINIAMOCI

È il momento di passare ad un’immagine che sia tridimensionale!

Si propone ai ragazzi di realizzare con materiali diversi (paste, cartoncino e colla…) un oggetto di loro invenzione. Ultimata l’opera, ciascuno la presenta al gruppo, svelandone il titolo ed esprimendo il proprio grado di soddisfazione rispetto alla riuscita.

Ogni creazione comporta rischi, incertezze e difficoltà, ma permette di dare vita a qualcosa che prima non esisteva: il catechista commenta con queste idee la ‘mostra’, quindi offre il confronto con un’altra esperienza di creazione, quella di Gn 1,26-2,8.18-24, attraverso la narrazione di una riscrittura poetica del testo da cui emergano i tratti di Dio creatore e dell’uomo fatto a Sua immagine (Il giardino del melograno).

È bene curare il momento narrativo creando un ground che favorisca la concentrazione e l’ascolto.

In sottogruppi, con l’aiuto di una pista, si propone di analizzare il testo per approfondirne il senso. Il catechista integra quanto emerge dall’analisi e offre la seguente riflessione: “Essere ad immagine di Dio per noi può significare essere capaci di fare e creare cose nuove, di entrare in relazione con gli altri e con il mondo. La vostra età è il tempo in cui provarsi rispetto alla propria immagine. I cambiamenti fisici sono il segno di una nuova identità, maschile e femminile, che emerge in ciascuno proprio ora”.

È utile che ogni ragazzo possa confrontarsi con questa prospettiva: per questo il catechista propone, in tempi diversi dall’incontro di gruppo, un breve dialogo personale sull’argomento con ognuno. In gruppo si conclude, invece, esprimendosi singolarmente su un’opera di creazione di sé che si intende avviare.

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