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Piccoli come un re

Un ritiro, da proporre ai bambini… magari in un castello

Siamo abituati a pensare ai re come a persone lontane nel tempo e nello spazio. Le “teste coronate” sono sempre di meno, ma continuano a esercitare un fascino particolare. Personaggi di storie e leggende, i re rievocano nell’immaginario collettivo, soprattutto nella cultura occidentale, figure che hanno il potere di decidere la sorte di stati e di popolazioni, che vivono in dimore sontuose, in castelli grandiosi, che sono circondati da una moltitudine di servi. Ma che cosa centra tutto questo con un piccolo pastore?

L’esperienza del giovane Davide ci mostra una storia differente: è un piccolo che viene scelto per diventare la guida di un popolo. Non è il più ricco, né il più forte, ma è pronto a realizzare i desideri di Dio. Un re anomalo, dunque, che, così com’è, umile e semplice, coglie di essere preferito e generosamente si mette a servizio del popolo.

La giornata, che prevede tre incontri interattivi e un momento di preghiera finale, può essere proposta per far vivere ai bambini in modo non usuale la festa di Cristo re.

I incontro: La vita difficile di un piccolo pastore

In questa prima parte della giornata il catechista invita i bambini a fare l’esperienza della vita quotidiana di un pastore dei tempi antichi. È la possibilità di prendere familiarità con il quotidiano di Davide, futuro re di Israele, che alla loro età faceva il mestiere del pastore, vivendo gran parte della giornata solo e lontano da casa. Perché questa esperienza si realizzi al meglio, è necessaria la disponibilità di un luogo all’aperto sufficientemente ampio e isolato, fra prati e boschi, o comunque in una struttura che disponga di un’ampia zona verde, con aree incolte.

Ogni bambino avrà a disposizione una borraccia, un bastone e un’ora di tempo per perlustrare da solo un’intera zona alla ricerca di alcune pecore di cartone (max 5 per bambino) che il catechista avrà nascosto in precedenza (cfr. allegato 1). Prima di partire alla ricerca delle pecore ogni bambino dovrà costruire un recinto di pietre nel quale poterle ricoverare. È opportuno in ogni caso che il terreno sia ben noto al catechista e che non presenti pericoli particolari.

Dopo che tutti i ragazzi avranno radunato le pecore nei recinti, il catechista chiederà loro quali difficoltà hanno incontrato nei panni di pastore e se c’è stata almeno un’occasione in cui hanno avvertito il bisogno dell’aiuto di altri.

Il catechista avrà cura di appuntare su un cartellone con la sagoma di un pastore (cfr. allegato 2) le difficoltà espresse dai ragazzi.

Secondo incontro: La scelta del re 

Dopo aver fatto una prima conoscenza di questo personaggio entrando nei suoi panni di pastore, alle prese con le sue difficoltà quotidiane, i ragazzi sono ora invitati a conoscere un passaggio chiave della sua storia(1 Sam 16, 1-13).

Davide passava la giornata lontano da casa ad accudire il gregge e nessuno in famiglia avrebbe pensato per lui una brillante carriera. Era il figlio minore di una famiglia numerosa, era piccolo e spesso silenzioso, e più di una volta era già capitato che gli altri di casa quasi si dimenticassero di lui. Eppure la sua vita un giorno inaspettato gli riserva una svolta clamorosa.

Il profeta Samuele si reca a casa di Iesse per poter scegliere tra i suoi figli il consacrato dal Signore. Iesse presenta al profeta, ad uno ad uno, i suoi figli a partire dal più grande, ma nessuno di questi sembra soddisfare il Signore il quale invita - in relazione alla scelta - a “non guardare al suo aspetto né all’imponenza della sua statura”. Così di fronte alla proposta dei candidati più illustri,  a partire dal maggiore dei figli di Iesse, la voce di Dio si esprime in  modo perentorio: “Io l’ho scartato, perché io non guardo ciò che guarda l’uomo. L’uomo guarda all’apparenza, il Signore guarda il cuore”. E’ soltanto a questo punto che lo stesso Iesse si decide a  portare alla presenza di Samuele il piccolo Davide, che davanti alla sorpresa di tutti viene scelto come il consacrato ed eletto re. 

La storia potrà essere narrata dai catechisti oppure rappresentata, ponendo l’attenzione a caratterizzare in modo particolare alcuni personaggi (soprattutto i fratelli di Davide). Per facilitare i bambini nella comprensione della storia, e nel confronto con i personaggi, è possibile  aggiungere alcuni elementi narrativi che nel racconto originale sono soltanto abbozzati. Per questo motivo in allegato sono riportate le caratteristiche di alcuni personaggi che dovranno emergere nel racconto (cfr Allegato 1).

Terzo incontro: Davide… uno di noi

Il catechista chiede ai bambini se conoscevano questa storia e se c’è qualcosa che li ha colpiti particolarmente. Per ripercorrerla insieme e confrontarsi con i diversi personaggi, si espongono le sagome di Davide e dei suoi fratelli (cfr. Allegato 2). Il catechista, con l’aiuto dei bambini, scrive su ogni sagoma le caratteristiche dei diversi personaggi, seguendo una pista di domande, del tipo: come si chiama il personaggio? Com’è fisicamente? Quali sono i suoi pregi? Perché viene scelto/non viene scelto da Dio come re?

A questo punto i bambini avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con i fratelli di Davide. Il catechista, facendo sdraiare un bambino su un cartellone, ne traccia la sagoma. Nello spazio così ottenuto ogni bambino potrà andare a scrivere una caratteristica dei fratelli di Davide che riconosce come propria. Il catechista guida il lavoro sollecitando i bambini, chiedendo loro di spiegare a tutti il motivo della caratteristica scelta con qualche esempio. Se necessario, può intervenire per aiutare i bambini a riconoscersi in maniera realistica portando egli stesso degli esempi, meglio se tratti dalla vita del gruppo.     

Terminato il confronto con gli altri personaggi, il catechista riprende il brano narrato e chiede ai bambini per quale motivo Dio ha scelto proprio Davide. Per stimolare e guidare la discussione si può utilizzare la tecnica della pallina: parla solo il bambino che ha in mano la pallina lanciata dal catechista; al termine si restituisce la palla al catechista che sceglie un altro. Dopo alcuni interventi, il catechista comunica in sintesi il motivo per cui Dio ha scelto Davide commentando il brano di Samuele (1 Sam 16,7). L’idea centrale è quella di Dio che guarda al cuore dell’uomo. Al Signore non interessa l’aspetto fisico, la forza, il potere, il denaro o le qualità intellettuali; la cosa più importante per Dio è poter entrare in relazione di amicizia con ogni uomo. Suoi preferiti sono quelli capaci di aprirgli il cuore con semplicità e di ascoltarlo con fiducia. Davide ci insegna che per poter essere amici di Dio non bisogna aspettare di diventare grandi né essere dei supereroi. Anzi, possiamo essere i suoi preferiti se ci impegniamo a fare bene quello che ci viene chiesto ogni giorno (in ogni caso un irresponsabile o scansafatiche non può diventare re) e se cogliamo ogni giorno le occasioni per incontrarlo. 

Conclusione

Per l’incontro finale il catechista può portare i bambini in cappella o in uno spazio, anche all’aperto, allestito appositamente per la preghiera. Sarà importante curare l’ambientazione sistemando "la Bibbia" aperta, il cartellone con il tema della giornata, le diverse sagome dei personaggi, il  posto per ogni bambino  (segnato da un cuscino o da una pietra su cui sedersi in semicerchio).

L’episodio della vita di Davide raccontato in questa giornata si conclude con la sua consacrazione: lo spirito del Signore discende su di lui. Davide è così destinato a diventare il nuovo re di Israele. La sua gioia per questa esperienza di incontro con Dio viene ripresa e bene espressa dal canto “Quando lo spirito vive in me” (cfr. allegato 3) che i bambini potranno imparare all’inizio di questo incontro conclusivo.

Il catechista ringrazia i bambini per la partecipazione a questa bella esperienza e li invita a prendere l’esempio di Davide a diventare “piccoli come un re”. Per questo regala ad ognuno di loro un segno: un quaderno, personalizzato con il nome di ogni bambino, sul quale appuntare alla fine della giornata i motivi per cui ringraziare il Signore e gli altri o chiedere perdono. Si tratta di un piccolo allenamento quotidiano con cui i bambini possono imparare a riconoscere i doni ricevuti e ad accrescere la consapevolezza che obbedire chiede di rinunciare ad avere tutto per sé, ma apre all’incontro con Dio.

L’incontro si conclude con il canto Quando lo Spirito vive in me che vuol essere un augurio per i bambini perché possano davvero fare la stessa esperienza di Davide.

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