
Perché no una giornata per gruppi di bambini che, anche nei dintorni della celebrazione della Pentecoste, per avere un primo approccio diverso dal solito con lo Spirito Santo? La proposta, pensata per il secondo ciclo della scuola primaria, prevede una serie di giochi e di esperienze “ventose” per andare alla ricerca di Dio nel vento. I brani della Parola di Dio utilizzati sono 1 Re 19,11-13 - in cui si narra un famoso episodio della storia del profeta Elia - e Atti 2, il brano della Pentecoste. La presentazione di tali brani, da curare con diverse tecniche di narrazione, è inserita all’interno di un contesto ludico–esperienziale che ha come protagonista immediato il vento, metafora e strumento per la conoscenza di alcune caratteristiche di Dio. L’intenzione è che il gioco stesso, attraverso l’opportuna mediazione del catechista, divenga esperienza di trascendenza. Perchè questo sia possibile è importante che il catechista curi con attenzione i passaggi di contenuto tra i diversi momenti della giornata senza tralasciare i particolari legati all’ambientazione e alla narrazione.
I incontro
Giochi ventosi
I bambini sono invitati ad una giornata di giochi e prove da superare che hanno come filo conduttore un compagno quotidiano pieno di risorse, ma spesso sottovalutato: il vento. Coloro i quali saranno in grado di superare le prove individuali e di gruppo dimostrando di avere raggiunto una certa conoscenza e confidenza con questo elemento naturale, potranno ottenere la nomina di cavalieri del vento.
I giochi proposti, per cominciare, sono tre: percorso con cannuccia e ovatta, gioco del collage col ventilatore, aerei di carta.
I incontro
Un racconto che viene da lontano
Nella Bibbia il vento assume un ruolo importante. Anche se non è sicuramente un personaggio, viene utilizzato per farci comprendere, attraverso alcune immagini molto efficaci, qualcosa di Dio e come questi entri in rapporto con l’uomo.
Un episodio esemplare è quello raccontato in 1 Re 19, 11-13 in cui il vento leggero prelude all’incontro di Dio con Elia.
Il racconto è molto suggestivo, sia per la costruzione che per la situazione che presenta. Elia, il profeta, fugge da alcuni giorni dai suoi nemici che vogliono ucciderlo, è stanchissimo, dispera ormai di salvarsi e arriva al punto di chiedere a Dio di lasciarlo morire. Un angelo del Signore però gli porta da mangiare, gli dice di riposare, riprendere forza e poi rimettersi in cammino verso il monte Oreb, dicendo che lì avrebbe incontrato il Signore. Ed in effetti sul monte avvengono alcuni fatti prodigiosi: prima un vento fortissimo capace di spaccare le rocce, poi il terremoto, e ancora un fuoco spaventoso che nasce dal nulla; infine una brezza leggera, delicata, un soffio silenzioso, quasi una voce. Quel Dio potente che Elia chiama il Dio degli eserciti, si manifesta ora a lui proprio con questo soffio leggero. Elia riceve dal Signore nuove indicazioni per continuare la sua missione, ma anche la consapevolezza di essere con il Signore in una relazione intima e personale: Dio è per lui una voce delicata che parla nel silenzio e a cui occorre fare spazio, prestare attenzione.
Per la narrazione di questo episodio, il catechista potrà avvalersi della tecnica delle ombre cinesi che si presta molto bene, in questo caso, a coinvolgere i bambini all’interno del racconto. Le diverse fasi infatti (il vento forte, il terremoto, il fuoco, la brezza leggera) risultano rappresentabili in maniera semplice ed efficace con l’aiuto di qualche faretto colorato, un ventilatore e un telo leggero. Un attore con tunica nei panni di Elia dietro un telo bianco ben teso, un proiettore diapo o un faretto puntato da dietro e la voce narrante del catechista completano gli elementi necessari a questa tecnica antica e affascinante.
(per istruzioni particolari sull’impiego della tecnica è possibile consultare “Gli spettacoli per ombre cinesi”).
III incontro
Questione di vento
Dopo questa prima fase di ‘confidenza’ con l’elemento “vento” nelle sue diverse forme, i bambini sono chiamati a provarsi in un altro gioco per arrivare a definire le caratteristiche del vento.
Il gioco si presenta come una gimkana a squadre in cui, partendo uno alla volta, i partecipanti dovranno superare di corsa alcuni ostacoli, arrivare ad un’anfora dalla quale dovranno scegliere fra tante, una caratteristica che può essere attribuita al vento. Il gioco finisce quando una squadra ha raccolto dieci caratteri adatti al vento. Al termine, il catechista confronta i risultati delle due squadre, elimina le definizioni scelte ma non pertinenti e decreta la squadra vincitrice.
Tra le definizioni vi saranno quelle legate al brano precedentemente ascoltato che descrivono il vento come leggero, sottile, delicato, ma anche altre che rimandano alla forza e alla potenza del vento. Ora è arrivato il momento di conoscere meglio il vento a partire da queste ultime caratteristiche. Tenetevi forte!
Il catechista conduce i ragazzi in un luogo appartato e silenzioso (può andar bene una cappella o uno spazio all’aperto privo di distrazioni) e legge loro il brano in Atti 2,1-2, oppure lo racconta, inglobando nel racconto il suo commento. ovviamente sottolinea la manifestazione di Dio nel vento forte.
Infine il catechista riprende il cartellone con le caratteristiche del vento e chiede ai ragazzi quali vanno bene anche per descrivere Dio.
Nel confronto tra i due brani che sono stati narrati nel corso della giornata emergeranno facilmente due immagini abbastanza diverse di Dio, ma entrambe veritiere e capaci di manifestare due diversi modi di essere di Dio. Entrambi i modi inoltre, costituiscono una possibilità di riconoscere Dio nella vita quotidiana, quando prendere l’iniziativa e viene a cercarci.
IV momento
Il vento fra le mani
Il catechista propone una nuova esperienza per imparare a lasciarsi portare dal vento e fare esperienza di alcune caratteristiche riconosciute insieme.
Invita i bambini ad aprire un grande contenitore e a scoprire un aquilone, che proveranno a far volare in uno spazio aperto.
Al termine dell’attività verrà consegnato ad ogni componente il patentino di volo. Il patentino contiene le regole del cavaliere del vento.
V momento
La giornata si può concludere con la partecipazione insieme alla celebrazione eucaristica. Il celebrante possibilmente d’accordo con il catechista riprende
Anche nella storia di Gesù il vento compare ed ha un ruolo importante: c’è ma non si vede.
Il vento non si vede ma produce degli effetti così come pure lo Spirito.
Lo Spirito Santo è l’amore che Gesù dona ai suoi amici per essere sempre con loro.
Durante la Messa,o al termine, potrà essere consegnata ad ognuno dei partecipanti la vento card personale.

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