
Parlare di peccato ai preadolescenti è esperienza impervia: troppo radicata l’immagine di un Dio “contabile” con cui dover fare i conti (meglio evitarlo!) e l’idea di peccato quale solito elenco di “leggi” non rispettate.
Il tempo di Quaresima è una occasione privilegiata per proporre ai nostri ragazzi l’incontro con Dio che ha il volto di Gesù, è Amore e oggi è presente nella vita dell’uomo perché questi dia spazio all’amore.
Perdere l’occasione di questo incontro è un vero peccato per l’uomo!
Questo ciclo di preghiere propone di conoscere e attualizzare 5 incontri di Gesù durante la Passione e mette in luce le relazioni che Egli instaura. Sono incontri con chi ha perso l’occasione del passaggio di Gesù nella propria vita e con coloro che, proprio da quell’ incontro, hanno ricevuto una prospettiva diversa.
La preghiera proposta è di tipo esperienziale: parte dalla vita e, attraverso l’incontro guidato con la Parola, vi ritorna. I ragazzi possono così guardarsi dentro, decidere e compiere passi di conversione.
Ogni incontro è così strutturato:
- Lettura del tema [ALL. 1]
- Esperienza iniziale: prepara l’ascolto della Parola
- Lettura/narrazione della Parola
- Breve commento: chiarisce il collegamento con il tema e il legame tra la Parola e la vita
- Riflessione personale guidata: [ALL. 2] aiuta a rileggere la propria esperienza alla luce della Parola. Può essere comunicata in gruppo.
- Impegno/segno: un’azione concreta da compiere in settimana; il segno, da portare con sé, fa da memoria dell’impegno preso. All’inizio dell’incontro successivo si verifica l’operato di ciascuno.
- Preghiera corale: scelta a tema, conclude ogni incontro
1° Incontro
… di interessarmi gratis
Esp. Si ascolta ad alto volume la registrazione di una folla chiassosa.
Domanda - Cosa avete provato durante l’ascolto? Cosa avete distinto?
Parola: Mt 27,1-2.11-14.17-18.21b-26
Per il commento:
Anche Mt parla di una folla che fa da sfondo all’incontro non intenzionale né cercato tra Pilato e Gesù
Pilato: interroga per conoscere chi ha di fronte; subisce la pressione dei sommi sacerdoti, della moglie, della folla; si fa un’idea circa le responsabilità di Gesù e le motivazioni dei suoi accusatori e la esprime
Gesù: arriva da Pilato con una fama che lo precede e con delle accuse precise; è additato dai potenti e deriso dai più; per i suoi modi di fare incuriosisce; chi gli è stato vicino ha visto le cose belle che ha fatto.
Domanda - C’è vicino a voi qualcuno in una situazione simile? Perché?
Nell’incontro fra Pilato e Gesù
Pilato decide di non farsi coinvolgere e accontenta la folla.
Gesù non si difende, non usa parole violente, non cerca di convincere, si presenta come è, lascia l’altro libero di prendere posizione
Per noi oggi Gesù assume il volto di quelle persone emarginate che abbiamo riconosciuto:
nei loro confronti anche noi possiamo decidere di non farci coinvolgere per abitudine, per comodità, per fare come tutti; possiamo pure cogliere questa occasione e compiere un’azione che promuova il bene dell’altro: non violenta, rispettosa, che apra ad una relazione nuova.
Impegno: fare un gesto di attenzione o di cura verso…(persona riconosciuta nella riflessione). Segno: saponetta
2° Incontro
…di restare quando è difficile
Esp. iniziale: narrare ad un altro che sta di spalle un fatto importante degli ultimi giorni.
Risonanza: È stato facile raccontare? Perché?
Parola: Lc 22,54-62
Per il commento:
Gesù viene consegnato, condotto via per essere crocifisso. E’ notte, fa freddo.
Pietro lo segue da lontano: gli vuole bene, ha promesso di restare sempre con Lui. Mentre si scalda, una giovane donna lo riconosce. Egli arriva a negare di conoscere Gesù, nasconde la sua amicizia con Lui. Ha paura, si sente minacciato, non vuole sentirsi additato.
Il gallo canta, Gesù si volta e lo guarda. Questo sguardo pone Pietro di fronte al suo tradimento: non è stato coraggioso, è venuta meno l’amicizia, si rende conto di essere fuggito. Piange.
Anche per noi ci sono persone ed esperienze importanti. Non sempre è facile rimanere vicini, interessarcene: abbiamo paura di perdere qualcosa e ci allontaniamo.
Impegno: chiedere aiuto a qualcuno per non fuggire una situazione difficile. Segno: punes
3° Incontro
… di pensare a me
Esp. Leggere insieme un articolo di cronaca su un “caso umano”; reazioni a caldo
Parola: Lc 23,27-31
Per il commento:
alcune donne che assistono di solito i condannati, immedesimandosi nei loro sentimenti, qui seguono Gesù. Hanno il desiderio di condividere.
Gesù però non ha bisogno di essere compianto, sa cosa affronta: è la conseguenza della scelta di voler bene agli altri a tutti i costi. Non rifiuta la loro attenzione, le invita, però, a pensare a se stesse, a ciò che sta accadendo e che cosa significhi per loro .
Domanda - C’è qualcuno vicino a voi che sta affrontando una situazione difficile? Come vi siete avvicinati?
Per noi Gesù assume oggi il volto di queste persone in difficoltà:
con loro, possiamo svolgere il ruolo dei spettatori sensibili, ma convinti che la cosa non ci riguardi; reagire emotivamente … e perdere un’occasione!
oppure possiamo cogliere l’occasione per riflettere sulle nostre difficoltà e affrontarle invece di negarle.
Impegno: scheda per rileggere quotidianamente pensieri/comportamenti nelle situazioni di difficoltà [ALL. 3]. Segno: fazzoletto
4° Incontro
… di non rimanere solo
Esp. Sondaggio: “Ho fatto una fesseria…” : pensieri, azioni e sentimenti dopo un errore. Sul cartellone [ALL. 4] ciascun ragazzo crocia le frasi che riconosce proprie. Al termine si fa una classifica di gruppo.
Parola: Lc 23,39-43
Per il commento:
due uomini stanno subendo le conseguenze delle loro cattive azioni; sanno di meritarle. Dinanzi a loro c’è Gesù: innocente, accetta una sentenza ingiusta senza ribellarsi e perdona gli esecutori della sua pena.
Il suo comportamento provoca i due:
uno continua a pensare il potere a proprio vantaggio: il Messia potente, deve liberare se stesso e gli altri dalla croce
l’altro si confronta con Gesù; coglie in Lui una fiducia in qualcosa che gli sfugge, ma determina il Suo comportamento; desidera che quella fede diventi anche la sua. La paura di essere abbandonato diventa richiesta di compagnia.
Gesù gli offre la sua amicizia attraverso la promessa del “paradiso”. La sua risposta sarà esaudita “oggi”, non in un domani ipotetico.
Anche per noi, dinanzi ai nostri errori, si aprono due strade:
ritenere che non ci sia nulla da fare e continuare nella stessa logica;
riconoscere l’errore, assumersene le conseguenze, dire il proprio bisogno di aiuto e compagnia, perché sia possibile fare diversamente. Per chi sceglie questa via, Gesù si fa vicino con chi sa offrirci un punto di vista diverso, sa vedere nel nostro cuore.
Impegno: assumersi la responsabilità di una propria “fesseria”, chiedendo perdono a chi ne ha subito le conseguenze. Segno: chiodo
5° Incontro
Farsi sorprendere da Gesù
Esp. Come avviene la crocifissione e la morte di Gesù? (ciascuno racconta)
Parola: Lc 23,46-47
Per il commento:
è il momento della morte di Gesù. I discepoli si sono dileguati, la folla torna a casa sconsolata, alcuni conoscenti osservano da lontano. Gesù muore da fallito, abbandonato e deriso. E’ una conclusione sconcertante per i suoi
alla sua morte assiste un centurione: non è dei suoi, non conosce il Dio di cui Gesù aveva parlato, è un romano
ma riconosce in Gesù il Figlio di Dio. È strana la cosa, ci è riuscito perché non si è fermato a quello ha visto, ha cuore e mente liberi da pregiudizi e paure; non si aspettava niente da Gesù e per questo riconosce quello che gli altri non vedono.
Davanti alla croce noi ci fermiamo raramente. Possiamo essere come il centurione che non conosce il Dio di Gesù. Come lui, però, possiamo anche farci sorprendere da questo Gesù che è Dio e desiderare di conoscerlo.
Impegno: partecipare alle celebrazioni della Settimana Santa per “farci sorprendere” . Segno: lente

© 1997-2007 Associazione C.A.SA. - Via C. De Giorgi 84-85, 73100 Lecce
Ogni uso di tipo commerciale deve essere autorizzato. Per ulteriori informazioni, contattare puntodialogo@animare.it.