L’idea di fondo è che tali comportamenti ritualisiano solo all’apparenza secolari, mentre, in profondità, vadano ad intercettare delle istanze di senso
Occorre spostare l’ottica dell’analisi al livello di percezione degli adolescenti, se non si vuole correre il rischio di fraintendere ciò che alcuni riti propri dei ragazzi veicolano e comunicano ai giovani stessi
La domanda che urge davvero, invece, è: che cosa si intende per rito? Chiarire tale interrogativo è fondamentale se non si vuole rischiare di considerare ogni comportamento diffuso come un rito
Lo scenario di fondo in cui si inscrivono molti riti dei giovani è di tipo vagamente religioso, ossia contempla una sorta di riferimento al trascendente
La fede non è sentita come un fatto razionale, spiegabile, e, men che meno, come l’accettazione di un dato rivelato nella storia, ma come un percorso emotivo inspiegabile.
La novità che ha modificato lo scenario tradizionale del “porsi in essere” del rito, infatti, è da ricercare nella rete che ha creato una forma di prossimità virtuale,
I comportamenti rituali più condivisi dagli adolescenti da me intervistati, soprattutto i maggiori di sedici anni, sono sicuramente quelli connessi al sabato sera.