Tema del mese: Ferite e Feritoie!

Ferite o feritoie

Molte volte consideriamo le nostre ferite come ciò che ci impedisce di avvicinarci alle ferite degli altri. Nell’esperienza di volontariato in pediatria, l’incontro con situazioni particolarmente difficili e dolorose è arduo. Chi può sentirsi preparato al contatto con un bambino che sta diventando cieco o che è tormentato da forme gravi di sofferenza? Ma accade poi a tutti, nella vita quotidiana: dove trovare la forza, ad esempio, di andare a trovare un amico malato, se noi stessi soffriamo per la perdita di una persona cara?
Il dolore è un’arma potente ed è nelle nostre mani. Può distruggerci, diminuire la nostra capacità di vedere e toccare il dolore degli altri, renderci amari. Oppure può essere quell’onda che, infrangendosi costantemente contro le nostre durezze e i nostri egoismi, lentamente li sbriciola, li modella.
In queste settimane abbiamo avuto la fortuna di conoscere G. e la sua famiglia. Una famiglia normalissima ma trasfigurata dalla presenza di quel misterioso compagno di viaggio che è il dolore di un bambino. Abbiamo frequentato una stanzetta d’ospedale dove, intorno al letto di G., risplendono il sorriso, la tenerezza e la forza di due umanissimi genitori; per loro stessa ammissione, è stato quel figlio a trasformarli, a renderli capaci di affrontare il dolore a testa alta, a dare loro una speciale sensibilità e capacità di cercare e generare sempre calore, bene, bellezza. Perché la vita di un bambino reclama tutto questo.
Può sembrare paradossale ma invece è proprio così: chi viene colpito dal dolore spesso scopre una vita più piena, più bella di quella che sapeva immaginare prima, perché attinge ad una sorgente più profonda e più limpida. Bisogna scavare a fondo, infatti, per trovare quella fonte di vita che non si lascia travolgere dalla sofferenza. Bisogna certamente superare quelle visioni piccole piccole di felicità che ci fanno identificare la vita bella con l’assenza di problemi.
E allora? Le ferite sono un’occasione speciale nella nostra vita. Mettono a nudo la nostra incapacità di aprire il cuore ad altri, reclamano il nostro cambiamento: si può provare a rispondere. Come diceva don Tonino Bello, poeta di Dio, le ferite nostre, come quelle del Risorto, possono trasformarsi in feritoie attraverso le quali una luce nuova raggiunge noi e chi ci incontra.

Valentina

 

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