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L’esperienza dell’associazione “Famiglia Dovuta”

Più che un’intervista, una chiacchierata, di quelle che vorresti finissero il più tardi possibile. Perché ascoltare Luciana Iannuzzi significa entrare in tante storie di amore per la vita, soprattutto quando quest’ultima è ferita o nel bel mezzo di una tempesta. Luciana è una delle fondatrici di “Famiglia Dovuta”, associazione nata a Bari 23 anni fa. Abbiamo parlato di genitorialità proprio con lei che, quotidianamente, insieme a tanti altri volontari, è a servizio della famiglia, offrendo supporto e spazi di confronto per quelle coppie che si preparano a diventare genitori e a coloro che sono in un momento di crisi o che vivono situazioni di difficoltà.

Famiglia Dovuta nasce grazie all’intraprendenza di giovani volontari e alcune giovani coppie che hanno scelto di vivere un’esperienza di affido familiare. Nel tempo ha allargato il proprio raggio di azione, tessendo reti di collaborazione e costruendo spazi di dialogo con tutte le realtà in cui è coinvolta la famiglia.

Oggi l’Associazione, oltre a proseguire nell’esperienza dell’affido familiare, affiancando le famiglie ospitanti, garantisce l’accoglienza di minori extracomunitari che hanno bisogno di cure specialistiche, garantite dalla Regione Puglia, facendosi carico della responsabilità giuridica del minore e garantendo amicizia e vicinanza al bambino e alla sua mamma. Ultimo “risultato” è stato l’allestimento di uno spazio a misura di bambino “Con la testa tra le nuvole” presso il Tribunale per i minori di Bari, luogo in cui i bambini possono sostare e godere dell’animazione offerta dai volontari di Famiglia Dovuta in attesa di essere ascoltati dai giudici.

Genitori si nasce o si diventa?

Senz’altro di diventa. È un percorso di crescita continua a prescindere che si tratti di figli biologici o accolti in affido o in adozione. Diventare genitori significa diventare disponibili al cambiamento perché l’assunzione di responsabilità privata e sociale richiede una riorganizzazione familiare, ma anche una nuova apertura che può far diventare le persone impegnate nell’accoglienza agenti di cambiamento e di prevenzione.

Quali povertà riconosci nel modo di vivere il ruolo genitoriale?

E quali sono gli interventi di sostegno alla genitorialità che l’Associazione mette in atto? La solitudine, questa è la povertà più grande che investe i genitori di oggi. I genitori sono soli per tante ragioni. Può essere la vita frenetica, che ha tolto valore alla lentezza e alle occasioni di ascolto tra coniugi e tra genitori e figli, oppure il fatto di essere lontano dal proprio territorio di appartenenza, dalla propria famiglia di origine o trovarsi in un paese straniero (pensiamo ai tanti immigrati). Pertanto possono mancare le relazioni e si finisce per isolarsi. Ecco perché aiutare ad uscire dalla solitudine è l’obiettivo che la nostra Associazione si pone. Infatti cerchiamo di offrire spazio di incontro e di confronto. È solo nello scambio che le difficoltà vengono fuori e possono essere superate. E l’esperienza dell’altro può diventare illuminante anche per me. Non dimentichiamoci che questo significa scoprire di poter essere risorsa per altri, perché ognuno può donare qualcosa della propria esperienza.

Come vivono i genitori il proprio ruolo di padre e di madre?

Riconosci delle carenze, delle domande sospese.. Ci sono tanti genitori che sono soli e non possono godere dell’aiuto della famiglia allargata o della rete amicale. Tante mamme sono sole nell’educazione dei figli, per motivi diversi, e poi non è sempre vero che la figura paterna è latitante. Sono le madri che spesso non concedono il giusto spazio ai padri, anzi tendono ad escluderli, salvo poi tentare di coinvolgerli all’occorrenza. I padri vanno incoraggiati a prendersi il loro spazio nell’affettività, nella cura ed educazione dei figli; le madri dovrebbero scoprire il vantaggio di collaborare con i padri dei loro figli, facendo salvo il ruolo genitoriale anche in presenza di un conflitto di coppia.

Quali risorse hanno i genitori di oggi per affrontare con consapevolezza e responsabilità il loro ruolo?

I genitori di oggi si interrogano molto di più rispetto al passato. Sarebbe importante che loro, come tutti gli adulti, ponessero più attenzione al tema dei diritti dei bambini, perché questi non siano solo enunciati ma praticati. Tra i diritti ad una crescita serena, uno dei diritti, a nostro parere, più trascurato, è quello delle “piccole sofferenze”. Noi crediamo che le “piccole sofferenze” che derivano dai no, dalla fermezza di un rimprovero, da un limite posto, dall’invito ad aspettare e ad avere pazienza, costituiscano un diritto del bambino, perché lo fanno crescere e lo fortificano.

Oggi i genitori, un po’ per la fretta, un po’ per il senso di colpa, perché costretti ad essere lontano dai bambini, tendono a risparmiare ai propri figli tutte le occasioni di sofferenza e privazione. Un’altra risorsa che i genitori hanno è la possibilità di offrire ai figli occasioni di confronto con la diversità, sia che si tratti di persone di etnie diverse, sia che si tratti di persone diversamente abili, che, a differenza del passato, frequentano tutti i contesti di vita e pertanto possono essere anche questi motivo di crescita e riflessione. Anche come genitori aprirsi ad esperienze di solidarietà e di partecipazione alla vita della città, è occasione altamente educativa che li rendono testimoni credibili agli occhi dei figli. Spesso ci si impegna tanto a scegliere il film o il cartone più adatto e ci si dimentica che il primo compito educativo di un genitore, da quando ci si sveglia al mattino, è lo sforzo di coerenza, di autenticità e di far conoscere ai figli buoni testimoni, cui potersi ispirare nella vita.

Ci piace molto la vostra capacità di vedere la vita e tirarla fuori da situazioni in cui le ferite sono molto profonde. Come ci riuscite?

Condividere la fatica del vivere degli altri permette di riconoscere le proprie ferite come parte della vita. È fondamentale coinvolgersi nelle situazioni. Bisogna lasciarsi “invadere” dal mondo esterno con fiducia. Se si vive intensamente e compiutamente, è la vita di ogni giorno che ci offre risorse. Scopriremo così che con l’impegno di tutti, molte ferite possono essere rimarginate producendo un benessere collettivo.

Maria Pia e Annalisa

Associazione di Volontariato C.A.Sa.

Aperta ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 20.30 alle ore 22.00

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