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VANGELO

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 1,12-15
 

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore.


Domande

Perché Gesù se ne va nel deserto, se sa che c'è satana a tentarlo? E per di più è lo Spirito che ce lo porta! Non ci ripetono sempre che non bisogna mettersi in situazioni "pericolose"? E questi angeli da dove sbucano? Scusa, ma non mi sembra verosimile. E poi questo vangelo è sempre più strano e pure sconnesso: salta di palo in frasca: mi spieghi che c'entra adesso Giovanni? e Gesù che fa, il suo sostituto? E poi il regno di Dio di cui parla Gesù dov'è?

Risposta

Resto ogni volta piacevolmente sorpreso dalla tua capacità di toccare i punti più significativi del brano evangelico. Naturalmente questo mi ‘costringe’ non solo di cercare risposte ‘consistenti’ e soddisfacenti, ma anche di approfondire per me il significato della Parola di Dio. Ancora una volta, grazie!

Sai già che per comprendere quello che Marco ci vuol dire dobbiamo fare riferimento a tre tempi: il Primo Testamento, la storia di Gesù, la vita della chiesa delle origini. Ma iniziamo dal contesto. Le tentazioni di Gesù sono collocate dopo il battesimo e prima della predicazione di Gesù. Nel battesimo è stato proclamato solennemente “Figlio di Dio”, nella predicazione annuncia la presenza del Regno di Dio e invita a credere in lui.

Qual è allora il senso delle tentazioni?

Cominciamo dallo Spirito. Marco sta proprio dicendo ai cristiani che non c’è bisogno che vadano a cercarsi le tentazioni (perciò hai ragione “che non bisogna mettersi in situazioni pericolose"), basta scontrarsi con le tentazioni e le persecuzioni nelle quali lo Spirito Santo ci fa trovare, perché in questi casi avremo a disposizione la sua forza per vincere. Gesù in tutta la sua vita è in contatto con lo Spirito Santo che lo guida e lo sostiene. Questo ci dice che davvero Gesù, oltre che figlio di Dio, è anche uomo come noi e ha bisogno della forza e della luce che gli vengono dallo Spirito Santo. Il deserto è il luogo in cui il popolo di Dio è stato tentato ed è stato sconfitto, perché non ha avuto totale fiducia in Dio. I quaranta giorni di digiuno invece ricordano Mosè che sul Sinai riceve da Dio le tavole della Legge e il profeta Elia che sullo stesso monte incontra Dio dopo aver camminato per quaranta giorni. Digiuno e deserto sono la cornice in cui Marco ci presenta Gesù come il Figlio che, tentato, non si lascia vincere, come il nuovo Mosè che porta la Legge definitiva di Dio e come il profeta che incontra Dio, lo conosce fino in fondo e, per questo, può farlo conoscere a noi. Perché gli angeli e le bestie selvatiche? Anche qui ci sono richiami del Primo Testamento che fanno capire ai cristiani che con Gesù è iniziato il tempo della pace nel mondo e nella natura e della pace fra il cielo e la terra, e cioè il superamento dei danni causati dal peccato dei nostri progenitori e anche di tutti gli uomini che sono venuti dopo.

Se non ti sembra verosimile è perché gli angeli noi non li vediamo. Ma, tu capisci che tutto ciò che riguarda il mondo di Dio ci sembra inverosimile, perché non cade sotto i nostro occhi. Tu però sai benissimo che può essere vero anche ciò che non vediamo e che l’azione di Dio, degli angeli e dei santi, che sono in paradiso, ogni tanto si fa visibile (pensa un po’ a certi miracoli che i medici considerano ‘impossibili’).

E finiamo col Battista. Marco ce lo ha presentato come colui che aveva la missione di preparare il popolo alla venuta del Messia, per questo chiedeva di pentirsi dei propri peccati. Il suo arresto (Marco, quando sarà arrestato Gesù, userà lo stesso verbo, stabilendo così un parallelo tra la morte del Battista e quella di Gesù) fa capire a Gesù che il compito del Battista è finito e lui deve cominciare la sua missione. La predicazione di Gesù è completamente diversa da quella di Giovanni. Lui dice che da ora in poi Dio stesso è presente nel mondo e inizia il suo regno, che non è un luogo ma un modo di pensare e di vivere nell’amicizia con Dio e nella fraternità tra gli uomini. Se questo è vero, allora tutti devono cambiare mentalità (“convertitevi” significa proprio questo) e devono credere a Gesù, senza perdere tempo.

In questo modo Marco fa arrivare fino a noi lo stesso invito e lo stesso dono che hanno avuto i primi cristiani, così noi non possiamo sentirci meno fortunati di loro che hanno visto Gesù e gli apostoli.

Buona domenica. 

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