Creativity

Innovation

Originality

Imagination

 

Salient

Salient is an excellent design with a fresh approach for the ever-changing Web. Integrated with Gantry 5, it is infinitely customizable, incredibly powerful, and remarkably simple.

Download

 

VANGELO

Dal Vangelo secondo Marco - 15, 1-39
 

Al mattino, i capi dei sacerdoti, con gli anziani, gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto consiglio, misero in catene Gesù, lo portarono via e lo consegnarono a Pilato. Pilato gli domandò: «Tu sei il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». I capi dei sacerdoti lo accusavano di molte cose. Pilato lo interrogò di nuovo dicendo: «Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti accusano!». Ma Gesù non rispose più nulla, tanto che Pilato rimase stupito. A ogni festa, egli era solito rimettere in libertà per loro un carcerato, a loro richiesta. Un tale, chiamato Barabba, si trovava in carcere insieme ai ribelli che nella rivolta avevano commesso un omicidio. La folla, che si era radunata, cominciò a chiedere ciò che egli era solito concedere. Pilato rispose loro: «Volete che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Sapeva infatti che i capi dei sacerdoti glielo avevano consegnato per invidia. Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla perché, piuttosto, egli rimettesse in libertà per loro Barabba. Pilato disse loro di nuovo: «Che cosa volete dunque che io faccia di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono più forte: «Crocifiggilo!». Pilato, volendo dare soddisfazione alla folla, rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a salutarlo: «Salve, re dei Giudei!». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Costrinsero a portare la croce di lui un tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del cranio», e gli davano vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese. Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra. Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».

Parola del Signore.


Domande

Io ho tante contestazioni da fare su come fa Gesù, su quanto è complicato capire cosa voglia, sugli evangelisti che non spiegano, però quando leggo la sua passione, non so... mi sento dentro qualcosa che non so spiegare... è come se tutto fosse esagerato, troppo violento rispetto a quello che Gesù ha detto e fatto: le torture, Giuda che lo tradisce, Pietro che lo rinnega... perché? E i Romani... a scuola ci insegnano che erano maestri di civiltà, politici raffinati… come mai si fanno strumentalizzare dai capi ebrei? E Gesù… perché accetta di morire? Sapeva… non poteva scappare? e perché poi non risponde? io avrei gridato ai quattro venti le mie ragioni, mi sarei difesa... non capisco: non bisogna difendersi quando ci accusano ingiustamente? Mi piace molto il centurione, mi sembra l'unico che abbia capito qualcosa...

Risposta

Hai ragione, è tutto esagerato. Quello che è avvenuto è molto di più di ciò che gli evangelisti riescono a raccontare, noi ci dobbiamo accontentare di quanto hanno scritto, ma nella riflessione e nella preghiera possiamo andare oltre. Sembra proprio che da quando Gesù è stato arrestato si siano scatenate le violenze più feroci e ingiuste. Marco ci presenta nella passione un Gesù innocente, consegnato prima ai capi giudei, poi a Pilato e quindi ai soldati, tradito, abbandonato e rinnegato dai suoi amici, umiliato, flagellato, crocifisso. Non si ribella, non si difende, accetta tutto. E sulla croce grida due volte: la prima per chiedere al Padre perché lo ha abbandonato e la seconda per lasciare questa vita. In fondo un uomo debole, che però viene riconosciuto figlio di Dio da un pagano, proprio per come ha affrontato la passione e per come è morto. Cosa vuol dire tutto questo? È una sequenza di avvenimenti al buio. Ma se il centurione è riuscito a illuminarli, possiamo farlo anche noi. Ciò che c’è dentro i fatti è la salvezza dell’umanità, tua e mia, realizzata da Gesù in una maniera assolutamente diversa da come chiunque si sarebbe aspettato. La causa della morte di Gesù sono i peccati di tutta l’umanità, da Adamo all’ultimo uomo. L’attore principale delle violenze è l’avversario di Dio e dell’uomo, che si serve di tutti quelli che si sono lasciati convincere da lui, per tentare di eliminare il figlio di Dio. Gesù questo lo sa benissimo, sa che deve prendere su di sé i nostri peccati, sa che questo vuol dire anche che lui, innocente e obbediente al Padre, deve fare l’esperienza delle conseguenze del peccato. Per questo sulla croce si sente abbandonato da Dio: certamente, avendo preso i peccati di tutti gli uomini, in quel momento lui è l’uomo più lontano da Dio. Gesù sa benissimo anche che il Padre lo ama, è contento della sua obbedienza, è contento che lui voglia salvare tutti i suoi fratelli peccatori, e quindi certamente, grazie al suo sacrificio, perdonerà tutti gli uomini. Gesù sa anche che non difendendosi, accettando la passione e la morte, mostrerà a tutti fino a che punto arriva l’amore di Dio e cosa vuol dire amare davvero e perdonare non solo gli amici ma anche i nemici. Sai benissimo anche tu che Gesù poteva scappare, difendersi, perfino annientare quelli che gli facevano del male, ma, se lo avesse fatto, noi oggi di cosa parleremmo? Di un Dio che somiglia ai potenti di questo mondo, solo più forte e immortale. Non erano così le divinità greco-romane? Invece un centurione (anche a me piace molto) ha capito che il vero figlio di Dio è completamente diverso: non toglie la vita, dà la propria perché tutti i peccatori possano comprendere, convertirsi, diventare figli di Dio e godere per sempre con lui in paradiso. Tu fai bene a difenderti quando ti accusano ingiustamente, tuttavia da Gesù possiamo imparare a perdonare tutti, anche se a volte è proprio difficile. Magari può diventare un po’ più facile se pensiamo che con i nostri peccati abbiamo fatto soffrire il Signore e che lui non ci pensa due volte a perdonarci. Ci fa bene, ogni tanto, guardare Gesù in croce e dirgli grazie. Buona festa delle Palme.

Buona domenica. 

 

VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni - 3, 14-21
 

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Parola del Signore.


Domande

Chi è e da dove spunta Nicodemo? Deve essere uno molto dotto se Gesù gli parla così: io non ci ho capito niente... ti dico solo alcune parole, poi fai tu: serpente, innalzare, andare perduto, condannare, giudizio, luce, tenebre, fare la verità - ma la verità non si dice? … di che parla il vangelo oggi? e… chi incontrava Gesù riusciva a capirlo?

Risposta

Capire il vangelo a noi qualche volta può risultare difficile. Ma ti puoi tranquillizzare: Gesù aveva una capacità comunicativa straordinaria: la gente lo capiva e per questo lo seguiva e stava ad ascoltarlo anche per ore, dimenticandosi persino di mangiare. I discorsi più difficili li fa agli apostoli, che li capiranno dopo la risurrezione di Gesù. Ma noi non ascoltiamo i discorsi di Gesù, leggiamo invece quello che hanno raccolto gli evangelisti, i quali scrivevano per i cristiani, che i discorsi li avevano già sentiti molte volte e quindi capivano bene. E veniamo a Nicodemo. Certo, vederselo comparire così, solo col nome… Gesù ha avuto con lui un colloquio, di cui ci parla solo Giovanni, il quale lo presenta come un capo tra i Giudei. Sente parlare di Gesù (forse lo ascolta anche lui stesso), ne rimane incuriosito e lo va a trovare, di notte, per conoscerlo un po’, ma di nascosto dai suoi colleghi per non farsi criticare. Gesù gli parla di una rinascita, che lui non ha capito bene, però i cristiani sì, perché sapevano che il battesimo è una nuova nascita nello Spirito. Gesù poi allarga il discorso e parla di sé e di quello che è venuto a fare nel mondo. Noi non siamo abituati a parlare con i simboli e abbiamo qualche difficoltà. Provo a rendere il discorso più semplice. Gesù dice che Dio Padre vuole salvare il mondo e per questo ha mandato Gesù. Salvare vuol dire far sapere agli uomini che sono figli di Dio e che Dio vuole donare loro la sua stessa vita, quella eterna. Come avverrà questo? Gesù sarà innalzato sulla croce (Mosé nel deserto, su indicazione di Dio, aveva fatto un serpente di bronzo e lo aveva posto in alto: chi veniva morso da un serpente, se guardava quello di bronzo, non moriva avvelenato) e donando la vita diventerà il salvatore del mondo. Per diventare figli di Dio bisogna credere in Gesù. Purtroppo non tutti credono in lui, e chi non crede si condanna da solo a non condividere la vita con Dio e godere la gioia eterna, ma resterà lontano da lui, questo vuol dire ‘andare perduto’. Le parole ‘giudizio’ e ‘condanna’, indicano che alla fine ci sarà una netta separazione tra chi ha creduto in Gesù e chi no. Per spiegare questo Giovanni usa i simboli della luce e delle tenebre, identificandoli rispettivamente con il bene e il male. Naturalmente ciò che è nella luce è visibile a tutti, ciò che è nelle tenebre rimane nascosto e agisce nell’ombra. Quanto al ‘fare’ la verità: è un concetto molto caro a Giovanni: dice che chi conosce la verità (più avanti dirà che Gesù è la verità) sceglie e agisce secondo quello che ha insegnato il Signore. Come vedi questo brano, in effetti un po’ difficile, è una piccola sintesi di tutto il vangelo e spero che ora per te sia diventato un po’ più chiaro, ma soprattutto che ti rinnovi il desiderio, alla luce del sole e non di nascosto come Nicodemo, di conoscere di più Gesù e di ‘fare la verità’.

Buona domenica. 

 

VANGELO

Dal Vangelo secondo Marco - Mc 1,12-15
 

In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».

Parola del Signore.


Domande

Perché Gesù se ne va nel deserto, se sa che c'è satana a tentarlo? E per di più è lo Spirito che ce lo porta! Non ci ripetono sempre che non bisogna mettersi in situazioni "pericolose"? E questi angeli da dove sbucano? Scusa, ma non mi sembra verosimile. E poi questo vangelo è sempre più strano e pure sconnesso: salta di palo in frasca: mi spieghi che c'entra adesso Giovanni? e Gesù che fa, il suo sostituto? E poi il regno di Dio di cui parla Gesù dov'è?

Risposta

Resto ogni volta piacevolmente sorpreso dalla tua capacità di toccare i punti più significativi del brano evangelico. Naturalmente questo mi ‘costringe’ non solo di cercare risposte ‘consistenti’ e soddisfacenti, ma anche di approfondire per me il significato della Parola di Dio. Ancora una volta, grazie!

Sai già che per comprendere quello che Marco ci vuol dire dobbiamo fare riferimento a tre tempi: il Primo Testamento, la storia di Gesù, la vita della chiesa delle origini. Ma iniziamo dal contesto. Le tentazioni di Gesù sono collocate dopo il battesimo e prima della predicazione di Gesù. Nel battesimo è stato proclamato solennemente “Figlio di Dio”, nella predicazione annuncia la presenza del Regno di Dio e invita a credere in lui.

Qual è allora il senso delle tentazioni?

Cominciamo dallo Spirito. Marco sta proprio dicendo ai cristiani che non c’è bisogno che vadano a cercarsi le tentazioni (perciò hai ragione “che non bisogna mettersi in situazioni pericolose"), basta scontrarsi con le tentazioni e le persecuzioni nelle quali lo Spirito Santo ci fa trovare, perché in questi casi avremo a disposizione la sua forza per vincere. Gesù in tutta la sua vita è in contatto con lo Spirito Santo che lo guida e lo sostiene. Questo ci dice che davvero Gesù, oltre che figlio di Dio, è anche uomo come noi e ha bisogno della forza e della luce che gli vengono dallo Spirito Santo. Il deserto è il luogo in cui il popolo di Dio è stato tentato ed è stato sconfitto, perché non ha avuto totale fiducia in Dio. I quaranta giorni di digiuno invece ricordano Mosè che sul Sinai riceve da Dio le tavole della Legge e il profeta Elia che sullo stesso monte incontra Dio dopo aver camminato per quaranta giorni. Digiuno e deserto sono la cornice in cui Marco ci presenta Gesù come il Figlio che, tentato, non si lascia vincere, come il nuovo Mosè che porta la Legge definitiva di Dio e come il profeta che incontra Dio, lo conosce fino in fondo e, per questo, può farlo conoscere a noi. Perché gli angeli e le bestie selvatiche? Anche qui ci sono richiami del Primo Testamento che fanno capire ai cristiani che con Gesù è iniziato il tempo della pace nel mondo e nella natura e della pace fra il cielo e la terra, e cioè il superamento dei danni causati dal peccato dei nostri progenitori e anche di tutti gli uomini che sono venuti dopo.

Se non ti sembra verosimile è perché gli angeli noi non li vediamo. Ma, tu capisci che tutto ciò che riguarda il mondo di Dio ci sembra inverosimile, perché non cade sotto i nostro occhi. Tu però sai benissimo che può essere vero anche ciò che non vediamo e che l’azione di Dio, degli angeli e dei santi, che sono in paradiso, ogni tanto si fa visibile (pensa un po’ a certi miracoli che i medici considerano ‘impossibili’).

E finiamo col Battista. Marco ce lo ha presentato come colui che aveva la missione di preparare il popolo alla venuta del Messia, per questo chiedeva di pentirsi dei propri peccati. Il suo arresto (Marco, quando sarà arrestato Gesù, userà lo stesso verbo, stabilendo così un parallelo tra la morte del Battista e quella di Gesù) fa capire a Gesù che il compito del Battista è finito e lui deve cominciare la sua missione. La predicazione di Gesù è completamente diversa da quella di Giovanni. Lui dice che da ora in poi Dio stesso è presente nel mondo e inizia il suo regno, che non è un luogo ma un modo di pensare e di vivere nell’amicizia con Dio e nella fraternità tra gli uomini. Se questo è vero, allora tutti devono cambiare mentalità (“convertitevi” significa proprio questo) e devono credere a Gesù, senza perdere tempo.

In questo modo Marco fa arrivare fino a noi lo stesso invito e lo stesso dono che hanno avuto i primi cristiani, così noi non possiamo sentirci meno fortunati di loro che hanno visto Gesù e gli apostoli.

Buona domenica. 

 

VANGELO

Dal Vangelo secondo Giovanni - 3, 14-21
 

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Parola del Signore.


Domande

Chi è e da dove spunta Nicodemo? Deve essere uno molto dotto se Gesù gli parla così: io non ci ho capito niente... ti dico solo alcune parole, poi fai tu: serpente, innalzare, andare perduto, condannare, giudizio, luce, tenebre, fare la verità - ma la verità non si dice? … di che parla il vangelo oggi? e… chi incontrava Gesù riusciva a capirlo?

Risposta

Capire il vangelo a noi qualche volta può risultare difficile. Ma ti puoi tranquillizzare: Gesù aveva una capacità comunicativa straordinaria: la gente lo capiva e per questo lo seguiva e stava ad ascoltarlo anche per ore, dimenticandosi persino di mangiare. I discorsi più difficili li fa agli apostoli, che li capiranno dopo la risurrezione di Gesù. Ma noi non ascoltiamo i discorsi di Gesù, leggiamo invece quello che hanno raccolto gli evangelisti, i quali scrivevano per i cristiani, che i discorsi li avevano già sentiti molte volte e quindi capivano bene. E veniamo a Nicodemo. Certo, vederselo comparire così, solo col nome… Gesù ha avuto con lui un colloquio, di cui ci parla solo Giovanni, il quale lo presenta come un capo tra i Giudei. Sente parlare di Gesù (forse lo ascolta anche lui stesso), ne rimane incuriosito e lo va a trovare, di notte, per conoscerlo un po’, ma di nascosto dai suoi colleghi per non farsi criticare. Gesù gli parla di una rinascita, che lui non ha capito bene, però i cristiani sì, perché sapevano che il battesimo è una nuova nascita nello Spirito. Gesù poi allarga il discorso e parla di sé e di quello che è venuto a fare nel mondo. Noi non siamo abituati a parlare con i simboli e abbiamo qualche difficoltà. Provo a rendere il discorso più semplice. Gesù dice che Dio Padre vuole salvare il mondo e per questo ha mandato Gesù. Salvare vuol dire far sapere agli uomini che sono figli di Dio e che Dio vuole donare loro la sua stessa vita, quella eterna. Come avverrà questo? Gesù sarà innalzato sulla croce (Mosé nel deserto, su indicazione di Dio, aveva fatto un serpente di bronzo e lo aveva posto in alto: chi veniva morso da un serpente, se guardava quello di bronzo, non moriva avvelenato) e donando la vita diventerà il salvatore del mondo. Per diventare figli di Dio bisogna credere in Gesù. Purtroppo non tutti credono in lui, e chi non crede si condanna da solo a non condividere la vita con Dio e godere la gioia eterna, ma resterà lontano da lui, questo vuol dire ‘andare perduto’. Le parole ‘giudizio’ e ‘condanna’, indicano che alla fine ci sarà una netta separazione tra chi ha creduto in Gesù e chi no. Per spiegare questo Giovanni usa i simboli della luce e delle tenebre, identificandoli rispettivamente con il bene e il male. Naturalmente ciò che è nella luce è visibile a tutti, ciò che è nelle tenebre rimane nascosto e agisce nell’ombra. Quanto al ‘fare’ la verità: è un concetto molto caro a Giovanni: dice che chi conosce la verità (più avanti dirà che Gesù è la verità) sceglie e agisce secondo quello che ha insegnato il Signore. Come vedi questo brano, in effetti un po’ difficile, è una piccola sintesi di tutto il vangelo e spero che ora per te sia diventato un po’ più chiaro, ma soprattutto che ti rinnovi il desiderio, alla luce del sole e non di nascosto come Nicodemo, di conoscere di più Gesù e di ‘fare la verità’.

Buona domenica. 

 

VANGELO

Dal Vangelo secondo Marco - 9, 2-10
 

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti..

Parola del Signore.


Domande

Ma stavolta è fantascienza pura! Che storia è questa, Elia e Mosè che parlano con Gesù (un’allucinazione degli apostoli spaventati?), vesti bianche da bucato in tv, trasfigurazione - che poi vai a vedere cos'è - e per finire, non se ne deve parlare... E perché Gesù si porta dietro Pietro, Giacomo e Giovanni se non per farsi vedere? Oggi è proprio difficile capire che cosa vuole dire il vangelo...

Risposta

Non so come consideri tu la ‘fantascienza’, ma, se vuoi, tutto quello che riguarda il mondo di Dio puoi definirlo così: infatti non fa parte delle nostre esperienze ‘scientifiche’, è tutta un’altra cosa e per noi è una ‘scienza’ non fantasiosa ma fantastica. Ora provo ad avvicinarmi con te in punta di piedi al vangelo che è stato raccontato e scritto da persone che per darci una ‘notizia fantastica’ hanno speso la vita. Marco con il suo vangelo vuole aiutare i cristiani a capire chi è quel Gesù nel quale ripongono tutte le speranze di salvezza, perché la loro fede sia solida e possano essere dei veri discepoli che seguono il loro Maestro e Signore. Si propone anche il compito di aiutarli a superare lo ‘scandalo’ della morte in croce. Pietro aveva riconosciuto che Gesù è il Messia, ma l’idea di Messia che avevano i discepoli non corrispondeva affatto a quella di Gesù. Così lui inizia a dire che avrebbe subito la passione e sarebbe stato ucciso, ma dopo tre giorni sarebbe risorto. Gli apostoli restano sconcertati soprattutto dalla parte riguardante la passione e la morte e la rifiutano. Gesù sa benissimo che la cosa non è facilmente digeribile, per questo decide di dare almeno ad alcuni di loro un segno che non possano dimenticare e che dia loro un po’ di coraggio e di fiducia. La trasfigurazione allora per Marco è un’esperienza straordinaria che fanno tre apostoli, i più vicini a Gesù. Il corpo umano è opaco, non brilla; sul Tabor il corpo di Gesù divenne luminoso (Matteo aggiunge che il suo volto brillò “come il sole”) e noi possiamo capire che in questo modo lui fa vedere, per un momento, la parte di sé che normalmente non si vede. Inoltre l’apparizione di Mosè ed Elia (il legislatore e il profeta), i rappresentanti più importanti della storia di Israele, che conversano con lui, fa capire ai discepoli che Gesù è più importante degli altri due. Come se non bastasse si presenta una nube, che nell’Esodo di Israele verso la Terra Promessa indicava la presenza di Dio in mezzo al popolo, e dalla nube Dio stesso dichiara che Gesù è suo figlio e ordina ai tre di ascoltarlo, cioè di fidarsi e di lasciarsi guidare perché quello che dice lui è la verità. Gli apostoli non hanno dimenticato questa esperienza, anche se continuano a non capire bene cosa Gesù voglia intendere con la parola ‘risurrezione’. Dopo la risurrezione, quando vedranno il corpo glorioso di Gesù, riusciranno a capire che con la trasfigurazione Gesù ha fatto vedere loro un po’ in anticipo come sarebbe stato il suo corpo da risorto. Ma perché ordina di non raccontarlo agli altri? Cerchiamo di capire. È possibile che Gesù credesse che per questi tre l’esperienza fosse positiva, ma che potesse indurre gli altri a confermarsi nell’idea di un Messia trionfatore in questo mondo, cosa che Gesù stava proprio cercando di contrastare. Gesù allora ha fatto vedere ai suoi tre amici quello che era e che era nascosto agli occhi del corpo… e a me questo racconto piace moltissimo, perché mi fa pensare che anche noi abbiamo dentro la luce dei figli di Dio, anche se non si vede. Ci vogliono gli occhi della fede… e mi sa che tu ce li abbia a 10/10.

Buona domenica. 

Associazione di Volontariato C.A.Sa.

Aperta ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 20.30 alle ore 22.00

Lecce

via Cosimo De Giorgi, 81
via Cosimo De Giorgi, 81
0832.394656
+39 0832 394656
casa@animare.it
casa@animare.it
casa.associazione@pec.it
casa.associazione@pec.it
CF
CF: 93037150757
Iban
Iban: IT56K0103016004000009303895

Bari

via Isonzo, 120 - BARI
via Isonzo, 120
080.3219316
+39 080 3219316
bari@animare.it
bari@animare.it

Santeramo

via Lecce, 45
via Lecce, 45
080.3022119
+39 080 3022119
casa.santeramo@animare.it
casa.santeramo@animare.it

Fano

via Cesare Battisti
via Edmondo De Amicis, 11
fano@animare.it
fano@animare.it

Ciao, noi usiamo i cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore.
Navigando sul nostro sito accetti l'impiego di cookie in accordo con la nostra cookie policy. Per maggiori informazioni