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Quando l'amicizia frena

 

A cura di: Equipe scuola superiore
Data 2004-11-03
Descrizione L'epilogo della vita del gruppo degli apostoli

Progetto

Obiettivi dell'attività

Incontrare Gesù di Nazaret che rivela "L'amore più grande" e i modi concreti per viverlo.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 10 a 20 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata un'ora e trenta
Animatori richiesti 2

Esperienza iniziale

Quando ho visto un amico fare una cosa non buona per sè o per altri e non gli ho detto niente? Perchè?

Lettura della Parola:

Gv 18, 8-11

Commento alla Parola

Siamo all'epilogo della vita del gruppo degli apostoli. Dopo tre anni passati insieme, nell'avventura appassionante dell'annuncio di Gesù, arriva lo scontro con il potere che Gesù aveva preannunciato molte volte. Già tante altre volte lo stile di questo gruppo e del suo animatore aveva suscitato scandalo tra coloro che si sentivano i depositari della verità, i farisei. Ma questa volta c'è l'intenzione seria di fare fuori Gesù e di distruggere il suo gruppo. L'attacco all'opera di Gesù e al gruppo arriva dall'esterno e dall'interno:

  • farisei coinvolgono il potere militare rappresentato da Roma e così "armano" il proprio proposito di uccidere Gesù;
  • Giuda, evidentemente deluso nelle sue aspettative in riferimento a Gesù, vende il suo amico e se stesso alle mani del potere.

Una notte, dopo aver fatto festa insieme, Gesù e i dodici escono e fanno una passeggiata in collina, sul monte degli ulivi. Lì Gesù si ferma a parlare con suo Padre: i suoi amici più cari non riescono a stargli vicino in questo momento difficilissimo di Gesù, ma questa è un'altra storia. D'improvviso arrivano i legionari romani, guidati dai farisei e da Giuda.La sua prima preoccupazione di Gesù è quella relativa agli altri. Non si nasconde, non tenta di fuggire. Sa che è lui quello che cercano e sa anche che quello che gli sta per capitare, in un modo misterioso, è occasione unica e definitiva per amare gli uomini così come lui era stato amato dal Padre: dando effettivamente tutto, non proteggendosi con la sua forza nè con la sua verità, quelle che il Padre gli aveva dato. Così arriva a dare tutta la vita. Gesù, quindi è spaventato, ha paura, non ama la croce: lui ama la vita, aveva fatto di tutto, con tutti, proprio per liberare la vita di ognuno dalla morte. E anche qui non vuole fuggire quell'evento necessario, importantissimo che può esprimere tutto il suo amore per il Padre e per gli altri uomini. Pietro da parte sua, è sorpreso e, come al solito, reagisce d'istinto. Nonostante Gesù glielo avesse detto tante volte lui non ha ancora capito che quanto Gesù è venuto a compiere nel mondo, non coincide con i suoi desideri ma con quelli del Padre. Nonostante sia molto legato a Gesù, Pietro non riesce ancora a condividere i desideri di Gesù, a farsi l'amico che li custodisce e collabora perchè si possano realizzare, non riesce ad assergli amico per ciò che desidera fino in fondo, nonostante questo costi fatica e sofferenza e chieda di morire (a qualcosa). Appena le guardie si distraggono, tira fuori un pugnale e tenta l'atto eroico. Probabilmente era solo un piccolo pugnaletto; con quello non aveva speranza contro un esercito di militari professionisti. Ma lui è un uomo passionale: taglia l'orecchio a uno che probabilmente non c'entra niente, un servo di uno di quelli che avevano deciso di mettere a morte Gesù. Pietro vuole contrastare a tutti i costi coloro che vogliono eliminare il suo maestro, ma contrasta, di fatto, la missione di Gesù: Gesù è venuto per far conoscere a tutti qual è e come è l'amore del Padre e per consegnare la sua vita, donarla con tutto ciò che è. Ora, non è chiaro come sia avvenuto il ferimento, ma, se Pietro non è mancino, è probabile che possa avere colpito di schiena il servo. L'atto con cui Pietro tenta di fermare gli avversari di Gesù potrebbe essere anche stato un atto vile, alle spalle, per niente nobile.
Anche noi a volte siamo così:

  • siamo legati con l'affetto ad alcune persone; li chiamiamo nostri amici, ma di loro ci piace soprattutto ciò che li lega a noi, li fa simili a noi: gli interessi comuni, i tempi insieme, i desideri che si incontrano con i nostri;
  • quando ci accorgiamo che i loro desideri, ciò che per loro è importante non lo è altrettanto per noi, cominciano le difficoltà;
  • diventiamo amici che frenano le possibilità dell'altro, mettiamo alcuni bastoni (consigli, musi lunghi, ricatti affettivi, presa in giro) alle ruote dei desideri e delle cose importanti per gli altri;
  • a volte questi atti sono anche vili, fatti di nascosto, alle spalle, senza esporsi in prima persona. L'altro trova ostacoli nella realizzazione di ciò che è importante per lui e non sa neanche perchè.

Gesù ha le idee chiare: non è che avesse saputo che doveva morire, ma ad un certo punto vedendo ciò che succedeva intorno, pregando, riflettendo, aveva capito che andando avanti con la sua Missione sarebbe arrivato a dover dare tutto, pure la vita. Siccome per lui fare la volontà del Padre è il suo desiderio più grande, quello per cui si è mosso, non considera la morte un elemento decisivo per tirarsi indietro. Anche lui frena Pietro, perchè seppure amico non ha capito ancora fino in fondo ciò che Gesù desidera. Ancora una volta non ha paura di segnare la distanza che li divide. Sa che se Pietro riuscirà a frenare le sue passioni e a trovare realmente cosa desidera Gesù, potrà rendersi conto di ciò che stava facendo. Questo avverà dopo la Risurrezione: lì Pietro si rende conto di tutti gli ostacoli che ha frapposto alla missione di Gesù e di tutte le volte che Gesù lo ha frenato, lo ha messo a posto.

Spunti per la riflessione Personale:

Domande per la riflessione personale: Noi abbiamo amici che ci frenano? Che ci dicono con chiarezza - guarda, per me questa cosa è importante, non riuscirai a farmi cambiare proposito - senza paura di perderci? Siamo capaci di riconoscere quando un altro ci frena sui nostri desideri più importanti? Oppure, perchè capita anche così, siccome è troppo difficile frenarci, ci fanno accelerare su un'altra strada che ci porta lontano rispetto a dove vogliamo andare?

Preghiera personale:

Signore,
anche io voglio molto bene ai miei amici, come Tu volevi bene a Pietro e come lui ne voleva a Te. Anch'io per ... (completare) sarei pronto a fare qualunque cosa, sarei pronto a difenderli da tutti. Però devo dirti onestamente che trovo il tuo modo di fare con Pietro difficile: eh sì, perchè è difficile dire a qualcuno che sta sbagliando, che si sta comportando da complice e non da amico, che la sua vicinanza invece di farmi diventare una persona migliore mi fa rimanere incatenato ai miei difetti e alla mia pigrizia; e poi è complicato riflettere, giudicare, decidere cosa è giusto da ciò che viene in mente di fare istintivamente, usando anche la violenza, la prepotenza, la forza, l'inganno, proprio come ha fatto Pietro. Ed io tante volte mi sono comportato come Pietro o, davanti ad amici che si comportavano come lui, non ho saputo fare come Te:
quando ho visto ... (nome) fare ... (completare) e non ho detto niente;
quando ho lasciato che ... (nome) mi convincesse a comportarmi ... (completare) anche se sapevo che non era la cosa giusta con me;
quando ho usato violenza ... (completare) ed è anche colpa mia se ... (completare) ha fatto la stupidagine di ... (completare).
Signore, il tuo modo di essere amico è difficile, è vero, però è anche affascinante:
è bello vedere quello che è diventato Pietro grazie alla tua amicizia e alla capacità che hai avuto di farlo diventare migliore di quello che era prima. Chissà perchè, poi, io ho sempre pensato che un vero amico non critica e non rimprovera mai, qualsiasi cosa l'altro faccia.
Adesso non voglio più essere amico così, anch'io, come Te, voglio sperimentare un'amicizia che fa crescere e che fa diventare, insieme, diversi da come si è. Per questo devo allenarmi a riconoscere prima di tutto le fesserie che faccio io, tutti i giorni, per poi diventare capace di riconoscere e correggere quelle degli altri.
Ti prego, Signore, fammi incontrare degli amici che mi sappiano guardare con gli stessi occhi con cui Tu hai guardato Pietro. Ti prego Signore perchè ... (completare).

Proposta di impegno per la settimana:

Chiedere ad un animatore:"che cosa di sciocco, banale, dannoso sto facendo in questo periodo?"

Associazione di Volontariato C.A.Sa.

Aperta ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 20.30 alle ore 22.00

Lecce

via Cosimo De Giorgi, 81
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0832.394656
+39 0832 394656
casa@animare.it
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casa.associazione@pec.it
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CF
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Santeramo

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