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Salient

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A cura di: équipe adolescenti
Data  
Descrizione A confronto con la nascita di Gesù, che avviene proprio... oggi!

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: verifica

Liberamente ciascuno dice se ha trovato chi abbia saputo aiutarlo nel tragitto

Esperienza:

Raccontiamo motivi di gioia recente

Parola:

Lc 2, 11

Commento:

‘Oggi’: indica l’aspetto attuale della salvezza portata da Gesù, la quale non può essere revocata, rinviata, dilazionata, ma va colta nella storia attuale. Anche i pastori, una volta ricevuto l’annuncio, si dirigono senza indugio: Maria si dirige in fretta verso la casa di sua cugina Elisabetta perché il progetto divino non può essere rimandato.

‘Oggi’: per noi vuol dire che la ‘nostra salvezza’ ci è donata oggi, non alla fine della nostra vita; nel nostro presente ci saranno nella vita di ciascuno delle ‘occasioni’ in cui la vita ci raggiunge in modo inaspettato, sorprendente. Anche dietro una cosa che ci suscita reazioni di timore e paura ci può essere qualcosa di nuovo e di positivo per la nostra vita. Noi invece siamo abituati a rimandare, a temporeggiare, a lasciar correre, a non prendere al volo le occasioni che ci si presentano e così rischiamo di lasciar cadere nel vuoto la Parola di vita di questo Natale.

Cosa stiamo rimandando? cosa lasciamo perdere perché troppo difficile? siamo per una vita tranquilla e senza novità o speriamo qualcosa di nuovo per l’anno che abbiamo davanti?

Quest’annuncio viene fatto a pochi, scelti non per le loro doti e capacità. Viene affidato a chi poi lo porterà a tanti altri, a chi lo saprà comunicare ai fratelli (c’è per noi l’urgenza di far conoscere ad altri quello che noi scopriamo e viviamo di nuovo? cosa? verso chi?)

La gioia che viene annunciata agli uomini è grande, sarà di tutto il popolo, crea novità nel mondo, cioè non lascia persone e cose uguali a prima. Spinge le persone ad essere attive, a contagiare gli altri, a decidere di muoversi e di dare delle belle sterzate alle situazioni in cui normalmente ci impantaniamo. Una gioia grande che fa vedere le cose da un punto di vista diverso e fa fare cose sorprendenti (come sono le nostre gioie? Riguardano me e pochi altri? le comunico? generano qualcosa negli altri intorno a me?)

La gioia nasce dal sapersi amati da Dio, è Dio che a Natale dichiara il suo amore per l’uomo, per ciascuno di noi.

Preghiera e riflessione:

Chiedere al Signore di venire e nascere per sé in questo Natale perché:

  • possa muovermi da …possa riuscire a…
  • possa andare verso…
  • possa gustare la gioia di…

Canto: 

Kenosis (Pati - Villanova)

Impegno: 

Ciascuno prende da un cesto una piccola sagoma di uomo di cartoncino su cui scriverà: ‘Vieni Gesù nella mia vita e …’ e poi lo colloca nel presepe.

 

A cura di: équipe adolescenti
Data  
Descrizione A confronto con i Magi e l'esperienza del... viaggio!

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: verifica

Ciascuno è invitato a rispondere alla seguente domanda: “Abbiamo rotto il nostro laccio? Con chi abbiamo approfondito la conoscenza di…?”

Esperienza:

Liberamente, ciascuno risponde alla domanda: “Quali sono le strade che stiamo percorrendo più di frequente?” (verso chi andiamo? per fare cosa?)

Parola:

Mt 2,1-12a

Commento:

Diversi sono i personaggi che compaiono in questo brano, ma i protagonisti sono certamente loro: i Magi.

I MAGI: chi sono

Erano certamente degli uomini sapienti, ricchi, forse capi nel loro popolo. Il loro stesso nome “magi” deriva dal latino “magni” ovvero grandi, grandi appunto in scienza e sapienza. Non sappiamo con precisione quanti fossero, dodici secondo una Cronaca orientale antica, in numero maggiore o talvolta minore di tre nelle antiche raffigurazioni di alcune catacombe. La tradizione cristiana ne ha riconosciuti tre a cui corrispondono i nomi di Gasparre " un giovane imberbe", Baldassarre uomo "di carnagione olivastra e con una barba considerevole", e Melchiorre "un vecchio dai capelli bianchi, con una folta barba e lunghe chiome ricciute". Incerta è anche la loro provenienza; venivano dall’Oriente, ma non sappiamo precisamente da quale regione, potrebbe essere stata la Persia o la Caldea piuttosto che l’Arabia o l’India.

Oggi i Magi potrebbero essere persone come noi, di età diversa, adolescenti, giovani e adulti, che hanno studiato e magari continuano ad approfondire le proprie conoscenze attraverso la lettura personale di libri, oppure frequentando all’università o partecipando ad incontri di formazione in parrocchia, in oratorio.

Di numero imprecisato, i Magi sono diversi tra loro come noi, tutti abitanti dello stesso paese/città, ma appartenenti a famiglie diverse, siamo diversi tra noi.

I MAGI: il riconoscimento del segno e la partenza

Di una cosa, invece, possiamo essere certi: i Magi pur essendo sapienti e ricchi, erano alla ricerca di Qualcun altro, di una verità, di qualcosa che desse loro una felicità più piena e profonda. Ed attendevano pazientemente un segno, la stella, che indicasse loro il tempo della nascita del nuovo Re. Proprio per questo, quando la stella è apparsa, essi sono stati capaci di riconoscerla. Fatti i bagagli, sono partiti con i loro doni.

Anche noi siamo persone che hanno una certa istruzione scolastica, possediamo delle cose, abbiamo relazioni parentali, amicali, alcune delle quali belle e significative. Eppure spesso, in diversi momenti, avvertiamo il desiderio di qualcos’altro o di Qualcun altro, avvertiamo che ci manca qualcosa per essere veramente felici, qualcosa per essere più propriamente noi stessi, al di là anche dell’immagine che gli altri ci rimandano ed anche di quella di cui noi stessi ci accontentiamo. Occorre però stare attenti ai segni, alle occasioni che ci vengono offerte per conoscere meglio noi stessi, per conoscere gli altri ed il Signore. Anche a noi, come ai Magi, è chiesto di muoverci, di cogliere queste occasioni al volo, aderire a queste iniziative, dire di sì, al punto in cui ci troviamo.

I MAGI: il viaggio e l’arrivo

Non sappiamo quanto effettivamente sia durato il viaggio dei Magi, alcune fonti dicono tredici giorni, altre due anni. Molto probabilmente non è stato semplice, forse in alcuni momenti sono rimasti a corto di viveri o hanno avuto dei cali di speranza, hanno pensato di girare a vuoto, senza arrivare poi da nessuna parte.

Sicuramente essi hanno fatto il viaggio insieme, in compagnia. Questo ha dato loro la forza per non mollare ed ha offerto loro anche la ricchezza del dialogo e del confronto nel tragitto.

Ad un certo punto hanno dovuto cambiare strada. Se era chiaro quando partire, non lo era altrettanto sapere dove andare. La cosa più logica per trovare un re era quella di andare presso una reggia, ma lì non lo hanno trovato. Ed allora hanno seguito le indicazioni dei sacerdoti. Così sono arrivati e hanno reso omaggio a Gesù offrendo i loro doni.

Anche per noi il tempo della ricerca non è stabilito, forse per alcuni è più breve, per altri più lungo. L’importante è camminare insieme, ricercare insieme. Questo perché con gli altri abbiamo la ricchezza del confronto, del dialogo e della compagnia, sia nei momenti di difficoltà che in quelli belli, di novità. Anche a noi, come ai Magi, è richiesta la disponibilità a cambiare eventualmente strada, e questo è possibile solo se non abbiamo la presunzione di sapere a priori e ciò che ci rende felici ed abbiamo le orecchie aperte ad ascoltare le indicazioni di chi incontriamo nel cammino.

Preghiera e riflessione:

Pista di riflessione per gli adulti

  1. Quali sono i desideri che oggi ci spingono a muoverci?
  2. Quali strade stiamo provando a percorrere per realizzarli? Verifichiamo dove ci stanno portando:
    • in un punto morto, di stallo
    • di fronte ad un bivio per cui dobbiamo fare una scelta
    • al cuore di ciò che stavamo cercando
    • ........................................................................................
  3. Si presenta la necessità di cambiare strada? Come farlo?
  4. C’è qualcuno che può darci un’indicazione?

Pista di riflessione per i più giovani:

  1. Chi sono i tuoi compagni di strada in questo tempo?
  2. Verso cosa state camminando?
  3. Di cosa parlate?
  4. Cosa fate insieme?
  5. Avete desideri comuni?
  6. Vorreste qualcosa di diverso, di nuovo?
  7. Avreste bisogno dell’aiuto di qualcuno che possa suggervi il percorso da seguire?
  8. State rischiando di finire fuori strada?
  9. Cosa state cercando?

Canto:

Kenosis (Pati - Villanova)

Impegno:

Ciascuno cerca un’altra persona che sia capace di orientarsi bene nella vita, per chiedere delle indicazioni su un tragitto da compiere

 

A cura di: équipe adolescenti
Data 2009/12/04
Descrizione A confronto con Giovanni Battista, nel carcere di Erode e... il dubbio!

Progetto

Obiettivi dell'attività

in compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: Verifica

Ciascuno dice con chi ha mantenuto l’impegno

Esperienza

Al centro viene posto un cartellone con la scritta: “Dove sei quando….?” Ciascuno si alza e completa la frase.

Parola

Lc 11,2-3

Commento

GIOVANNI BATTISTA è uno dei protagonisti del brano: si trova in carcere; è stato rinchiuso da Erode nella fortezza di Macheronte ad est del Giordano, dove, a quanto dice il brano, può ricevere visite da parte dei suoi discepoli e per mezzo loro comunicare col mondo esterno. Ha portato a compimento il suo annuncio, cioè la sua missione, (per noi: l’ impegno di servizio, il dovere scolastico, il lavoro, il ruolo in famiglia, in gruppo,…se sono realtà in cui ci mettiamo con la consapevolezza che lì c'è qualcosa da costruire insieme a Dio). Si trova in un momento di difficoltà: le cose non gli vanno proprio bene, sta sperimentando la fatica, la solitudine e la sconfitta; sente venir meno le forze, vede tagliati tutti i suoi legami di amicizia e di collaborazione con gli altri. Viene assalito dal dubbio. Ha annunciato ‘colui che deve venire’, il più forte, il Messia, colui che sarà capace di compiere il giudizio di Dio distruggendo il male. Ma Gesù agisce diversamente, non è come lui se lo aspettava. Il Gesù che ha incontrato al Giordano non aveva i tratti del rivoluzionario, dell’uomo potente, del giudice che giudica col fuoco, si presenta invece come uno qualunque che si fa battezzare.

‘Sei tu?’ Il DUBBIO è l’altro personaggio di questo brano. ‘ho forse sbagliato tutto?’/ ho annunciato agli altri qualcosa o qualcuno che non esiste, che vive solo nella mia immaginazione, o qualcuno che deve ancora venire?’ Ha il coraggio di farsi questa domanda! Poteva pensare che non era Gesù il Messia atteso, e risolvere così il problema. Poteva darsi da solo questa risposta perché la sua condizione di prigioniero e sofferente gliela suggeriva. Poteva pensare ‘ma che dubbio scemo mi è saltato in mente!’ e buttarlo via: sarebbe stato più comodo, più facile. Aveva la possibilità di fidarsi di sé, delle proprie certezze e convinzioni, ma….. lascia che il dubbio che ha dentro si trasformi in una domanda. Ma che differenza c’è tra dubbio e domanda? Il dubbio = può essere solo mio, esistere solo dentro di me la domanda = è espressa, è rivolta ad un altro, è un movimento, è ricerca di una risposta che non può venire da se stessi e può essere diversa da quella che ci si aspetta. Giovanni ha scelto quindi di farsi dire da un altro la verità su chi è Gesù. Con quella domanda ‘sei tu?’ sceglie di far parlare Gesù. Manda gli altri: diventa urgente per Giovanni andare da Gesù. Il dubbio/domanda è l’esperienza della persona onesta interiormente e intellettualmente, è l’esperienza di chi non vuole fare lo ‘struzzo’, non vuole mettere sotto la sabbia la propria testa per non sentire e vedere quello che può essere scomodo. Accade questo anche con Dio. Dio non è come noi ci aspettiamo che sia, non è la risposta ai problemi dell’uomo, non ha poteri magici. Spesso ci costruiamo un Gesù su misura: ci deve aiutare, ci deve ascoltare, ci deve incoraggiare, ci deve fare il miracolo, ci deve sottrarre alle esperienze di sofferenza, di perdita, di dolore, di tradimento…. Andare dal Signore, sperare di incontrarlo quest’anno, significa lasciare che egli si faccia conoscere per come è realmente, significa andare a portargli i nostri dubbi e le nostre domande.

Preghiera

Pista di riflessione per gli adulti:

  1. su quali cose penso di aver ragione, e sono convinto che gli altri hanno torto?
  2. su quali aspetti della mia vita non voglio sentire cosa pensano o vedono di me gli altri, perché ho paura che mi possano dire cose scomode, diverse da quelle che io mi dico?
  3. Quali sono i dubbi di questo tempo, relativi ad eventi della mia vita (familiare, affettiva,…) o ad accadimenti esterni (un’ingiustizia, un incidente, la morte di un conoscente,…) che vorrei trasformare in domande da portare al Signore in questo Natale?
  4. A chi intorno a me posso rivolgere queste domande per ricevere una risposta diversa dalla mia, che mi spinga a fare un passo?

Pista di riflessione per i più giovani:

  1. In quali occasioni penso di aver ragione e che diversamente l'altro abbia torto?
  2. Quali domande mi pongo rispetto:
    • al rapporto coi miei genitori,
    • al rapporto con i miei amici,
    • al gruppo,
    • all’esperienza scolastica,
    • alla mia età
  3. Quali sono le richieste che faccio a Gesù?
  4. A chi intorno a me posso rivolgere queste domande per ricevere una risposta diversa dalla mia?

Canto

Kenosis (Pati - Villanova)

Impegno

Scrivere su un foglietto un dubbio o una domanda da affidare ad un amico.

Verifica

 

A cura di: équipe adolescenti
Data  
Descrizione La novena è rivolta a giovani e adulti che hanno una certa capacità di riflessione, hanno già fatto esperienza di preghiera, sono impegnati a vari livelli nel servizio di animazione, sono interessati a guardarsi dentro e confrontarsi con il Vangelo

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Cosa stimolare

 

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Comunicazione: verifica

Ciascuno dice liberamente a chi ha affidato la propria domanda

Esperienza:

Comunicare liberamente un aspetto nuovo o un dono che abbiamo scoperto recentemente in un nostro amico che conosciamo da molto tempo.

Parola:

Lettura a due voci di brani scelti dal primo cap. del libro “In nome della madre” di Erri De Luca e dal Vangelo di Matteo secondo questo modello: Mt 1,18: Lettura dal testo Mt 1,19-21.24a

Commento:

Il protagonista del brano è GIUSEPPE: Si trova in una situazione difficile, che lo mette in crisi: la maternità inattesa di Maria. Giuseppe è un uomo giusto, che conosce bene la legge del suo tempo e le relative conseguenze. Da una parte non può convivere con una donna accusata di adulterio; dall’altra, non ha prova alcuna dell’adulterio di Maria, le vuole molto bene, la ama. Anche se l’accaduto è davvero straordinario ed umanamente incomprensibile, dopo un primo momento di confusione non dubita di lei, non cede alle apparenze ed al disagio di eventuali dicerie, ma si fida di lei e prova a guardarla con occhi amorevoli, con uno sguardo nuovo, libero da pregiudizi ed aperto alla novità. Per questo non vuole esporla al giudizio altrui e probabilmente alla lapidazione e così giunge alla sua soluzione: separarsi da lei in privato.

In sogno a Giuseppe appare un altro personaggio: un ANGELO. Lo abbiamo già incontrato. Come ai pastori ed a Maria, l’angelo dice a Giuseppe: “Non temere”: in questo caso potremmo tradurlo così: “Non cedere alla paura di non capire, di non rispettare la legge, di fare con Maria un’esperienza nuova e diversa da quella che ti aspettavi o sognavi per te, per voi”. Poi impartisce due ordini: accogliere Maria e dare paternità legale al Figlio di Dio. L’atteggiamento di Giuseppe è quello di obbedire = ob audire, cioè ascoltare fino in fondo per rendersi disponibile a far propria una parola, un punto di vista, a cui da solo non sarebbe mai arrivato. Giuseppe non proferisce parola e si rende disponibile, traducendo in azioni concrete quegli ordini. Non dà spazio alle paure, che certamente nutre, ma fa una cosa inconcepibile per un uomo del suo tempo e della sua cultura: rompe con la tradizione e con ciò che sarebbe giusto fare, mette da parte i progetti personali per condividere totalmente quelli di Maria, una donna, una ragazza semplice che però è tutt’uno con Dio.

Lo SPIRITO SANTO è l’altro personaggio del brano: già ha operato in Maria, ora opera anche in Giuseppe, un uomo giusto, cioè disponibile ad ascoltare Dio. Lo Spirito Santo a sua volta è aiutato, nella sua azione, dall’obbedienza di Giuseppe. Giuseppe fa così della sua vita qualcosa che da solo non avrebbe mai saputo pensare: un dono grande, libero, gioioso, a servizio dei piani di Dio insieme alla donna che gli è accanto.

Preghiera e riflessione:

Pista di riflessione per adulti: Spesso ci capita di trovarci nella stessa situazione di Giuseppe, disorientati davanti alle prese di posizione e ai comportamenti di un nostro collega, di un collaboratore in parrocchia o in oratorio, di un nostro amico o partner.

In questi giorni con chi è capitato più di frequente? Come sto reagendo? Giuseppe cerca di andare oltre ciò che vede, che comunque gli fa male, lo disorienta e modifica le sue giornate. Tuttavia egli ascolta ciò che l’angelo gli dice. Siamo disponibili anche noi a rompere con l’immagine che abbiamo dell’altro, con il giudizio che diamo di lui? Col giudizio che in parrocchia/al lavoro/in paese si ha di lui?

Pista di riflessione per i più govani: In che occasione ci è capitato di recente di non capire o di giudicare male un’azione o un comportamento di un nostro amico o compagno di gruppo o di scuola? (cosa ho pensato di lui/cosa gli ho detto?) …………………………

Cosa abbiamo fatto? (mettere una crocetta)

  • Lo abbiamo giudicato
  • Ne abbiamo parlato con altri per confermare la nostra idea
  • Ci siamo allontanati da lui, evitando anche di salutarlo
  • Ci siamo allontanati da lui, mantenendo solo il saluto “di facciata”
  • Ci è dispiaciuto per lui, in fondo è fatto così, la sua situazione familiare è quella,

  • Abbiamo provato a capire con altri amici perché fa così
  • Abbiamo provato ad avvicinarci a lui per capire…

Comunicazione:

COMUNICARE per gruppi omogenei per età Quali pensieri, parole, giudizi dobbiamo censurare?

COMUNICARE per gruppi omogenei per età Chi potrebbe svolgere per noi il ruolo dell’angelo oggi? (oppure: cosa possiamo fare per rompere con questo modo di guardare all’altro, che non è secondo Dio e rivela la logica molto umana del salvare se stessi e lasciar perdere l’altro?)

Impegno:

Fare una domanda ad un collaboratore (x gli adulti) o ad un animatore (x i piccoli e i preanimatori) per conoscere una persona lontana da noi (preferibilmente sceglierne una tra quelle che abbiamo giudicato)

Canto:

Kenosis (Pati - Villanova)

 

A cura di: èquipe adolescenti
Data 2009/11/30
Descrizione A confronto con i personaggi del primo annuncio della Natività: I pastori, I'angelo, Dio, ...la paura!

Progetto

Obiettivi dell'attività

In compagnia di alcuni personaggi che hanno già fatto questa esperienza, andare a cercare il Signore che viene e porta a ciascuno un annuncio di salvezza, disponibili a fare silenzio dentro di sé per ascoltarlo e a condividere con gli altri il cammino.

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 6 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Itinerario indicato per Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti Giovani  
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata

Metodo

Durata 45 minuti
Animatori richiesti 2

Esperienza

In un cesto ci sono dei biglietti su cui sono indicate varie forme di paura. Ciascuno ne prende uno a caso e poi lo legge ad alta voce.

L’animatore invita poi i partecipanti a fare un elenco delle proprie paure.

Parola

Lc 2, 9-10

Commento

Nel racconto della nascita di Gesù, l’appello ‘Non temete’ risuona molte volte: (l’angelo a Maria; a Giuseppe; a Zaccaria…). In questo brano l’invito è rivolto ai pastori:

I PASTORI: sono i protagonisti del brano. Sfatiamo l’immagine molto natalizia dei pastorelli buoni e santi del presepe! I pastori del tempo appartenevano ad un’ infima categoria sociale e religiosa. Vivevano lontano dalla città, erano analfabeti, isolati, vivevano con gli animali e conducevano una vita poco umana. Avevano poco a che fare con la Parola di Dio. Eppure proprio a loro l’angelo annuncia la nascita di Gesù.

L’ ANGELO: anche lui è un personaggio del brano. È il messaggero che porta l’annuncio (angeli = messaggeri, coloro che annunciano l’amore, cioè la presenza di Dio nella nostra vita. L’annuncio dell’angelo comincia con ‘Non temete’. I pastori avevano ben ragione di aver paura: ciò che accade è totalmente inaspettato per loro sono i meno adatti a ricevere un annuncio del genere sono gente su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo… quella che provano è la paura di ciò che non si conosce, di ciò che non sembra adeguato alla propria situazione, non sanno se è buono o meno per la loro vita.

PAURA: altro personaggio del brano. L’uomo può avere mille paure. La paura è un’esperienza che fa parte della vita umana, è capace di scuoterla nelle sue più solide certezze. Essa nasce dal sentirsi minacciati: dalla realtà dagli altri (dai nemici, da qualcuno che ci ostacola) da se stessi, da ciò che c’è dentro ciascuno. Di fronte alla paura si può reagire:

  • rimanendo paralizzati
  • negandola, mostrandosi forti, sempre pronti, sicuri di sé…
  • facendo gli indifferenti (come se non ci riguardasse).
  • hanno un primo momento di sgomento
  • poi si incoraggiano l’un Come reagiscono i pastori:l’altro(‘andiamo e vediamo’), si muovono da dove sono, cambiano la loro situazione
  • diventano essi stessi annunciatori

DIO: è colui che risponde alla paura dell’uomo. La sua risposta è il Natale, cioè un Dio che si fa trovare dagli uomini, si presenta a lui come un bambino, un segno che è l’esatto contrario della paura. Da un Dio così non abbiamo nulla da temere, un Dio così vuole essere come noi, per poterci essere accanto e rivelarci di quale grande amore noi, insieme a lui, possiamo essere capaci!

Personale

  • Metto a fuoco una o due tra le paure che mi ritrovo dentro in questo momento della mia vita: Da chi o da cosa mi sento minacciato?
  • Come reagisco? negandole, rimanendo indifferente, restando paralizzato …
  • Di fronte a quale di queste paure sono invitato a non temere?
  • Ci sono persone che nella mia vita fanno la parte dell’Angelo: mi fanno sentire amato?
  • mi parlano con le parole e con la loro presenza dell’amore di Dio per me?da cosa le riconosco?
  • Ci sono altri accanto a me con cui potersi fare reciprocamente coraggio e con cui poter muovere insieme dei passi?
  • Su che cosa di quanto vivo Dio mi invita a non temere? cosa sta facendo Lui per me? cosa ho da dirgli?

Comunicazione

Si comunica la propria riflessione in gruppi omogenei per età

Impegno

Scegliere un compagno di strada per fare insieme questo cammino verso il Signore – sarà colui a cui andare a raccontare, ogni giorno qualcosa della propria preghiera.

Canto

Kenosis (Pati - Villanova)

Dice il saggio: Il cammino è pensato sia per adolescenti che per adulti. Per facilitare la meditazione e la preghiera personale sono state pensate due diverse piste, adatte alle diverse età ed esperienze di vita. Per tradurre in vita concreta la preghiera, alla fine di ogni incontro l’animatore lascerà un impegno da mantenere nel corso della giornata successiva – che andrà verificato insieme il giorno successivo – e un piccolo ‘segno’, un oggetto che servirà a ricordarlo.L’impegno da mantenere, il ‘segno’ da portare con sé aiutano a creare un clima di partecipazione e di condiviso

Associazione di Volontariato C.A.Sa.

Aperta ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 20.30 alle ore 22.00

Lecce

via Cosimo De Giorgi, 81
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0832.394656
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Bari

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