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A cura di: equipe scuola superiore
Data 2008-1-11
Descrizione L'esperienza permette di scoprire i diversi significati della sofferenza, di comprendere che è un'esperienza della vita che coinvolge tutti e può essere subita o vissuta. Il secondo modo consente di conoscere meglio se stessi e comprendere gli altri

Progetto

Obiettivi dell'attività

Partendo dall'esperienza di sofferenza incontrata attraverso il servizio che si offre, riconoscere e decidere come si vuole vivere la propria grazie al confronto con Pietro e Giuda

Analisi

Destinatari dell'intervento educativo
Numero Da 15 a 25 ragazzi.
Età
Prima Infanzia (1-4 anni) Bambini (5-10 anni) Preadolescenti (10-14 anni) Itinerario indicato per Adolescenti (14-18 anni) Giovani (18-26 anni) Adulti (26 anni+)
      Adolescenti    
Livello di esperienza del gruppo
  • Iniziale
  • Intermedia
  • Avanzata
Particolarmente adatto per Pasqua

Metodo

Durata 6/7 ore
Animatori richiesti 2
Contenuto Idee ed esperienze
1. La sofferenza: realtà da riconoscere, da non fuggire e cui dare un senso.
Tempo richiesto: 1 ora e 15 minuti
  • La nostra esperienza di volontariato ci pone dinanzi a sofferenze diverse, più o meno visibili, più o meno comprensibili.

Tecniche utilizzate: L'animatore mostra un cartellone sul quale sono stati scritti i nomi dei destinatari del servizio compiuto dal gruppo fino a quel momento.Chiede:

  • "Quali di queste persone hai incontrato?"
  • "Cosa hai vissuto?"

Ognuno è invitato ad esprimersi liberamente e a raccontare l'esperienza fatta, guardandola dal punto di vista delle relazioni che si sono costruite. I partecipanti vengono suddivisi in gruppetti di 4/5 per fare l'analisi dei disagi e delle sofferenze riconosciute. Utilizzando la tecnica del philips l'animatore chiede:

  • Quali disagi percepite nei vostri destinatari?
  • Riconoscete in loro qualche sofferenza? Causata da cosa?
  • A quale bisogno risponde il gruppo con la sua attività?

Su un cartellone vengono annotate le risposte di tutti i gruppetti e a partire da ciò che emerge l'animatore estrapola l'idea di sofferenza che circola in gruppo. Alla fine chiede se c'è altro che loro legano all'idea di sofferenza, qualcosa che pensano anche al di là di ciò che hanno incontrato.

Tempo richiesto: 2 ora e 30 minuti
  • Anche noi facciamo esperienza di sofferenza, quella che incontriamo nella nostra età si chiama mancanza, solitudine, dolore fisico/malattia, tradimento, limite personale.

In questo secondo incontro si propone ai partecipanti di riconoscere le esperienza di sofferenza tipiche della loro età attraverso l'analisi di spezzoni di film e di brani di libri opportunamente selezionati. Per rendere l'analisi più rapida e accattivante può essere utile, se il numero di animatori lo consente, preparare la visione o l'ascolto in punti diversi da attivare in contemporanea. In ciascuno stand:

  • presentazione di massima del contributo
  • Visione/ascolto
  • Si ripercorre quanto visto/ascoltato

Si definisce la causa della sofferenza presentata.
Si da il tempo di 15 min. per l'analisi. I ragazzi in gruppetti visionano uno stand e, scaduto il tempo, passano al successivo. Si possono utilizzare i seguenti contributi: Film "Caterina va in città" di Paolo Vizzi (sofferenza dovuta al venir meno di qualcuno in famiglia). Film:"Che ne sarà di noi?" di Giovanni Veronesi (tradimento/litigio nel rapporto con gli altri). Canzone "Se tornerai" degli 883 (morte di una persona cara). Poesia: "Spesso il male di vivere ho incontrato" di Eugenio Montale. Libro: "Una barca nel bosco" di Mastrocola Paola (sofferenza per disadattamento/solitudine). Film: "La mia vita senza me" di Isabel Coixet (la malattia). Si torna in assemblea e l'animatore chiede una rilettura emotiva di quanto visto: Quale contributo ti ha colpito maggiormente? A cosa ti ha fatto pensare? Conosci qualche esperienza simile?... Alla fine domanda: perchè siamo passati dalla sofferenza dei nostri destinatari a quella che potrebbe essere la nostra? Si propone a questo punto una riflessione personale. E' importante dare un tempo preciso (20') e sottolineare l'importanza del momento di silenzio personale. Al termine del tempo dato ci si ritrova insieme e ognuno comunica le cose più salienti della propria riflessione.

Tempo richiesto: 1 ora e 30 minuti
  • La sofferenza è un'esperienza umana che coinvolge tutti, anche noi. Se la riconosciamo possiamo continuare a vivere la nostra vita pienamente: confrontiamoci con il modo di misurarsi con la sofferenza di Pietro e Giuda.
  • Nella nostra vita possiamo percorrere entrambe le strade. Affrontare la sofferenza come Pietro richiede l'onestà con se stessi per riconoscere la propria sofferenza, il coraggio di analizzarla, la forza per ritornare in mezzo agli altri e condividerla. Questo percorso ci permette di comprendere la sofferenza degli altri e di incontrarli in maniera autentica.

Dopo avere brevemente comunicato l'idea si racconta l'esperienza di sofferenza di Pietro e Giuda a quattro voci. (Se non ci fosse il numero di animatori sufficiente il racconto può essere registrato). Si ripercorre quanto ascoltato, poi l'animatore chiede di dire le caratteristiche con cui Pietro e Giuda hanno affrontato la loro sofferenza e le annota su due diversi cartelloni. Conclude comunicando l'idea finale. In gruppo: alla luce della riflessione fatta oggi cosa cambia nella nostra esperienza di volontariato e nella nostra equipe? L'animatore sintetizza i contributi più importanti.

Associazione di Volontariato C.A.Sa.

Aperta ogni giorno dal martedì al sabato dalle ore 20.30 alle ore 22.00

Lecce

via Cosimo De Giorgi, 81
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0832.394656
+39 0832 394656
casa@animare.it
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