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VANGELO

Dal Vangelo secondo Luca 21,25-28.34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

 

Commento

Siamo in pieno discorso apocalittico di Gesù in Luca. In questo brano domenicale possiamo sottolineare due elementi.
Il primo. Le immagini catastrofiche prese dal linguaggio apocalittico del Primo Testamento possono suscitare timore e paura in chi non ha fede. I profeti annunciavano in questo modo la punizione dei persecutori di Israele, ma soprattutto l'intervento potente di Dio che salva i suoi fedeli. In Luca la salvezza definitiva si realizza con la seconda venuta di Gesù, il Figlio dell'uomo annunciato da Daniele, il Figlio di Dio, fatto carne, che ha inaugurato la salvezza con la sua passione, morte e risurrezione e viene una seconda volta a liberare il nuovo popolo di Dio per condurlo nella casa del Padre per la gioia del banchetto senza fine.
Il secondo. Non sapendo il momento e l’ora di questi avvenimenti, l’atteggiamento che viene richiesto ai cristiani è quello della vigilanza nella quotidianità. Questo significa da una parte lottare contro tutto ciò che addormenta la coscienza, fa perdere il senso delle cose, delle relazioni, delle scelte e progressivamente allontana dal Signore, e dall’altra curare un rapporto quotidiano di amore con il Signore nella preghiera. Questo abilita il cristiano ad essere sempre pronto ad accogliere il Signore, che viene in molti modi prima della venuta definitiva e lo rende aperto al dono dello Spirito, il quale comunica la sua luce e la sua forza per vincere qualsiasi paura, anche di fronte ad avvenimenti terrificanti. Così per il credente comparire davanti al Signore potrà essere il momento del compimento definitivo del desiderio di incontrarlo e restare per sempre con lui, con Maria e con tutti i santi.

 

Spunti per la meditazione e la preghiera personale

  • Il nostro tempo è attraversato da guerre, odio, terrore. Insicurezza e paura per molti sono diventate quotidiane. Anch'io ne sono contagiato in qualche modo. La mia fede cosa mi dice su quello che succede nel mondo e dentro di me?

  • Sono dissipato quando non voglio pensare alle cose importanti della vita e preferisco vivere in superficie. Mi ubriaco quando volontariamente cerco ciò che mi stordisce e non mi fa pensare (esistono le droghe dello spirito). Sono affannato quando mi lascio schiavizzare dalle cose di questo mondo che pure bisogna curare, ma dando loro il posto e il valore giusto, non di più. Tutto questo mi allontana da me stesso, dal mio vero bene e dal Signore.

  • Mi trovo bene nella mia casa di questo mondo, ma so bene che non è definitiva. Molto spesso sperimento di diventare schiavo di qualche cosa, di qualche persona o anche di me stesso. Solo il Signore mi rende libero davvero per vivere in verità e fino in fondo la bellezza di questa vita e per aprirmi al desiderio dell'incontro definitivo con lui.

  • Vegliare e pregare: sono intrecciati desiderio e attesa, alimentati dalla fede in Gesù, dall'amore per Dio e i fratelli, dalla speranza certa che ho già un posto preparato per me in Paradiso.

 

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